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Una garanzia di equilibrio tra uomo e natura

Parco naturale delle Dolomiti D’Ampezzo

15 Settembre 2015

Istituito nel 1990 con Legge Regionale n. 21 del Veneto, il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo si estende su un'area di 11.200 ettari a nord del centro abitato di Cortina, al confine del Veneto con l'Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti orientali.
Esso insiste sull’antica e indivisa proprietà delle Regole d'Ampezzo, interamente compresa nel Comune di Cortina. Le Regole, definite anche Comunioni Familiari Montane, sono sorte come consorzi delle antiche famiglie originarie per un uso collettivo ed indiviso dei pascoli e delle foreste; la loro nascita risale all'epoca dei primi insediamenti fissi nella valle d'Ampezzo, ai tempi della colonizzazione celtica e romana. Attualmente riconosciuta con leggi dello Stato e della Regione, questa istituzione è più che mai vitale ed è il fondamento storico e culturale del paese. Nato con il consenso dell'Assemblea generale dei Regolieri, il Parco è stato affidato in gestione dalla Regione alla Comunanza delle Regole d'Ampezzo "in virtù della specificità delle forme antiche di gestione del patrimonio naturale ampezzano, da esse conservato e tutelato per centinaia di anni".
L'area protetta si configura a forma di cuneo con due diramazioni laterali e si inserisce verso nord nel Parco altoatesino di Fanes, Braies, con il quale forma di fatto un comprensorio protetto di omogenee caratteristiche ambientali  dell'ampiezza complessiva di 37.000 ettari. I territori del Parco sono altrettanto omogenei dal punto di vista dell'uso del suolo, in quanto su di essi non sono presenti insediamenti tecnologici a supporto del turismo quali piste per lo sci alpino ed impianti di risalita, né tanto meno aree urbanizzate ed insediamenti abitativi. Ciò ha facilitato notevolmente la zonizzazione, che distingue esclusivamente aree a destinazione salvo pastorale ed aree a riserva naturale. Nell'area protetta sono compresi i gruppi montuosi della Tofana, Fanes, Col Bechei, Croda Rossa d'Ampezzo e Cristallo, rispettivamente divisi dalla val Travenanzes, val di Fanes, alta valle del Boite e val Felizon; le valli sono strette ed incassate verso la comune confluenza, in corrispondenza della quale è situata l'entrata principale del Parco, e si aprono in vasti altopiani pascolivi verso le quote più alte. Altri due solchi vallivi costituiscono i limiti meridionali dell'area protetta sulle diramazioni laterali: la valle del rio Falzarego ad ovest e la val Padeon ad est. Le cime più elevate superano i 3200 metri di quota e racchiudono nelle rientranze dei loro versanti settentrionali alcuni piccoli ghiacciai. La Tofana e il Cristallo sono caratterizzati da alte pareti rocciose che si abbassano spesso fino alle foreste del piano subalpino, mentre i massicci di Fanes e della Croda Rossa presentano minori dislivelli intervallati da vasti altopiani carsici e praterie di alta quota.
Dall’anno 2000, con l’istituzione europea dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale, il Parco è divenuto anche SIC e ZPS, tutelando tutta una serie di habitat naturali e specie animali e vegetali previsti dalle direttive comunitarie. Anche i massicci del Sorapìs, della Croda da Lago e del Nuvolau, esterni al Parco Naturale, ma facenti parte delle Dolomiti d’Ampezzo, sono compresi in Siti di Importanza Comunitaria ed anche su di essi vengono di conseguenza applicati i criteri europei di protezione degli habitat, della flora e della fauna.

Testi a cura di Michele Da Pozzo e Angela Alberti


Per maggiori informazioni: www.dolomitiparco.com 

 

 

 

 
 
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