Il saluto del presidente
I desideri e i bisogni dei nostri soci sono molto cambiati negli ultimi anni anche sotto la spinta dei grandi mutamenti intervenuti nella società italiana. Il futuro del Tci dipende dalla nostra capacità di renderlo sempre più attuale e in grado di soddisfare tali bisogni. Cambiare non sarà facilissimo e richiederà un forte coinvolgimento dei responsabili dell’associazione, del personale, dei volontari e in generale di tutti coloro che nel Tci sono coinvolti. Le difficoltà non mancheranno e saranno tecniche, professionali e finanziarie, dato che saranno necessari cospicui investimenti. E sarà anche indispensabile un presidente con energie fresche e con determinazione grande, che accetti la sfida che gli sta di fronte e che l’affronti con competenza, decisione e passione.
Per questo è necessario anche un cambiamento nella presidenza, che in effetti lascio dopo anni in cui ho cercato di fare del mio meglio ponendo le premesse affinché i cambiamenti poco sopra accennati potessero essere gestiti senza affanno e con basi solide. Cercherò comunque di essere ancora utile a un Sodalizio in cui ho molto creduto e in cui continuo a credere: intendo rimanere nel Consiglio direttivo, almeno fino a quando, limiti di età a parte, sarò in grado di dare un contributo positivo.
Non è quindi opportuno che io faccia particolari bilanci della mia esperienza nel Tci, esperienza che in qualche modo continua. Desidero invece ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato in questi anni e, in particolare, i membri del Consiglio direttivo, quelli del Collegio dei Revisori dei conti e del Comitato dei Garanti, i direttori generali, i dirigenti e il personale, i volontari con in testa i consoli e i fiduciari e, soprattutto, i tanti soci che ho incontrato e con i quali ho vissuto momenti felici.
A chi sarà prescelto per succedermi anticipo il mio cordiale benvenuto e un fervidissimo augurio ricordandogli che le fortune del Tci dipenderanno molto anche da lui. Buon lavoro, presidente.
Un impegno di cui gli siamo grati
Roberto Ruozi, dopo quasi dieci anni e tre mandati, lascia la presidenza del Touring Club Italiano. Già rettore della Bocconi e presidente del Piccolo Teatro Città di Milano, al momento della nomina nel gennaio 2001 ha voluto dare la sua piena disponibilità a guidare le sorti del Touring Club Italiano in un momento difficile per il Sodalizio.
In questo decennio di grandi trasformazioni, anche tecnologiche, ha cercato di dare nuovi impulsi all’associazione, ma prima di ogni altra cosa, in pieno accordo con l’attuale Direttore generale e con la struttura, ha inteso procedere al sostanziale risanamento dei conti. Ciò ha comportato scelte difficili e delicate anche con sacrifici della struttura e delle attività più commerciali.
Da ultimo ha inteso rilanciare, con il pieno appoggio del Consiglio direttivo, un piano di sviluppo che vede l’Associazione ampiamente impegnata, tra l’altro, per una maggiore e migliore presenza sul territorio e per l’utilizzo di tecnologie nuove, ma sempre più diffuse, soprattutto tra i giovani. Ho condiviso con il presidente questo cammino per la quasi totalità del periodo, qualche volta con opinioni diverse, ma sempre pronti a una proficua discussione delle rispettive vedute nell’interesse dell’Associazione: è stata una splendida esperienza.
A nome del Consiglio direttivo e dei Consiglieri tutti, a nome di tutti coloro che nella struttura e nel volontariato hanno realizzato grandi e importanti risultati con la sua guida, lo ringrazio vivamente per quanto ha fatto per il Touring Club Italiano.
Oggi il presidente Roberto Ruozi è chiamato a nuovi importanti incarichi e a nuove imprese: in bocca al lupo !
Amedeo Tarsia in Curia, Vicepresidente del Tci
Milano, 4 giugno 2010
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Informazioni
- Pubblicato il: 01 luglio 2010
- Autore: Roberto Ruozi
- Sezione: Qui Touring Mensile
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