Ålesund: benessere doc
Ogni anno, il Development Programme delle Nazioni Unite (Undp) stila un ricchissimo documento farcito di dati e statistiche, chiamato Hdr (Human Development Report). Si tratta di un rapporto che prende in considerazione alcune variabili relative ai Paesi membri dell’Onu – quali il prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, il livello di educazione, i tassi di emigrazione e immigrazione, ma anche la “libertà culturale” – per stilare una classifica il più possibile obiettiva sulla qualità della vita nel mondo. Ecco, nel 2009 al primo posto c’è la Norvegia, seguita da Australia e Canada. Non che sia una sorpresa: Oslo è stata già al comando per sei anni di fila, dal 2001 al 2006. Si guadagna bene, si vive a lungo, non ci sono conflitti, i servizi sono ottimi, l’analfabetismo non è neppure misurabile. Se questo non si chiama benessere...
Taglia e posizione
Ma il Paese è grande. Dove si vive meglio in Norvegia? Per rispondere non abbiamo trovato classifiche o statistiche, ma un’idea (molto personale) ce l’abbiamo. E ci perdonerete se passiamo così spudoratamente dall’oggettivo al soggettivo; ma Ålesund ha sempre avuto per noi qualcosa in più rispetto a tutte le altre città e cittadine della Norvegia.
Prima di tutto ha una taglia che ci piace. Poco più di 40mila abitanti: ovvero, non una capitale e neppure un paesello perso in mezzo alla tundra, per cui servizi ineccepibili ma niente traffico all’ora di punta. Poi c’è la posizione: provate a salire sull’Aksla, la collina che domina la città, magari al tramonto, magari uno di quei giorni in cui il sole non tramonta mai. Il panorama è semplicemente un incanto, i monti verdi (o bianchi, secondo la stagione) che si riflettono nei fiordi, la città compatta e adagiata a forma di uncino su un’isoletta, mare a destra e sinistra, altre isole in fondo, l’aria sempre fresca. E poi c’è il tessuto urbano. Ma qui bisogna aprire una parentesi storica.
Rinata dalle ceneri
È la notte del 23 gennaio 1904, data che rimarrà per sempre nella memoria collettiva di Ålesund. La “solita” mucca che urta una lanterna e il fuoco inizia a mangiarsi una casa dietro l’altra. Il legno non lascia scampo, il vento neppure. A nulla valgono gli sforzi della popolazione, in maggior parte pescatori dediti alla cattura del merluzzo: bruciano 850 case, 10mila persone sono costrette a cercare riparo altrove. Praticamente tutta la città è andata in cenere. La notizia fa il giro d’Europa, e il Kaiser Guglielmo II, che spesso era stato in vacanza nel Sunnmøre, la regione di Ålesund, si assume gli oneri della ricostruzione. In pochi mesi, la città risorge grazie a un team di architetti norvegesi: e visto che è l’epoca dell’art nouveau, dello Jugendstil, perché non abbandonare il legno e pensare a uno stile più europeo?
Ecco perché il tessuto urbano di Ålesund è quanto di più inaspettato e insolito si possa trovare in Norvegia. E perché ci piace passeggiare per le sue vie, dove non esistono case di legno né moderni edifici in vetrocemento, ma palazzi dai colori pastello, guglie e torrette, facciate neoclassiche e finto gotico, decorazioni floreali e persino simil egiziane. Pare di essere nella Mitteleuropa, ma poi si arriva al mare, dove il languorino post passeggiata viene colmato dai gamberetti freschi comprati direttamente dai pescatori (mai assaggiati di più buoni). E poi magari si fa una pagaiata in kayak, o una pedalata sul fiordo. E poi c’è il caffè sul porto. E ci si rilassa così bene, ad Ålesund. E diciamolo, i turisti si contano sulle dita di una mano, mica come a Bergen.
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Informazioni
- Pubblicato il: 29 gennaio 2010
- Autore: Stefano Brambilla
- Sezione: Qui Touring Speciale
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