Franciacorta, la carica dei 104
Un rinoceronte è sospeso a mezz’aria nella zona di fermentazione. All’esterno, il cancello realizzato da Arnaldo Pomodoro omaggia il sole, primo nutrimento dell’uva. Sembra un museo d’arte moderna, un tempio dedicato al surrealismo. Ma non siamo nella Catalogna di Dalí, bensì in una cantina del Bresciano, in quella fetta di territorio ritagliato tra il lago d’Iseo e l’autostrada Milano-Brescia che ha un nome conosciuto in tutto il mondo per il suo vino spumante: la Franciacorta. È qui che l’Italia da sempre contende alla Francia il primato del brut.
Qui, nella cantina Ca’ del Bosco di Erbusco, e nelle altre 103 cantine del consorzio. “Un numero altissimo, se si pensa all’esiguità del territorio” spiega Maurizio Zanella, presidente del Consorzio vino Franciacorta e patron di Ca’ del Bosco. E la domanda è inevitabile: lo vedo solo io quel rinoceronte?
No, non ho bevuto troppo: Il peso del tempo sospeso è opera di Stefano Bombardieri, artista e performer bresciano. Un’installazione di arte contemporanea da apprezzare anche se siete astemi. Se non lo siete, però, è meglio. Perché qui le sorprese non mancano, anche enologicamente parlando. Anzitutto, non ci sono solo bollicine: ci sono ottimi bianchi e ottimi rossi, come il curtefranca doc. Ci sono vini fermi, e c’è un mondo in movimento.
“Vino e arte hanno molto in comune,” prosegue Zanella, “ci sentiamo vicini a quel mondo e cerchiamo di valorizzarlo, ospitando i lavori di artisti contemporanei nella nostra cantina”. Una cantina che accoglie ogni anno 12mila visitatori. A proposito di visite: in Franciacorta la stagione ideale è la primavera, anche se già questo mese, per il Carnevale, alcuni Comuni organizzano eventi spettacolari. È il caso, per esempio, di Erbusco, dove si riuniscono i carri allegorici dai Comuni limitrofi in una sfilata che si conclude con le premiazioni del carro e della maschera più bella.
Erbusco ospita anche la sede del Consorzio vino di Franciacorta, e dell’omonima Strada del vino, nata per promuovere un territorio che il vino Franciacorta – guai a chiamarlo spumante – ha reso famoso nel mondo. Questa è una delle aree d’eccellenza del made in Italy e una delle sue ultime roccaforti: alla fine del 2011, infatti, un altro gigante dello spumante italiano, l’astigiana Gancia, è stata comprata dal re della vodka, il russo Roustam Tariko.
La Strada del Vino
Racconta il presidente della Strada del vino Gianluigi Vimercati Castellini, anche lui vinificatore, titolare dell’azienda agricola Al rocol di Ome (Bs): “Negli ultimi anni c’è stato un incremento di interesse verso la nostra zona: la gente viene a scoprire che cosa c’è dietro al vino. Se abbiamo venduto di più è anche perché sono aumentate le vendite dirette in cantina”. La Strada ha moltiplicato le iniziative per i turisti, creando tra l’altro percorsi di cicloturismo e di trekking. Del resto questo minuscolo territorio – 19 Comuni incluso Brescia per una superficie di 20mila ettari – non è denso solo di vitigni e cantine. Anzi, questa è storia moderna, iniziata quarant’anni fa dall’intuizione di un giovane enologo, Franco Ziliani. E prima?
Il toponimo deriverebbe da curtes francae, “corti franche”, le comunità di monaci benedettini insediate qui fin dal medioevo, che erano esentate dal pagamento dei dazi. Non mancano quindi le testimonianze architettoniche della presenza dei monaci, come l’abbazia olivetana di S. Nicola a Rodengo Saiano, antecedente all’XI secolo, restaurata di recente e che, pur avendo spazi adibiti a manifestazioni espositive, ancora oggi ospita i monaci.
Poi c’è il monastero di S. Pietro in Lamosa, nella zona delle torbiere del Sebino, riserva naturale sul lago d’Iseo. “Fino al 1983 era proprietà privata, poi fu donato alla parrocchia di Provaglio d’Iseo: il parroco non sapeva che fare, e allora ci siamo attivati io e alcuni amici,” racconta Battista Simonini, classe 1937, dell’associazione Amici del monastero. “Per vent’anni abbiamo chiesto la carità un po’ a tutti, dagli artigiani alle banche, senza ricevere un soldo pubblico, e alla fine siamo riusciti a ristrutturarlo e renderlo visitabile”. Fondato nel 1083 dai Benedettini di Cluny sul sito di un tempio pagano dedicato al dio Mitra, è un luogo unico, perché vede rappresentate tutte le epoche fino al Seicento. “Nel chiostro si trovano reperti di epoca romana, longobarda e carolingia” spiega Simonini. “Le aggiunte architettoniche, ampliamenti e cappelle, sono state via via romaniche, gotiche, rinascimentali, fino all’ultima cappella, la quinta, di epoca barocca”.
Dal XVII secolo, la Franciacorta divenne il luogo di villeggiatura della nobiltà bresciana. Ancora oggi il paesaggio è caratterizzato da ville: la maggior parte sono private, ma alcune, come palazzo Porcellaga a Rovato e palazzo Torri a Corte Franca, sono visitabili. A Cazzago San Martino si trovano il Castello di Bornato e villa Orlando, raro esempio di villa rinascimentale all’interno di un castello medievale. A Passirano, la rocca dell’XI secolo è una delle meglio conservate in Lombardia. “Una visita che consiglio sempre è Montisola, sul lago d’Iseo” aggiunge Vimercati “e qui a Ome il quattrocentesco maglio Averoldi, che è un angolo di storia”. Utilizzato fino a pochi anni fa per realizzare attrezzi agricoli in ferro, è stato poi trasformato in una fucina-museo.
