L'arte al quadrato
Amsterdam, Rotterdam, L'Aia e Utrecht sfruttano la loro vicinanza, circa un'ora una dall'altra, per unire gli intenti e promuovere un patrimonio immenso che spazia dalla pittura sacra al design contemporaneo più estremo. Nello stesso periodo, due musei di Amsterdam riaprono al pubblico in tutto il loro splendore: dalla magia dell'Hermitage, con mostre della collezione dell'omonimo museo di San Pietroburgo, allo Stedelijk Museum, dedicato all'arte contemporanea, che riaprirà i battenti nel 2010 dopo sei anni di restauri. L'obiettivo è quello sì di attirare sempre più turisti ma, allo stesso tempo, divulgare e diffondere il verbo dell'arte figurativa rappresentata nelle sue forme più diverse. Dividere poi l'iniziativa tematicamente incanala le passioni e gli interessi, senza troppe perdite di tempo. Il primo tema è dedicato alle influenze internazionali.
L'Olanda si è sempre proposta come crocevia culturale europeo e gli stessi olandesi hanno viaggiato per il mondo, diffondendo ovunque il senso del bello. Per celebrare questa costante apertura, già dallo scorso anno una serie di esposizioni ha riempito le sale dei musei coinvolti. Impossibile resistere alle retrospettive su Alberto Giacometti o dedicate alle fotografie di Man Ray. Chi se le fosse perse può però rifarsi con l'evento Alla corte russa, che trasforma la nuova sede dell'Hermitage di Amsterdam in un vero e proprio set che consente a ogni visitatore di immergersi a pieno nell'atmosfera del XIX secolo, con un ricevimento ufficiale tenuto da zar e zarina. Un privilegio aperto al pubblico, finalmente. Altra grande mostra che prosegue per tutto l'anno è al Rijksmuseum e si intitola Capolavori. Per chi non lo sapesse questo museo di Amsterdam riunisce, sotto lo stesso tetto, le opere migliori del Secolo d'oro: dai lavori più noti di Rembrandt a Vermeer, dalle porcellane di Delft agli autoritratti dell'epoca, la summa dell'arte olandese si manifesta in tutta la sua unicità.
Dai giovani ai maestri
Il secondo tema è Giovani artisti: arte moderna-contemporanea e design. Dal 1¡ settembre al 30 giugno 2010, una panoramica di tutto il meglio di ciascuna categoria invaderà tutte e quattro le città coinvolte. Le avanguardie e quelli che sono ormai dei classici vivono così la gloria dei riflettori per raccontare esperienze uniche che hanno cambiato il mondo. Non c'è da stupirsi quindi se nella stessa categoria si trovano Picasso, Kandinskij e lo stilista Michael Raedecker, Droog design, i più noti rappresentanti del disegno industriale olandese, e l'artista e performer americano Mike Kelley. Ciascun personaggio, a modo suo, ha contribuito all'innovazione e alla sinergia tra le forme d'arte che spaziano appunto dalla pittura alla moda, dal design all'architettura.
Vero e proprio omaggio alla cultura di questo Paese, il terzo tema di Holland art cities: Maestri olandesi. Rembrandt, van Gogh e Vermeer, ovviamente, ma anche Abraham Bloemaert, uno dei fondatori della scuola pittorica di Utrecht del XVII secolo, la contemporanea Marlene Dumas o la sperimentazione tra arte e design di Ron Arad. Ciascun nome ha contribuito a diffondere il verbo del made in Holland nel mondo e, oggi, riceve i giusti riconoscimenti che merita.
A complicare ulteriormente il sudoku diabolico di questa iniziativa senza precedenti, si inserisce anche un evento speciale che celebra uno dei più noti artisti di ogni tempo, Vincent van Gogh. Ma non attraverso i suoi dipinti, come d'altronde già è successo con la recente mostra Van Gogh e i colori della notte terminata lo scorso giugno al Van Gogh Museum, bensì con le sue lettere. In molti hanno sempre pensato che fosse un solitario, in bilico tra follia e genio, che si teneva a distanza dal resto del mondo. Eppure, dopo 15 anni di attenti studi e ricerche, dal 9 ottobre 2009 al 3 gennaio 2010 sarà possibile leggere come il pittore, attento osservatore, descriveva i suoi quadri e quelli degli artisti a lui contemporanei. Si tratta di un patrimonio di circa 900 lettere, scritte, per la maggior parte, da lui stesso ad amici e parenti, in cui si nota una passione anche per le parole e non solo per i colori e le forme.
Bellezza tout court
Con un programma del genere è difficile resistere alla tentazione di organizzare un viaggio in Olanda. Anche perchè, in ogni caso, le quattro destinazioni coinvolte hanno un ulteriore vantaggio: sono belle tout court. Amsterdam con la sua vita culturale intensa, e la movimentata vita notturna. Rotterdam, centro sperimentale per l'architettura e i tanti festival. L'Aia, sede del parlamento e della casa reale, con il suo centro storico preservato ottimamente, rappresenta il lato classico del Paese. E poi Utrecht, una delle città più antiche e belle, piccola ma cosmopolita anche grazie all'università che attrae studenti da tutto il mondo. Se proprio bisogna trovare delle scuse per partire, già queste dovrebbero bastare per chiunque. Unite al programma Holland art cities si trasformano in qualcosa di ancora più pressante. Simile a un'esigenza. Che fa quasi dare i numeri.
