Nei sotterranei di Roma, l'altra città
Quando si parla di Roma, città eterna e must see di tutti i turismi, di una bellezza perfino esagerata nell’opulenza di monumenti da tutte – o quasi – le epoche storiche, viene spesso da chiedersi se sia più quello che c’è sopra o quello che c’è sotto. In questo condizionati da un’aneddotica che vuole non si possa rivoltare un sasso senza scoprire tesori, alimentata anche da ricordi indelebili: come quella scena da Roma di Fellini (1972) in cui, durante gli scavi per la metropolitana, dalla tomba appena aperta svaniscono in un istante, sotto lo sguardo terrorizzato degli archeologi, affreschi sopravvissuti smaglianti per secoli. Come dire, non tira aria che aiuti l’eternità.
Oggi la metropolitana non si scava più a cielo aperto, ma con una colossale talpa meccanica che perfora le sue gallerie nell’humus della Capitale ben al di sotto dello strato archeologico; ma capita tuttora molto spesso, mettendo mano alle ruspe o alle sonde, di imbattersi in qualche traccia del passato. La scoperta più recente, al Palatino nel novembre 2007, potrebbe addirittura essere il Lupercale, il topos più celebre del mito di Roma e legato alla sua stessa origine, in quanto indicato dagli antichi come il luogo in cui la lupa avrebbe allattato Romolo e Remo. Non è ancora accessibile al pubblico; ma vi sono tanti altri luoghi, nelle viscere della città, aperti anche abbastanza di recente, che si possono e si dovrebbero visitare: come le stanze private di Augusto al Palatino, o le case romane sotto la basilica dei Ss. Giovanni e Paolo al Celio. Per scoprire quel mondo rovesciato, sorta di specchio di Alice, che è il riflesso più autentico della Roma eterna.
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Informazioni
- Pubblicato il: 22 aprile 2009
- Autore: Elena del Savio
- Sezione: Qui Touring Mensile
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