Girando tra botteghe e ristoranti, poi, si scopre un mondo di sapori insospettato: a parte la grappa Franciacorta doc e i formaggi dop – taleggio, quartirolo, provolone, gorgonzola e grana padano – segnaliamo due chicche: il lardo aromatizzato al curtefranca e un altro insaccato locale, anzi, localissimo: la ret, deco (denominazione comunale) di Capriolo. Carne di coscia di suino impastata con salvia, rosmarino, aglio, spezie e vino bianco di Franciacorta, e poi insaccata. E pensare che eravamo venuti qui per parlare di bollicine.
Una docg che non sente la crisi
È stato il primo vino spumante italiano ad avere ottenuto, nel 1995, la Docg, Denominazione di origine controllata e garantita. Oggi non si legge più la denominazione spumante sulle etichette, ma solo Franciacorta: un unico termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino prodotto dalle cantine del Consorzio.
In un mercato delle bollicine già positivo (+4,7%) la crescita del Franciacorta raggiunge il +16,7% nelle vendite (11,6 milioni di bottiglie) nonostante un prezzo medio più alto rispetto ai concorrenti. I compratori sono per l’80% nel Nord Italia, ma è in forte crescita l’export.
Le tipologie sono Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec e Demi Sec. A queste si aggiunge il Rosé (minimo 15% pinot nero), dal 1995 il Satèn, da sole uve bianche, il Millesimato e la Riserva. I vitigni sono lo chardonnay, il pinot bianco e il pinot nero, che entrano nella composizione in percentuali diverse.
ll disciplinare è uno dei più scrupolosi che esistano: la Riserva, per esempio, è un Millesimato che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi. Accanto alle bollicine non mancano i vini fermi, come il sebino igt e il curtefranca doc, bianco e rosso, che dal 2008 ha sostituito la denominazione “Terre di Franciacorta”.
Info pratiche
Da sapere
Strada del vino Franciacorta, presso Consorzio per la tutela del Franciacorta, Erbusco, tel. 030.7760870. Informazioni sulle cantine, gli associati (alberghi, ristoranti, agriturismi, botteghe), gli itinerari a piedi e/o in bicicletta, i luoghi aperti al pubblico citati nel servizio. Ogni finesettimana organizza Di cantina in cantina... alla scoperta della Franciacorta, visite guidate e degustazioni nelle cantine del Consorzio. Monastero di S. Pietro in Lamosa: orario visite 14-17, sab, dom e festivi 9-12 e 14-17. Info: tel. 349.4118434.
Arrivare
Aereo: lo scalo più vicino è Orio al Serio (Bg), a circa 30 km, collegato con Roma, Pescara, il Sud e le isole da Alitalia, RyanAir e Wind Jet. In aeroporto, autonoleggio Hertz (sconto 15-10% soci Tci). Auto: dall’autostrada A4, tratto Milano-Brescia, l’uscita consigliata è Rovato; Palazzolo per la zona del lago d’Iseo. Da Milano sono 85 km; da Venezia 203; da Roma 583.
Cantine
Ca’ del Bosco, Erbusco, tel. 030.7766136/ 124. Arte e vino si incontrano nei 22mila metri quadri della cantina di Maurizio Zanella. Da vedere.
Bellavista, Erbusco, tel. 030.7762000. Sopra e sotto la collina cui la cantina deve il nome, Vittorio Moretti ha riunito casa, vigna, un albergo (l’Albereta), una spa e il ristorante di Gualtiero Marchesi, realizzando un mondo a sé dove relax è la parola d’ordine.
Al rocol, Ome, tel. 030.6852542. L’azienda di Gianluigi e Francesca Vimercati Castellini vende anche grappa, miele, olio, e ospita una fattoria didattica. Anche b&b.
Contadi Castaldi, loc. Fornace, Adro, tel. 030. 7450126. Visite guidate e degustazioni. Sconto 10% soci Tci
Azienda agricola Boschi, Erbusco, tel. 030. 77245. Visite guidate e degustazioni. Sconto 15% soci Tci
Dormire e mangiare
Albereta*****, via Vittorio Emanuele II, Erbusco, tel. 030.7760550. Relais& château nella tenuta Bellavista. Doppia da 260 euro. Sconto 10% soci Tci
Relais Franciacorta****, loc. Colombaro, via Manzoni 29, Corte Franca, tel. 030.9884234. Una cascina del 1670 diventata hotel con un grande parco e il ristorante La Colombara. Doppia da 148 euro. Sconto 10% soci Tci in entrambe le strutture.
Guide
Guida verde Lombardia, 432 pagine + 120 di info pratiche; prezzo 29,50 euro; soci Tci 23,60 euro.
ViniBuoni d’Italia 2011, 768 pagine; prezzo 22 euro, soci Tci 17,60 euro.
Appuntamenti
Carnevale di Erbusco: domenica 19 febbraio, sfilata di carri e stand di prodotti tipici. Info, tel. 030.7268434.
Mese del manzo all’olio: tutto aprile nei ristoranti di Rovato, menu con il piatto tipico. Info, tel. 030.7713251.
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Informazioni
- Pubblicato il: 14 febbraio 2012
- Autore: Luca Bonora
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