Facce d'artista
Quando, nel 2002, il Mart fu inaugurato a Rovereto, le perplessità nel mondo culturale italiano erano parecchie. Far costruire un enorme edificio da un archistar come Mario Botta nel cuore del Trentino, lontano dai circuiti classici dell’arte, sembrava pura follia. In più mancavano altri esempi del genere in Italia. Il Maxxi di Roma era solo uno schizzo sulla carta e altri progetti all’orizzonte non esistevano (e non esistono ancora a dirla tutta).
I critici sottovalutarono almeno tre elementi: il profondo substrato intellettuale di Rovereto e di tutta la provincia di Trento, evidente con le attività di altre istituzioni museali cittadine e di ben due case editrici (Keller compresa, editore della Premio Nobel per la letteratura del 2009 Herta Müller), e la posizione strategica tra nord e sud Europa. Il terzo elemento ce lo racconta Gabriella Belli, energica direttrice del Mart: “Ho sempre pensato che la nostra reputazione museale fosse strettamente legata a quella scientifica, quindi ai progetti di ricerca, fondamentali per un’istituzione periferica, almeno dal punto di vista geografico”. Per questo, nel corso degli anni il lavoro è stato triplice con importanti acquisizioni per ampliare la collezione permanente (circa 15mila pezzi), l’organizzazione di mostre evento dedicate a grandi artisti noti e amati anche dal grande pubblico e, infine, la ricerca di nuove ispirazioni, di talenti magari ancora nella zona d’ombra del mondo dell’arte, ma da far emergere, mettendo a disposizione uno spazio di prestigio e fama internazionale.
In questa linea di pensiero si inserisce perfettamente la grande mostra dal 18 dicembre al 27 marzo 2011 dedicata a Modigliani scultore. Gabriella Belli racconta la genesi e i presupposti di questo evento: “Questo progetto unisce due fondamentali approcci caratteristici del Mart. Da una parte va incontro ai tantissimi appassionati dell’artista livornese, molto amato sia dalla critica sia dal pubblico. Dall’altra è una mostra di ricerca. Ci siamo chiesti: cosa si può dire di nuovo su Modigliani? Abbiamo quindi deciso di indagare su un aspetto dell’artista ancora per nulla studiato: la sua produzione di scultore. Tra il 1911 e il 1912 mise da parte tele, matite e pennelli per dedicarsi a quest’altra forma d’arte. Un’esperienza breve e con risultati limitati, ma davvero interessante. In tutto il mondo le sculture autentiche di Modigliani sono solo 25 e noi ne esporremo una buona parte”. A qualcuno sarà venuta in mente la nota vicenda del ritrovamento delle tre teste che leggenda voleva fossero state gettate dallo scultore nel Fosso mediceo di Livorno in un momento di rabbia. Era il 1984 e, proprio per rendere più ricca una mostra sulle sue sculture nella città natale, furono avviati degli scavi per trovare le fantomatiche sculture. Ne ripescarono tre, gridarono al miracolo curatori e critici per poi essere smentiti da tre studenti e un lavoratore portuale che, per motivi diversi, avevano deciso di prendersi beffa delle istituzioni e del circo dell’arte.
Da allora il tabù: nessuno in Italia volle più organizzare una mostra sul Modigliani scultore. “C’era la necessità di ripristinare l’autorevolezza italiana anche in questo campo”, prosegue Belli, “quella che abbiamo organizzato al Mart è una piccola mostra preziosa. Oltre alle sculture ci sono disegni e schizzi preparatori dell’artista. Molti dei pezzi presenti non sono mai nemmeno stati esposti in Europa. È un’occasione unica anche per comprendere meglio le diverse influenze dell’artista toscano: il rinascimento, del quale era ovviamente impregnato, la cultura primitiva e il rapporto con i suoi coetanei. Due fra tutti: Picasso e Brancusi. Ci abbiamo impiegato sei anni per prepararla!”. Entusiasmo e qualità del progetto sono due elementi che tornano per ogni grande mostra “martiana”. E sarà evidente anche nella prossima primavera, quando decine di straordinarie opere impressioniste e postimpressioniste arriveranno in queste sale direttamente dal Musée d’Orsay.
Ma Rovereto nasconde almeno un altro luogo del pensiero magico. La Casa d’arte futurista Depero. Nata da un’idea dello stesso artista Fortunato Depero, è oggi, dopo un’attenta opera di restauro, l’unico museo futurista in Italia. Un museo dinamico come lo definisce la stessa Belli, direttrice anche di questa sezione del Mart, che fa dialogare le opere e i progetti di Depero anche con quelli di altri artisti e designer. Una forma sperimentale e di grande impatto per ogni visitatore che era anche nei pensieri dello stesso Depero. Tra dipinti, arazzi, disegni, locandine, manifesti, mobili e giocattoli, insomma tutti i prodotti d’arte applicata, si trovano anche i dipinti di Tullio Crali, altro artista futurista che al Mart ha lasciato la sua produzione. Il mondo fiabesco, in grado di raccontare mille storie da una stanza all’altra, è una calamita anche per i bambini che rimangono ammaliati davanti ai colori e alle forme divertenti. Il percorso diventa quasi una caccia al tesoro alla ricerca dell’oggetto più curioso, raro. E non sempre nei musei succede.
La Casa Depero è un piccolo oggetto prezioso per estimatori raffinati, ma anche per curiosi che non hanno paura di porsi e porre domande. Un’ulteriore dimostrazione, se fosse ancora necessaria, dell’assoluta centralità di Rovereto nel mondo culturale e artistico italiano ed europeo. Alla faccia dei circuiti classici che, spesso, non hanno poi così tanto da raccontare.
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Informazioni
- Pubblicato il: 19 novembre 2010
- Autore: Barbara Gallucci
- Sezione: Qui Touring Speciale
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