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Preoccupazioni per il paesaggio abruzzese

Elio Torlontano
Lunedì, 2 Aprile, 2012

I quotidiani hanno pubblicato la notizia dell’autorizzazione concessa per la costruzione di un campo eolico sul Monte Camarda, in territorio di San Pio delle Camere e con affaccio sul cuore della Terre delle Baronia di Carapelle, a guardare Santo Stefano di Sessanio, Calascio e la sua Rocca, Carapelle Calvisio e Castelvecchio Calvisio. Un territorio d’affascinante antica bellezza in cui s’incastonano borghi pregevoli che hanno scelto di vocarsi a un turismo lento, di grande qualità. Se il campo eolico sarà realizzato, il profilo montuoso, che si vede nella foto, alle spalle di Santo Stefano di Sessanio sarà coronato da pale eoliche. Il paesaggio perderà inevitabilmente la sua armonia e l’ambiente sarà deturpato da strade di servizio, grandi spiazzi per i basamenti cementizi su cui poggeranno le torri ed infine le pale. Tutto ciò è in contrasto con il pensiero e le indicazioni del Touring Club Italiano contenute nel rapporto VivAbruzzo, che indica le linee di sviluppo della qualità turistico-ambientale e specifiche azioni di intervento a quei comuni colpiti dal sisma del 2009. Il Touring raccomanda che quei paesaggi, che hanno ispirato opere letterarie, pittori famosi e che da qualche decennio sono lo scenario d’innumerevoli film e spot pubblicitari, siano salvaguardati, risanati là dove sono stati violentati, valorizzati i punti panoramici, utilizzati come base per creare una nuova offerta di turismo alla scoperta dei set cinematografici e di pubblicità famose.

 

Il Bosco di Sant’Antonio, riserva naturale guidata in comune di Pescocostanzo, è stato designato dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche per il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. Nell’opinione comune si è diffusa l’idea che la designazione sia il riconoscimento della bellezza, del valore naturalistico e della conservazione del luogo.

 

  Invece l’iniziativa  promuove annualmente una campagna di attenzioni verso un luogo – nel 2012 il Bosco di Sant’Antonio – che è "particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, ma è sottoposto a una crescente ma impreparata domanda di  natura che provoca contrapposti abusi e immobilismi, abbandoni e calpestii eccessivi, espansioni non sempre utili e persistenti carenze manutentive". Il Premio è quindi un richiamo e una sollecitazione forte e autorevole alla tutela e alla conservazione di questo secolare ambiente naturale cui ci uniamo e aggiungiamo il dissenso e la preoccupazione per il considerevole sviluppo urbanistico che ha avuto l’abitato di Pescocostanzo, con conseguente alta pressione antropica sul pregevole centro storico e sul delicato ecosistema locale.