Tutti a Parma. Ma en plein air
Lasciate pure a casa lo stereotipo “Emilia, terra di motori”. È vero, Maranello e la Ferrari sono a un’oretta di autostrada. Ma chi arriva alla Fiera di Parma tra il 10 e il 18 settembre, in occasione della seconda edizione del Salone del camper ha ben altro per la testa. Motori, è vero, ce n’è a bizzeffe, però nel 99% dei casi si tratta di sobri propulsori a gasolio, destinati a scarrozzare a velocità di crociera autentici appartamenti su ruote. Piuttosto, invece, il comune denominatore di un gran numero di visitatori è proprio quello di essere palati sensibili – perché altrimenti trascinarsi in giro per il mondo i piani cottura a quattro fuochi con forno a gas e i frigoriferi da 150 litri che sfolgorano nelle cucine di ogni camper che si rispetti? – pronti a farsi sedurre dalle lusinghe della gastronomia di una capitale del gusto qual è Parma.
L’invito “venite col vostro camper”, rivolto agli oltre 100mila visitatori previsti dagli organizzatori del Salone, casca quindi a fagiolo per proporre un micro-itinerario tra quattro Musei del cibo che fanno riferimento ad altrettanti punti cardine della cucina italiana e, guarda caso, si trovano tutti nel Parmense: parmigiano-reggiano, conserva di pomodoro, salame di Felino e prosciutto crudo.
Prima tappa Soragna, 27 chilometri a nordovest del capoluogo, superata Fontanellato e la sua celebre fortezza: nell’ex caseificio dei principi Meli Lupi è allestito il Museo del parmigiano-reggiano, secondo i più il re dei formaggi (e di certo il più puntigliosamente tutelato da innumerevoli imitazioni), la cui storia risale al Duecento e alla necessità di “conservare” la produzione di latte, incrementatasi in seguito alla bonifica della Bassa.
Corte Giarola di Collecchio, seconda tappa, si raggiunge in una trentina di chilometri verso sud, scavalcando il Taro: vi ha sede il più recente dei Musei del cibo, dedicato al pomodoro e, soprattutto, alla sua conserva. Il che può sembrare insolito, ma si spiega con l’insediamento, fin dall’Ottocento, di importanti industrie di trasformazione; la sede di Mutti, giusto per citare un marchio noto, è a Vicofertile, a 6 chilometri.
Pochi passi verso le prime propaggini dell’Appennino, e si è a Felino, le cantine del cui castello ospitano un Museo del salame, ovviamente locale, che apre inediti squarci storici su un prodotto tipico che può vantare il primo riscontro documentale nel 1436.
Langhirano, porta d’accesso alla val Parma a 23 chilometri dal capoluogo, ha allestito nei locali dell’ex Foro Boario un Museo del prosciutto e dei salumi che costituisce un autentico viaggio nella norcineria parmense. Un approfondimento che non può prescindere da specialità straordinarie come i ciccioli o il culatello di Zibello. E un’ottima occasione per apprezzare fino all’ultimo litro la capienza del frigorifero del camper, visto che in almeno tre musei è possibile fare prelibati acquisti...
I Musei del cibo
I quattro Musei del cibo parmensi sono aperti sabato, domenica e festivi (ore 10-13 e 15-18; continuato per i Musei del prosciutto e del pomodoro) oppure su appuntamento.
Museo del parmigiano-reggiano, Soragna, Corte Castellazzi, via Volta 5. Ingresso dal percorso pedonale di viale dei Mille; parcheggio utilizzabile anche dai camper. Info: tel. 0524.596129; camper service a Soragna (via Matteotti angolo via Gramsci).
Museo del pomodoro, Collecchio, Corte Giarola. Ingresso in strada Giarola 11. Info: tel. 333.2362839; in prossimità, parcheggio per 20 camper.
Museo del salame di felino, Felino, strada al Castello 1. Info: tel. 0521.831809; sosta per i camper nel parcheggio ai piedi del castello.
Museo del prosciutto e dei salumi di Parma, Langhirano, via Bocchialini 7. Info: tel. 0521.864324; parcheggio attrezzato per 130 camper in via Martiri della Libertà.
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Informazioni
- Pubblicato il: 15 settembre 2011
- Autore: Renato Scialpi
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