In equilibrio sul fuoco
STROMBOLI, a metà strada tra cielo e lava
La mitica Ingrid Bergman che si inerpica con fatica sul vulcano nel film di Roberto Rossellini Stromboli terra di Dio. Un’immagine forte, potente, anche cinquant’anni dopo l’uscita della pellicola nelle sale. E se la trama era cupa, l’isola deve essere stata splendente durante le riprese, tanto da fare da scenario perfetto per l’improvviso amore tra l’attrice svedese e il regista italiano, foriero di uno scandalo internazionale. Un contrasto evidente anche oggi, attraccando al piccolo porto di Scari, tra il nero del vulcano e della lava, che caratterizza anche le spiagge, e il blu del mare che lo lambisce tutt’intorno. C’è chi arriva sull’isola solo per godere di quest’ultimo. Altri, invece, più temerari e inclini all’avventura, sono attratti dalla scalata, verso l’alto. Un’attrazione che va tenuta a bada. L’improvvisazione non è da prendere in considerazione, come ci conferma Chiara Cardaci, responsabile del servizio rischio vulcanico della Protezione civile: “C’è una precisa ordinanza che consente le escursioni libere fino ai 400 metri. Oltre quell’altezza bisogna essere accompagnati da un guida certificata con il patentino del Cai. Ma non basta. I gruppi di escursionisti non devono essere composti da più di venti persone che possono salire solo in alcuni orari. Oltre i 750 metri poi, bisogna aumentare il passo perché resta a disposizione solo un’ora per salire e tornare giù”. La cresta del Pizzo, alta 926 metri, è un mito da conquistare usando la testa. Le attività del vulcano, emerso solo per un terzo, possono essere sia parossistiche, con emissioni di scorie incandescenti, cenere e bombe, come è avvenuto nel marzo 2007, o “solo” con l’effusione di lava. Necessaria quindi la giusta attrezzatura, con scarpe da trekking e giacca a vento. Chiara Cardaci continua: “ogni giorno emettiamo un bollettino sulle attività del vulcano con diversi livelli di criticità: da ordinario a elevato. Le guide, nell’ultimo caso, non possono accompagnare nessuno in cima. Negli altri casi, devono munirsi di una delle nostre radio e comunicare posizione e situazione ogni ora con il nostro centro operativo”. La sicurezza non è mai troppa, ma l’emozione di salire su un vulcano attivo è impagabile. Da aprile a ottobre, poi, le notti sono spesso caratterizzate da un’attività altamente scenografica con stelle filanti di lava incandescente a illuminare il cielo sopra Stromboli. Lo spettacolo si gode al meglio dall’osservatorio della marina militare di punta Labronzo, raggiungibile dopo alcuni tornanti fuori dal paese di San Vincenzo. Sempre da qui prosegue la lunga e faticosa salita, lungo la schiena del vulcano, detta anche Bastimento, ai crateri sommitali. La sensazione lungo il tragitto è di camminare sopra qualcosa di vivo, in stretto contatto col mondo sopra e, ancora di più, con quello sotto. In tre ore di faticosa ascensione, un’ora di osservazione e due ore di rientro, l’emozione è memorabile, soprattutto salendo in notturna per godere al meglio dello spettacolo naturale. Uno dei momenti più inquietanti e affascinanti si vive lungo il tragitto, mentre si passa accanto alla sciara del Fuoco, un ripidissimo letto vulcanico in cui si incanalano gli efflussi di lava che cade a precipizio sul mare. Nero e rosso come colori dominanti. E le stelle a indicare la via e a riposizionare Stromboli sulla terra e non sulla luna.
Stromboli - Escursioni e pernottamento
ESCURSIONI
È necessario farsi sempre accompagnare da una guida professionista. Ecco qualche nome: Antonio Famularo, tel. 349.2126428; Antonio Aquilone, tel. 090.9865768 oppure cell. 368.664918. Magmatrek (via Vittorio Emanuele, tel. 090.9865768) è un gruppo
di guide vulcanologiche ufficiali che organizza la salita sia diurna sia notturna. L’Agai (piazza S. Vincenzo, tel. 090.986211) è l’associazione delle guide alpine italiane, che organizza salite accompagnate, sia di giorno sia di sera per vedere la sciara del Fuoco.
PERNOTTAMENTO
Villaggio Stromboli (via Regina Elena, tel. 090. 986018) è arroccato sulle lave tra due spiagge di sabbia nera; camere semplici in riva al mare, da 60 € a testa. La nassa (via Fabio Filzi, Ficogrande, tel. 090.986033) è un alberghetto a conduzione familiare a due passi dal mare; da 35 €. La sirenetta (via Marina 33, Ficogrande, tel. 090.986025) è un grande quattro stelle in stile eoliano, con piscina e campi da tennis; doppia da 130 € .
