A piedi - Umbria
C’è il silenzio e c’è la volontà di farsi pellegrini. C’è il piacere di camminare e c’è il desiderio di scoprire l’Umbria medievale. C’è la voglia di fare un’esperienza fisica e anche quella di iniziare un percorso interiore. Tante, spesso diverse, alle volte imperscrutabili sono le motivazioni che spingono a intraprendere la via Francigena di San Francesco, il percorso attraverso Umbria e Lazio sulle orme del patrono d’Italia. Oltre quattrocento chilometri, di cui circa 270 in Umbria per attraversare i luoghi teatro della vita di San Francesco. Valli e borghi che rappresentano tappe importanti nella vita del santo. Mete da raggiungere faticando il giusto, camminando il più possibile in mezzo alla natura, evitando il traffico. Così di tutte le 29 tappe che uniscono la piccola Citerna alla grande Roma, solo pochi chilometri – un venti per cento del percorso – si fanno sull’asfalto. Il resto è per sentieri di montagna, che allungano sì la strada, ma permettono di camminare tra campi e boschi, inerpicandosi per i monti e le colline dell’Umbria. Un cammino spesso faticoso, con salite ardue e discese ancor più dure, ma che nel ricordo svaniscono, mischiandosi alle emozioni sudaticce di un’esperienza che lascia il segno. “Sensazioni irripetibili”, racconta Elena Parasiliti che la scorsa estate ha fatto cinque tappe del percorso, da Gubbio a Spello. “Partire che quasi albeggia, arrivare in cima agli Appennini, immergersi nel silenzio e contemplare la natura ti fa avvicinare alla parte più autentica di te”.
Meditazione
Così il cammino finisce per essere un doppio viaggio, nella natura e dentro se stessi. “Rispetto ad altri questo è un cammino meditativo”, racconta Gianluigi Bettin, che per conto della Regione Umbria cura il percorso. “A differenza del Camino de Santiago che da secoli è percorso da migliaia e migliaia di pellegrini, qui può capitare di stare soli per ore, incontrando al massimo due o tre persone con cui percorrere un pezzo di strada”. Rispetto al cammino spagnolo, fratello maggiore di tutti i sentieri d’Europa, la strada di Francesco è un po’ più ruspante. “L’accoglienza è garantita per tutto il percorso tranne in una tappa, ma non c’è ancora un sistema di ospizi per pellegrini come verso Santiago”. Così per dormire ci si arrangia, tra bed&breakfast, agriturismi e altre strutture che accolgono volentieri i viandanti, come ostelli e case religiose. Posti dove è sempre meglio prenotare il giorno prima, per evitare di dormire all’aperto. “Comunque tutto qui mantiene una dimensione molto umana, quasi intimistica”, aggiunge Bettin. Un po’ perché il percorso del cammino francescano non è proprio semplice. “Nel raccontarlo cito spesso il fioretto della perfetta Letizia, in cui San Francesco cerca di spiegare a frate Leone in cosa consista e come la si ottenga: ovvero andando incontro a una serie di difficoltà e superandole. In questo il cammino è fedele ai pensieri del santo, rappresenta una sfida da superare”.
Sfida che ogni anno raccolgono mille e cinquecento, duemila persone. Persone vogliose di camminare lungo un percorso che è stato creato non ricalcando una strada storica esistente, ma unendo luoghi diversi e significativi della vita del santo, da Assisi a Gubbio, fino a Greccio, dove vide la luce il primo presepe della storia. Inaugurato nel 2008, il cammino è parte integrante della via di Roma, l’itinerario culturale che in futuro unirà Vienna e Roma, attraversando, a piedi, parte dell’Austria e otto regioni italiane. Per ora Umbria e Lazio si sono portate avanti, completando la segnaletica lungo il percorso e creando – per la parte umbra – un ottimo sito internet con cartine altimetriche e indicazioni pratiche. Un’organizzazione che non è solo virtuale, ma reale. Lungo il cammino perdersi è davvero difficile: basta seguire i cartelli gialli e blu che sono disposti lungo tutto il percorso, in città come nei sentieri. E come per i migliori sentieri montani, lungo il cammino su alberi e rocce, oppure per terra, ogni duecento metri si trovano due tratti di vernice gialla e blu che indicano la via. Mentre intorno regna il silenzio.
Info pratiche
DORMIRE
La via Francigena di San Francesco non è ancora strutturata con ostelli e alberghi per il pellegrino come il Camino de Santiago, per cui è importante organizzarsi per tempo. Lungo il cammino si incontra ogni tipo di ospitalità, dall’albergo all’ostello, all’accoglienza spartana in centri religiosi, ma spesso bisogna fare delle deviazioni rispetto al percorso per raggiungerli. In alcuni casi si ha priorità se si hanno le credenziali del pellegrino, comunque è sempre bene prenotare per tempo, soprattutto in agosto. A Castello di Biscina l’agriturismo Tenuta di Biscina (tel. 075.9229730; web) è un’azienda sulla cima di una piccola collina, con ristorante e anche piscina, che pratica condizioni particolari ai pellegrini che fanno il sentiero a piedi.
ALTRE INFO
La Regione Umbria con l’Opera romana pellegrinaggi ha realizzato un ottimo portale sulla via Francigena di San Francesco: il sito è ricco di indicazioni pratiche su tutte le tappe umbre del percorso, con notizie sui luoghi francescani che si incontrano lungo il cammino, recapiti dei luoghi di accoglienza per organizzare al meglio il viaggio e mappe interattive.
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Informazioni
- Pubblicato il: 02 luglio 2010
- Autore: Tino Mantarro
- Sezione: Qui Touring Speciale

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