In treno - Piemonte
Più che una linea turistica, la Domodossola-Locarno sembra il materializzarsi del sogno di ogni appassionato di plastici ferroviari. Lungo i 52 chilometri del tracciato che collega la val d’Ossola in Piemonte con lo spicchio di Svizzera che affaccia sul Lago Maggiore si incontra infatti tutto ciò che il buon ferromodellista ha come obiettivo di replicare in scala HO: la grande stazione di linea principale (Domodossola); il capolinea cittadino opposto completo di arrivo in sotterranea e battelli sul lago (Locarno); i paesini ridenti dalle stazioncine fiorite (una per tutte quella di Re); un passaggio di confine con dogana (a Ponte Ribellasca); funivie e impianti di risalita per gli sport invernali o le escursioni estive (a Prestinone, Verdasio e Intragna); un ardito viadotto a struttura metallica (sul torrente Isorno); e il “classico dei classici” tra i paesaggi in miniatura, ovvero una sequenza di ponti e gallerie in forte pendenza, in questo caso sospesa sulle gole ribollenti di acque scavate dal torrente Maggia. Manca soltanto, ahimè, la vaporiera storica. Perché fin dalla sua nascita, il 25 novembre 1923, la Vigezzina – nome piemontese della ferrovia che per gli svizzeri è invece Centovallina, ma anche questo dà sapore al viaggio, come lo scudetto coi colori italiani o ticinesi sulla vettura di testa secondo la nazionalità del convoglio – è un gioiello di ingegneria ferroviaria a trazione elettrica.
Sorprese oltre confine
Il paesaggio, peraltro, è il pezzo forte dei 32 chilometri in territorio italiano e 20 su suolo elvetico della Domodossola-Locarno, da assaporare in meno di due ore a una rilassante media di poco superiore ai venti all’ora. Sembra un paradosso nell’era dell’alta velocità ferroviaria, ma la linea offre un comfort degno dei blasonati Frecciarossa, grazie ai convogli panoramici Vigezzo Vision, introdotti nel 2007 dalla Ssif, la società di gestione piemontese che li ha fatti realizzare su misura con vetrate extralarge e climatizzazione a controllo elettronico. E il cui utilizzo dà luogo allo stratosferico supplemento di un euro e mezzo (o due franchi svizzeri) sul biglietto di corsa ordinaria...
Già, perché è un’autentica arrampicata con 563 metri di dislivello quella che il convoglio compie in meno di 20 chilometri, dalla partenza da Domodossola per “sfrecciare” tra le terrazze a vigneto sfilando a fianco della torre di fra’ Dolcino a Trontano, citata da Dante nella Divina Commedia, e giungere fin lassù, alle verdi praterie che circondano Santa Maria Maggiore. Percorrendo una valle Vigezzo scenograficamente distesa tra le cime del parco nazionale della Val Grande da un lato e, da quello opposto, della pioda di Crana. Panorami che hanno ispirato la grande tradizione artistica locale (non a caso è detta la Valle dei pittori), coltivata nell’Ottocento da G.M. Rossetti Valentini con una scuola alpina di pittura e oggi testimoniata dall’omonima pinacoteca di Santa Maria Maggiore.
La sorpresa, però, superato il caratteristico abitato alpino di Malesco, come il precedente insignito della Bandiera arancione dal Tci, arriva poco oltre il valico elvetico, con un radicale cambio di scenario. Le Centovalli ticinesi, attraverso cui si snoda il tortuoso tracciato in discesa verso Locarno, si presentano infatti come una sequenza di erti pendii macchiati dai boschi di castagni e di ripide pareti rocciose, quinta ideale per tunnel in curva e viadotti su gole dalle profondità vertiginose. Un quadro paesistico più romanticamente selvaggio, quello ticinese, che si può anche centellinare – lo slow dello slow – grazie al pacchetto “Centovalli in bicicletta” che prevede noleggio e discesa a due ruote lungo la strada cantonale tra Camedo e Pontebrolla, lasciando al treno la fatica di riguadagnare il punto di partenza. In conclusione, a beneficio dei “capistazione virtuali” i cui forum abbondano in rete, è giusto precisare che la Vigezzina è una linea a binario unico a corrente continua (1.400 V) con scartamento ridotto (metrico) che, pur annoverando tra le sue peculiarità un tratto a tornanti con pendenza del 6 per cento, si limita a sfruttare l’aderenza naturale. In vettura, si parte!
Info pratiche
DORMIRE
A Santa Maria Maggiore, capoluogo della valle Vigezzo, l’hotel Miramonti (tel. 0324.95013; web) è un tre stelle che fa parte del club di prodotto Piccoli alberghi tipici di montagna; offre 11 camere in uno chalet in legno e pietra ed è noto per la qualità della ristorazione. Doppia con prima colazione da 115 €.
MANGIARE
Nel cuore di Domodossola l’antica trattoria Piemonte da Sciolla, in una casa seicentesca di piazza Convenzione 4 (tel. 0324.242633; web), propone piatti della tradizione ossolana a prezzi ragionevoli (da 30 € circa). Per concludere, dolci fatti in casa e, per chi si trattiene, camere semplici ma confortevoli.
ALTRE INFO
La sezione piemontese della linea Domodossola-Locarno è gestita dalla Ssif, Società Subalpina di Imprese Ferroviarie (tel. 0324.242055; web). Informazioni turistiche: Comunità montana Valle Vigezzo, via Pittore Belcastro 1, Santa Maria Maggiore, tel. 0324.94763; web.
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Informazioni
- Pubblicato il: 02 luglio 2010
- Autore: Renato Scialpi
- Sezione: Qui Touring Speciale
Commenti
Ho avuto la possibilità di fare questo viaggio l'anno scorso; è veramente un bel viaggio!!!
12/08/2010 17:57danielegrandi