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Atrani

Mercoledì, 15 Settembre, 2010

Atrani è un comune italiano di 924 abitanti della provincia di Salerno in Campania. Fa parte del Club dei borghi più belli d'Italia.

Il centro si trova alla foce del torrente Dragone al termine della sua stretta valle incastonata fra le cime dei Monti Lattari. È caratterizzato da una particolare struttura in cui il villaggio forma, insieme con la spiaggia, un teatro naturale sormontato dalla strada statale che attraversa l'intera Costiera Amalfitana. Con i suoi 0,20 km², Atrani è il più piccolo comune dell'Italia Meridionale per estensione territoriale e secondo a livello nazionale dopo Fiera di Primiero (0.15 km²).

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003

Pimonte (NA) (24,2 km)

Ravello (6,2 km)

Minori (3,4 km)

Amalfi (1 km)

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde, assolate e quasi mai afose.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

Classificazione climatica: zona C, 954 GG

Il 9 settembre 2010, per le abbondanti precipitazioni temporalesche che hanno interessato gran parte della Costiera Amalfitana, è straripato il torrente Dragone che ha invaso con acqua e fango le strade del centro storico trascinando verso il mare auto, moto e detriti. Una persona risulta dispersa.

La chiesa di Santa Maria Maddalena, risalente al XIII secolo, è stata più volte ritoccata nel corso dei secoli, e oggi presenta una facciata barocca, una cupola ricoperta di maiolica ed un campanile a pianta quadrata.

La chiesa di Santa Maria Maddalena, risalente al XIII secolo, è stata più volte ritoccata nel corso dei secoli, e oggi presenta una facciata barocca, una cupola ricoperta di maiolica ed un campanile a pianta quadrata.

La chiesa di San Salvatore de' Bireto, risale invece al X secolo ed è così denominata perché anticamente i dogi della repubblica di Amalfi vi ricevevano il caratteristico copricapo (detto appunto, in dialetto locale, "birèto"). Ristrutturata nell'Ottocento, conserva una porta a formelle di bronzo dell'anno 1087, simile ad altre pressoché contemporanee che si trovano in chiese dell'area (Amalfi, Salerno, Ravello).