SALINA, Il gran segreto dell'isola verde
Un’isola. Due montagne. Sei paeselli. Se una meta turistica si potesse ridurre a un’equazione Salina sarebbe tutta qui. Invece, in questo caso, la matematica non serve a nulla. Perché Salina è un’equazione con zero incognite: tutto è alla luce del sole. A venire in soccorso per trovare la cifra dell’isola, il risultato della sua alchimia naturale, basta un sentiero. Quello che porta dritto al monte Fossa delle Felci, il punto più alto di tutte le Eolie. Da qui è semplice capire perché Salina è il luogo ideale dove trascorrere le proprie vacanze, sia che uno desideri stare in spiaggia sia che invece preferisca scoprire la natura dell’isola inoltrandosi a piedi nella riserva naturale, che copre più della metà dell’isola.
Salire ai 962 metri di monte Fossa delle Felci non è un’impresa che richieda provetti scalatori, soprattutto se decidete di prendere un passaggio da uno dei tanti piccoli bus urbani che percorrono le strade dell’isola e vi fate lasciare al santuario della Madonna del Terzito. Da qui si prosegue a piedi lungo una strada in terra battuta che può essere percorsa solo da carri e in circa un’ora si arriva alla cima del monte. Qui un sentiero semplice permette di compiere l’intero giro del cratere oramai spento.
Se però siete ben allenati a camminare c’è un’altra ascensione che dà più soddisfazione. È quella che parte dal mare, dalla punta di Lingua, a due passi dalla salina in disuso e dal campo da calcio in terra battuta dove un solitario Nanni Moretti correva dando calci a un pallone in Caro diario. Da qui si sale per quasi due ore e mezza lungo uno stretto sentiero con molti scalini fino a cima Menavento, attraversando terrazzamenti, piante di corbezzoli, vigneti abbandonati dai tempi della filossera e una macchia mediterranea rigogliosa. E dire che una volta tutta la zona era coperta da una ricca distesa di querce sempreverdi, che però nei secoli sono state tagliate. Mille metri di dislivello sono una fatica, certo. Però è una fatica ripagata dalla vista che si gode dalla sommità del cratere. Da un lato si guarda l’altro cratere, quello del monte dei Porri, e poi Rinella e sullo sfondo Alicudi e Filicudi. Dall’alto la vista si spinge fino alle coste della Sicilia tirrenica, e più in fondo fino all’altro grande vulcano, l’Etna. Per scendere poi ci sono altre due opzioni: lungo il vallone del Castagno o seguendo il Serro Favarolo, da cui senza eccessiva difficoltà si arriva a Santa Marina, punto di attracco degli aliscafi.
Ma chi ama camminare non ha certo problemi, a Salina. Tra capperi e vigneti di malvasia, spiagge e sentieri tra i campi le strade non mancano. Così si può decidere se andare fino a Malfa, uno degli insediamenti più antichi di tutta l’isola risalente al terzo millennio avanti Cristo. Oppure scendere a Pollara, dove Troisi decise di girare molte scene del suo ultimo film, Il postino. Qui la spiaggia è formata dalla metà di un antico cratere collassato in mare. E a Salina trovano non poche soddisfazioni anche i birdwatcher: qui, infatti, si trova una colonia di falco della regina, che deve il suo nome alla duchessa sarda Eleonora d’Arborea, che per prima, nel lontano 1392, vietò la caccia ai falchi. In primavera arrivano direttamente qui dal Madagascar per nidificare. Insomma, se quella di Salina non è l’equazione della felicità poco ci manca.
Salina - Escursioni e pernottamento
ESCURSIONI
L’associazione Nesos organizza escursioni naturalistiche al Fossa delle Felci, tel. 347.5768609.
PERNOTTAMENTO
Hotel Mamma Santina (via Sanità 40, Santa Marina Salina, tel. 090.9843054) è tra i migliori dell’isola per rapporto qualità/prezzo, doppia da 110 €. Sul mare, con un buon ristorante di cucina siciliana, Il delfino (via Marina Garibaldi 5, Santa Marina Salina, tel. 090.9843024); mezza pensione da 80 € a testa. Punta Scario (via Scalo 8, Malfa, tel. 090. 9844139): in ogni stanza sembra di stare in una vera e propria terrazza sul mare, con un ottimo ristorante. Doppia da 110 €.
ALTRE INFO
L’ufficio turistico delle isole Eolie si trova in corso Vittorio Emanuele 202,
a Lipari, tel. 090.9880095.