Amsterdam - Le stanze della storia
Un anno magico, il 2009, per Amsterdam. Da una parte ha visto, infatti, l'inaugurazione, lo scorso giugno, della nuova sede dell'
nelle prestigiose stanze dell'Amstelhof. Un onore unico al mondo per la città olandese ospitare parte della collezione del famoso museo di San Pietroburgo. Dall'altra è in procinto di essere completato l'ampliamento dello
, il museo di arte contemporanea. Grande attesa per l'inaugurazione anche per osservare da vicino il contrasto tra l'edificio storico completamente rinnovato e la nuova ala ipermoderna che si affaccia su Museumplein. Ma la grande abbuffata museale non finisce qui. Il
e i suoi capolavori sono conosciuti anche come il tesoro d'Olanda. La struttura monumentale del 1885 è tra le più visitate al mondo proprio per la sua sterminata collezione. Stesso successo per il Van Gogh Museum. Ovvio, possiede il maggior numero di opere del pianeta del maestro olandese tra cui 200 tele, 600 disegni e 700 scritti. Ma non basta, vista la presenza anche di lavori dei suoi amici e contemporanei tra cui Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.
L'Aia - Viaggio nel tempo
La capitale regale olandese ama molto giocare sul contrasto tra la storia e la modernità. Per questo non deve stupire la dicotomia tra i suoi due principali musei.
Il Mauritshuis ha sede in un palazzo seicentesco e camminare nelle sue stanze è fare un tuffo nella storia. L'enorme collezione di dipinti raggiunge il suo apice con il famoso Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer. Ma non basta. Difficile a volte districarsi, infatti, tra gli 800 dipinti, le 50 miniature e le 20 sculture esposti. Bisogna prendersi del tempo e osservare tutto con la dovuta calma. E magari non prevedere nella stessa giornata una visita anche al Gemeentemuseum. Il museo, edificato nel 1935, possiede la più grande collezione al mondo delle opere di Piet Mondrian, dallo stile realistico dell'inizio alle più famose opere astratte. La stessa struttura ospita anche il Gem, dedicato all'arte contemporanea con video, installazioni, performance e proiezioni di film, e il Fotomuseum che presenta ogni anno almeno quattro mostre con le immagini di nuovi talenti o artisti affermati. Per il tre in uno del Gemeentemuseum forse una sola giornata non basta. Scarpe comode e buone gambe sono il minimo indispensabile per sopravvivere all'arte.
Rotterdam - Quantità e qualità per tutti
Città della sperimentazione estetica e architettonica, Rotterdam non sfugge all'accuratezza museale del Paese. I due musei coinvolti nella manifestazione Holland art cities sono, già di per sé, ricchissimi in termini di collezioni. Il Boijmans Van Beuningen, per esempio, spazia dall'arte medievale a quella contemporanea fino al dutch design. Qualche nome? Bosch, Bruegel, Rubens, Degas, Monet, Dalì, Picasso, van Gogh, Appel e De Kooning possono bastare? Da una sala all'altra lo stupore aumenta, grazie anche alla presenza di numerose opere famosissime. Stesso stupore per il Kunsthal, opera d'arte già nella sua struttura progettata dall'archistar locale, ma di fama internazionale, Rem Koolhaas. Nel centro espositivo, ogni anno, sono organizzate circa 25 mostre. Quasi un record! Nelle tre grandi sale espositive, nella galleria per le fotografie e in quella per il design, possono essere presenti contemporaneamente fino a sei mostre. Un altro record! Dall'impressionismo alle sperimentazioni contemporanee, l'idea del museo è proprio quella di regalare a chi lo visita una visuale completa di quello che ha da offrire l'ingegno umano nel campo artistico. Una sorta di sintesi del meglio che non lascia nessuno a bocca asciutta.
Utrecht - I tesori della fede
E' la più piccola delle città coinvolte, ma non soffre del complesso di inferiorità. E fa bene. Ospita, infatti, il più antico museo d'Olanda, il Centraal Museum, che esiste addirittura dal 1838. é collocato, almeno in parte, in un antico convento medievale, ma negli anni passati è stato ampliato per ospitare la sempre più ricca collezione permanente nonché le numerose mostre tematiche che organizza. Opere d'arte antica, moderna e contemporanea si alternano nelle differenti sale della struttura, senza mai risultare stridenti all'occhio del visitatore, che non si stupisce più nemmeno tanto nell'incontrare miniature medievali e abiti di stilisti famosi nello stesso luogo. Altro motivo di vanto per Utrecht è il Catharijneconvent Museum. Espone, infatti, una collezione di dipinti, manoscritti, oggetti che rivelano il presente e il passato del Cristianesimo olandese con opere sia protestanti sia cattoliche. Non stupisce quindi che anche questo sia ospitato in un convento medievale, e ospedale, del XV secolo trasformato successivamente in sede espositiva nel 1979. Due poli museali che rappresentano davvero un unicum a livello europeo.
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Informazioni
- Pubblicato il: 01 settembre 2009
- Autore: Barbara Gallucci
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