Dalla crisi può emergere un turismo più autentico
La crisi che stiamo attraversando è certamente di natura economica e finanziaria, ma solleva anche importanti questioni di carattere etico e morale. Questi due aspetti sono strettamente interconnessi e si condizionano vicendevolmente soprattutto ai fini della ricerca di soluzioni per ritrovare un nuovo equilibrio che meglio soddisfi le aspirazioni dell’umanità. Il turismo ha subito, come pressoché tutte le attività economiche, notevoli conseguenze dalla congiuntura economica negativa, che ne ha provocato la flessione del volume d’affari, dell’occupazione, degli investimenti e di numerose altre variabili che, per lungo tempo, avevano invece avuto un andamento abbastanza positivo. La crisi ha peraltro provocato anche un importante cambiamento delle esigenze e dei comportamenti dei turisti, che sta sconvolgendo la domanda e l’offerta a livello nazionale e internazionale.
Le richieste della domanda mutano molto più velocemente dell’offerta turistica. Questo sta accentuando i problemi degli operatori, i quali, da un lato, non hanno saputo prevedere questi cambiamenti e, dall’altro, non hanno reagito con sufficiente determinazione. Purtroppo, per ora, anche le autorità politiche non hanno mostrato alcuna reazione, non adottando provvedimenti in grado di facilitare il riequilibrio virtuoso fra domanda e offerta a livello nazionale.
Contrariamente a quanto ha caratterizzato altri comparti dell’attività economica, i mutamenti della domanda dei turisti italiani – ma lo stesso sembra riguardare anche quelli di altri Paesi europei, come la Francia – lasciano intravedere una maggior maturità individuale e sociale. Sembrano infatti essersi fortemente ridimensionate le soluzioni determinate quasi esclusivamente da mode estemporanee basate su folli modelli di spesa, e hanno maggior seguito soluzioni più “umane”, più vicine quindi alle possibilità economiche e finanziarie dei protagonisti, più rispettose della sostenibilità di viaggi e vacanze, maggiormente orientate al rispetto per l’ambiente, alla quiete, alla lentezza. Ma non solo.
Si sta tornando, infatti, alla valorizzazione del desiderio di conoscere e di acculturarsi nel senso più nobile e ampio del termine, meno schizofrenico, sia nei tempi sia nelle modalità di consumo. Il maggior frazionamento delle ferie le sta trasformando, inoltre, da attività da compiersi una tantum, ad attività che accompagnano permanentemente la vita degli individui e delle loro famiglie. Questo potrebbe finalmente portare a una minore stagionalizzazione dell’attività turistica, di cui domanda e offerta dovrebbero poter beneficiare.
Dall'estero, per conoscere
Tali tendenze si ripercuotono anche sul turismo internazionale. Per anni, l’estremo consumismo ed edonismo, recentemente sottolineato anche da Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate, l’hanno trasformato quasi soltanto in strumento di evasione. Spesso anche irrispettoso e con pretese non consone per i Paesi ospitanti, senza peraltro favorire un vero incontro tra persone e culture.
I tempi sembrano maturi per un turismo internazionale diverso che – come del resto auspicato anche dai fondatori del Tci che ne hanno fatto esplicita menzione nello Statuto sociale – possa diventare strumento di conoscenza fra popoli e persone senza togliere spazio al riposo e al sano divertimento, anzi esaltandone gli aspetti positivi. La crisi economico-finanziaria non è l’unica responsabile della flessione del settore, ma ne ha anche sottolineato le debolezze. Di pari passo, l’evoluzione spontanea delle aspirazioni e dei comportamenti dei turisti italiani e di quelli stranieri è probabile che prosegua anche quando la crisi sarà finita. Una trasformazione di carattere strutturale che operatori e istituzioni pubbliche dovrebbero quindi sostenere, tenendone conto per ripristinare l’equilibrio precedente. Alternative non ce ne sono. In caso contrario, il turismo, che da sempre è un vanto dell’economia e della società del nostro Paese, proseguirà la tendenza recessiva nella quale è entrato già da qualche anno, con incalcolabili danni per l’intero sistema Italia.
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Informazioni
- Pubblicato il: 01 novembre 2009
- Autore: Roberto Ruozi
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