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CAMPI FLEGREI - I SITI MISENATI

Marianna D'Orsi Pisani
Martedì, 4 Febbraio, 2014

 

MISENUM

...fece Enea per suo sepolcro
ergere un'alta e sontuosa mole,
e l'armi e 'l remo e la sonora tuba
al monte appese, che d'Aërio il nome
fino allor ebbe, ed or da lui nomato
Miseno è detto, e si dirà mai sempre.

( Virgilio, Eneide VI Libro)

 

Misenum, il cui toponimo deriva dall'omonimo trombettiere di Enea annegato in quelle acque,già nel VI sec. a.C. era uno degli anelli fondamentali nel sistema cumano di controllo del golfo di Napoli.Dalla fine del II sec. a tutto il I sec. a.C., il territorio di Miseno ebbe una parentesi residenziale e le sue coste ospitarono sontuose ville, come quella di Cornelia la madre dei Gracchi.

Ottaviano Augusto, dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), pose qui la base della Praetoria Classis Misenensis, la flotta più potente dell'Impero Romano al diretto servizio della corte imperiale, spesso presente nei Campi Flegrei.  

 

 

 

IL SACELLO DEGLI AUGUSTALI

Nel 1967 fu rinvenuto un complesso d'età imperiale, formato da un ambiente centrale e due laterali che si aprono su un cortile porticato, destinato al culto dell'imperatore e sede del locale collegio degli Augustali: il Templum Augusti quod est Augustalium menzionato in una delle iscrizioni ivi rinvenute.

 

LA GROTTA DELLA DRAGONARA

Si tratta di una grande cisterna (m. 50x59), interamente scavata nel tufo e divisa in 5 navate da dodici imponenti pilastri irregolari che sorreggono una volta a botte. Con ogni probabilità va inserita nell'elenco di infrastrutture funzionali alla flotta di stanza nelle acque di Miseno. Alcuni studiosi, tuttavia, ritengono che essa facesse parte della villa che sorgeva nei pressi e comunemente identificata con quella di Lucullo.

 

IL TEATRO ROMANO

 

Alle spalle del Sacello degli Augustali si trovano i resti del Teatro romano di Misenum. Della struttura si conserva un tratto dell’ambulacro mediano  su cui s’impostava la media cavea. Si conservano inoltre un piccolo tratto dell’ambulacro superiore e pochi resti dell’attico ( non visibili perché in proprietà privata). Interessante caratteristica, deducibile dalla pianta di T.Rajola (1768), era la presenza di un tunnel che dalla tredicesima arcata del teatro portava direttamente  al porto: attualmente tale galleria termina in mare. segno di T. Rajola, in P.A. Paoli (1768), tav. 62. Napoli, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.

 

PISCINA MIRABILIS

Grandioso terminale dell'acquedotto  augusteo del Serino, la Piscina Mirabilis fu costruita sulla collina prospiciente il porto di Miseno per rispondere alle esigenze di approvvigionamento idrico della Classis Praetoria Misenensis.
Costruita in periodo augusteo è lunga 70 metri,larga 25 metri , alta 15 metri, un volume di 12000 metri cubi di acqua, scavata nel tufo: è la più imponente cisterna romana mai portata alla luce. Nella navata centrale, è collocata una piscina limaria di 20x5 metri, profonda 1,10 metri, una vasca funzionale allo svuotamento e alla pulizia periodica della cisterna. Lo spazio interno è scandito da 48 pilastri cruciformi disposti su 4 file, quasi a formare le navate di una immensa cattedrale sotterranea.

 

PROGRAMMA DELLA VISITA (clicca qui)

 

 

 

Scheda a cura de Associazione Misenum – Bacoli, Napoli