Il futuro del Touring? Costruiamolo oggi
In questi primi 115 anni di vita il Touring Club Italiano si è trovato più volte (costretto e motivato) a riflettere sul suo stato di salute. La necessità di intercettare nuovi bisogni, l’opportunità di adattarsi all’evoluzione della società italiana e dei suoi valori di riferimento, la fisiologica criticità dei suoi strumenti di appartenenza, aggregazione, ricerca e promozione sono le sfide che ogni Sodalizio deve affrontare. A maggior ragione, nel caso del Tci, per la funzione che svolge e la sua dimensione operativa.
In questi ultimi anni, caratterizzati da profondi mutamenti, è emersa prepotente l’esigenza di una meditazione fondativa sul rapporto tra Touring Club e società italiana, anche per l’entrare in crisi irreversibile dei modelli di mediazione turistica col diffondersi delle nuove tecnologie. Alla fine del 2008, si è deciso di fare un check up sulla funzione del Tci nella società d’oggi e sull’offerta di contenuti e di servizi predisposti per soci e non soci. Nella convinzione che è sempre più difficile la fidelizzazione degli associati, visto che non è più possibile difendere acriticamente la propria identità che, invece, va costruita giorno per giorno.
La ricerca ha preso le mosse dall’esame delle motivazioni che spingono i soci a rompere o mantenere il legame associativo e i non associati ad aderire al Tci. Esse sono schematicamente due: il consenso alle idee, ai progetti e ai valori che sono all’origine del Sodalizio e la convenienza rispetto a qualità e quantità dei servizi offerti. L’analisi può essere letta anche da un altro punto di vista: c’è orgoglio e apprezzamento per le funzioni che il Touring svolge nella nostra società e c’è interesse e richiesta verso quanto fa esclusivamente per i suoi soci.
Conseguenze e direttrici
Per entrambe le prospettive (privilegiando a volte l’una a volte l’altra) il Sodalizio si è sempre proposto di raggiungere un accettabile compromesso: proprio questa osmosi, nel tempo, ne ha modellato l’identità, frutto della ricerca di una combinazione condivisa e dinamica di valori, comportamenti, iniziative, offerte e strumenti operativi.
Le conseguenze sono evidenti e peculiari: a) si pensa e si lavora per i soci privilegiandoli per non perderli, ma non si ignorano i non soci al fine di conquistarli; b) l’assieme di servizi che si predispongono risponde al principio dell’ibridità: alcuni sono mirati, altri partecipati e altri ancora estesi a tutti i cittadini con modalità di accesso diversificate. In ogni caso i servizi a disposizione degli utenti sono competitivi, anche se non sono il frutto di una logica speculativa e/o di una cultura d’impresa che non appartiene alla nostra associazione; c) il Tci opera in modo intrinsecamente temporale: ogni sua attività avviene nel presente, è diretta verso una trasformazione futura delle domande di oggi, mentre la sua modalità di realizzazione dipende dall’esperienza del passato del nostro Sodalizio.
I risultati dell’indagine commissionata a tre istituti specializzati (Aaster, Accenture, Ispo) non si focalizzano sulla descrizione dei punti di debolezza del Sodalizio, né si limitano a suggerire iniziative da intraprendere nel breve periodo, ma si allargano a proposte strategiche finalizzate a una riconversione profonda del Tci. Queste ultime si concentrano su tre principali direttrici di lavoro: a) il ricorso alle nuove tecnologie (in particolare internet e tecnologia mobile); b) una maggiore attività associativa derivante da approfondimenti valoriali ed elaborazioni progettuali; c) un percorso di territorializzazione finalizzato a disegnare un ruolo e un’autonomia delle comunità locali rispetto al passato.
Una comunità di viaggiatori
Il progetto è ambizioso, ma non impossibile, principalmente per una ragione: il Touring gode di un patrimonio di contenuti e di immagine, espresso anche dal suo marchio, di fortissima attrattività. La sua concezione del turismo – personale, ecomotivato, sostenibile, di interrelazioni culturali, significativamente legato alla storia e alle tradizioni – è di rara modernità. Esso rappresenta il vero punto di forza di una “comunità di viaggiatori”, la cui costituzione si identifica con l’obiettivo finale di tutto il nostro impegno verso il rinnovamento del Sodalizio. Il viaggio è in termini reali e simbolici lo strumento più proprio attraverso il quale i viaggiatori si mettono in contatto fra di loro, si misurano con gli altri, si confrontano con le diversità.
Certamente il progetto necessita di diverse risorse, ma solo una di esse è indispensabile: la disponibilità e la convinzione degli associati, peraltro già molto coinvolti nell’attuazione delle ricerche. Ogni innovazione è destinata a essere sterile o a morire se non è partecipata. Soci, rete consolare, vertici istituzionali, struttura manageriale, dipendenti possono diventare protagonisti del cambiamento del Tci solo se si prendono la responsabilità del suo futuro.
Lascia un tuo contributo a questo articolo. In questa sezione i commenti saranno moderati prima della pubblicazione. Grazie.
Informazioni
- Pubblicato il: 01 febbraio 2010
- Autore: /
- Sezione: Qui Touring Mensile
Commenti
Nessun commento è stato ancora inserito per questo articolo.