VULCANO, Che scalata sul cratere
Salire sulla cima di un vulcano e guardarci dentro. A pensarci, seduti a una scrivania, sembra un’idea eroica, un’impresa da titani, capitani coraggiosi della scarpinata. Invece basta arrivare sull’isola di Vulcano, la prima che si incontra andando alle Eolie, e la cima di un cratere è alla portata di tutti. E non servono funivie, gipponi e altri aiuti motorizzati che la modernità offre. Basta un’ora di cammino. L’esperienza vale la fatica, visto che la salita è totalmente esposta al sole e abbastanza dura. Non capita spesso, infatti, di poter andare da zero a trecentonovantuno metri sul livello del mare camminando tra tufi, bassi cespugli di ginestre e macchie di zolfo. La partenza del sentiero che porta alla vetta del Gran Cratere si trova direttamente al porto, nella parte settentrionale dell’isola. Da qui si segue la segnaletica – indica semplicemente “Al cratere” – in direzione Piano, per raggiungere il versante ovest del vulcano. Ripido e piuttosto sabbioso soprattutto nella prima parte, anche se sempre sufficientemente largo per camminare in sicurezza, il sentiero in circa un’ora porta fino alla sommità. Una volta giunti in cima, da qui si può provare l’emozione di guardare dentro la fossa del cratere, ammirando tutte le sfumature del giallo degli zolfi, dei rossi e degli arancioni dei solfati di ferro che fuoriescono dal terreno. Mentre se ci si volta, si spazia sul Tirreno, la Sicilia e le altre isole Eolie. Intorno il fumo delle fumarole si alza dalle fenditure nella roccia, quasi a voler ricordare che quel che si sta ammirando è un’entità viva, che respira e si muove. L’ultima volta è stato nel 1888, e lo scozzese che aveva acquistato l’isola, un certo Stevenson, si affrettò a venderla.
Ma che l’isola sia un’entità viva lo si percepisce subito, appena si attracca. L’odore di zolfo domina l’aria, non è un gran bell’odore. A dirla tutta sa di uovo marcio, ma è l’odore della terra che crea e tocca abituarsi. Vicino al porto, accanto al molo, ci sono i fanghi di Vulcano: un laghetto che contiene una fanghiglia sulfurea che viene utilizzata per risolvere i problemi della pelle e i dolori artritici. Per pulirsi dal fango basta andare lì vicino. Poco distante, infatti, in mare l’acqua ribolle per via di gas che fuoriescono dai fondali. Ma bisogna stare ben attenti a non scottarsi, perché le temperature sono elevate. Se queste attività insolite si possono fare prima di intraprendere la risalita al Gran Cratere, una volta scesi si può andare a rilassarsi alle piscine geotermiche, che sorgono sulla strada per Gelso. Si tratta di piscine alimentate dall’acqua terapeutica del mare riscaldata in modo naturale dai gas del vulcano; peccato che l’ingresso sia a pagamento. Chi è invece in vena di camminare ancora può provare a salire al secondo cono dell’isola, Vulcanello. Alto solo 123 metri, si tratta di un piccolo cratere collegato al corpo principale dell’isola da un piccolo istmo, emerso dal mare nel 183 a.C. Per arrivare in vetta dal porto ci vuole circa un’ora, camminando tra boschetti di pini marittimi e lave nere. Oppure ci si può fermare a un bar, e magari mettersi a leggere uno dei libri curati dal Centro studi eoliano. Sono volumi che raccontano le storie delle isole, ma anche guide per comprendere meglio quello che si vede camminandovi. Come la Guida escursionistico vulcanologica delle Isole Eolie, per scoprire storia e geologia di Vulcano.
Vulcano - Escursioni e pernottamento
ESCURSIONI
L’associazione di Lipari Nesos organizza escursioni naturalistiche al cratere e non solo, tel. 347.5768609.
PERNOTTAMENTO
Les sables noirs (loc. Porto di Ponente, tel. 090. 9850) è affacciato sulla baia di Ponente dalle caratteristiche sabbie nere. Eolian hotel (loc. Porto di Ponente, tel. 090.9852151; www.eolianhotel.it) ha un ristorante panoramico; doppia da 85 €. Sea houses residence (Porto Levante, tel. 090.9852219), sulla spiaggia delle sabbie nere, è un residence in stile eoliano. Monolocali per due da 470 € a settimana. Hotel Faraglione (via porto di Levante 2, tel. 090.9852054), la due passi dalle terme, è un hotel piccolo, con un ristorante di cucina locale. Doppia da 80 €.
ALTRE INFO
Centro studi eoliano, via Maurolico 15, Lipari (Me), tel. 090.9812987. Un’intensa attività di convegni, pubblicazioni e premi, tutti dedicati alla storia e alla cultura delle Eolie.
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Informazioni
- Pubblicato il: 01 luglio 2009
- Autore: Giancarlo Colombini
- Sezione: Qui Touring Speciale
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