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Itinerari di slow motion tra valli, castelli e tipicità dei territori lungo i grandi fiumi

Terra dell'Antico Dogado

27 Novembre 2014

 

Dallo zucchero al sale


Pedalando lungo l’itinerario si incontrano ville cinquecentesche e case rurali, stabilimenti e avamposti militari. Il percorso dell’antico dogado inizia a Bovolenta per raggiungere Chioggia e la laguna, attraverso la fitta rete di canali e infiniti paesaggi d’acqua.

In sella tra ville e canali L’itinerario cicloturistico, uno dei più suggestivi che si snoda nella rete di canali che giungono al mare, inizia tra le anse del Vigenzone, che segna la strada attraverso le verdi distese e i grandi cieli aperti. Ma lungo le vie d’acqua, che costituivano le principali arterie di navigazione, sono le eleganti ville venete a rubare la scena.

Alla scoperta di Bovolenta Il percorso fa tappa a Bovolenta, dove il canale di Cagnola incontra quello di Roncajette; sul ponte sono ancora visibili i caratteristici segni delle grosse funi che permettevano l’ormeggio delle imbarcazioni.

Verso “il dolce” Rilassanti pedalate conducono alle porte di Pontelongo, il “paese dello zucchero”. La nascita dello zuccherificio intorno al 1910; attivo ancora oggi lungo gli argini del Bacchiglione, è la principale risorsa del paese. Sulla riva sinistra si trova la bella Villa Foscarini Erizzo, sede del Municipio.

Lungo il fiume Seguendo il fluire del Bacchiglione si giunge a Correzzola, un tempo possedimento dei frati Benedettini che con il loro lavoro bonificarono quest’area paludosa restituendo terreni fertili per l’agricoltura.

Nei terreni circostanti si trovano circa sessanta case rurali fatte costruire dai benedettini, ognuna dedicata a un santo, che sostituivano i più precari ricoveri di paglia e fieno impiegati fino ad allora.

L’importanza del sale La struttura che oggi ospita un oratorio, era un tempo un presidio militare per sorvegliare la cosiddetta “via del sale” il tragitto che il sale raccolto nella laguna adriatica, seguiva fino ai mercati delle città venete. Un commercio prezioso e già attivo al tempo dei Romani, che nasceva dalle importanti saline di Chioggia, non più attive. Il prodotto veniva impiegato come pregiata merce di scambio, oltre a essere la principale attività economica chioggiotta.

Tra colori e canali Proprio nella cittadina lagunare termina l’itinerario, tra paesaggi che raccontano di colori che si specchiano nell’acqua. Chioggia è un’isola artificiale, con una pianta a lisca di pesce, formata da due canali principali da cui si diramano calli e campi. Il mercato del pesce è un luogo genuino e di forte richiamo, da non perdere.


Ippovia della Brenta

 
Il percorso è parte di un tracciato più ampio che collega Chioggia (VE) ad Asiago (VI) ed è percorribile anche in bicicletta. Con una breve deviazione si può raggiungere l’immensa distesa di Valle Millecampi.

La città marinara di Chioggia si affaccia sull’Adriatico lasciando che il mare lentamente abbracci il paesaggio fluviale e lagunare, la macchia mediterranea e i terreni da cui nascono i prodotti tipici della zona.
Procedendo lentamente in sella lungo l’argine del Brenta, in località Brondolo, si lambisce il Parco degli Orti di Chioggia  un’area creata per la tutela e la riqualificazione del paesaggio agrario locale.

Testimonianze del passato Sempre seguendo l’argine, si passa da Conche e si avanza fino a Santa Margherita di Codevigo dove  si trova un percorso didattico all’interno dei fabbricati di un impianto idrovoro ottocentesco.
Giunti nei pressi di Codevigo, antico centro risalente probabilmente all’epoca romana, l’itinerario da seguire è quello che percorre il grande argine lagunare fino all’immensa distesa di Valle di Millecampi. Pedalando per un breve tratto su una stradina sterrata, si raggiunge il Cason delle Sacche, antico ricovero per pescatori e cacciatori, fra le architetture rurali in muratura meglio conservate di quest’area.

Lungo la Cunetta di Brenta Nella frazione di Cambroso, vi attende la scoperta di Palazzo dei Merli, che fu una delle residenze dello scrittore veneto Alvise Cornaro (1484-1566) nel territorio di Codevigo.L’itinerario si conclude in linea con il percorso del Brenta, piegando in direzione nord-ovest: si arriva così a Campolongo Maggiore, sede di uno dei punti informativi del GAL. Il territorio comunale è attraversato dalla Cunetta Brenta, ramo principale del fiume che scorre fino alla frazione di Bojon, ultima tappa dell’itinerario, dove, presso il Centro Civico, il Gruppo Archeologico Mino Meduaco ha raccolto numerosi reperti archeologici trovati nelle campagne circostanti.

Taglio Nuovissimo

 
Il fiume Brenta scorre placido attraversando antiche città d’arte e fertili campagne. Nei pressi di Mira incanala le sue acque nel Taglio Nuovissimo, il cui argine è percorribile in bicicletta, e sfocia nella Laguna di Venezia.

Sontuose architetture Si parte da Mira, città d’arte che ospita numerose ville edificate dai veneziani tra il 1500 e il 1700. Le più famose sono villa palladiana “la Malcontenta”, nell’omonima frazione, Villa Widmann Foscari e le Barchesse di villa Valmarana a Mira Porte. Lungo il Naviglio del Brenta i percorsi ciclabili ad anello che ritornano a Mira sono molti: quello che tocca le ville e le chiuse fino alla laguna, quello che segue gli argini dei canali intorno alla città, un altro tocca le frazioni vicine dove ammirare altre ville e chiese monumentali; un altro ancora raggiunge la barena di Giare, suggestivo ambiente di transizione dal fiume al mare.

La natura delle valli Seguendo il Taglio Nuovissimo si prosegue fino alla chiesa di Santa Maria di Lugo, gioiello della seconda metà del XIII secolo e sede di un museo archeologico.
Con una breve deviazione si possono raggiungere le valli da pesca nel territorio di Campagna Lupia, tra cui la Riserva Naturale dello Stato Valle Averto, duecento ettari di area lagunare gestiti dal WWF in cui sostano e nidificano varie specie di uccelli migratori, oppure la Canaletta del Cornio dove è possibile concedersi una piacevole gita in battello nella Laguna Sud Ormai nei pressi di Lova, si incrocia l’idrovora (chiamata “Machinon”) di fine Ottocento costruita per sottrarre l’acqua in eccesso per convogliarla in laguna.
 
 
 

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