Sardegna
Non è proprio quello che uno si aspetterebbe da una vacanza in Sardegna: molta montagna, tantissime foreste, zero mare, al massimo la sorpresa di un lago. Eppure, prima che il boom della Costa Smeralda sdoganasse in ogni dove l’equazione Sardegna uguale spiagge caraibiche e acque cristalline, per secoli l’isola e gli isolani sono stati più attenti alla terra che al mare. Quindi addentrarsi nella zona del monte Limbara, battendo sentieri secondari, ascoltando i rumori della campagna, cercando di raccogliere gli odori del timo selvatico, del mirto o del cisto è come compiere un piccolo viaggio nel passato. O, se non si arriva a tanto, è di certo un modo diverso di intendere, e vivere, la parte nordorientale di Sardegna.
Tutto ruota intorno al massiccio del monte Limbara, tra una zona ben lontana dal mare che si chiama Logudoro e la conca che ospita Tempio Pausania, capoluogo di provincia che divide il titolo con Olbia. A dominare questo spazio il profilo seghettato del Limbara con i suoi boschi e le sue foreste incredibilmente ben conservate. Vetta più alta i 1362 metri di Punta Sa Berritta. Tutta la zona ha una conformazione geologica strana, quasi lunare: rocce di granito levigate dal vento e alti pinnacoli che fanno sembrare tutto il panorama maledettamente simile all’ambientazione de Il pianeta delle scimmie, il telefilm americano degli anni Settanta. “Qui in inverno c’è anche la neve”, tengono a sottolineare i locali, quasi che questo fosse il certificato che il Limbara è una vera montagna e non un colle come tanti. Neve o non neve, arrivare in cima è una bella scoperta. A piedi i sentieri segnati sono diversi: alcuni partono dal lato di Tempio, altri dal versante di Berchidda. Tutti sono abbastanza agevoli per un camminatore con un minimo di fiato, in caso contrario c’è anche una strada tutta tornanti: ma perché farlo in auto quando con calma si può andare a piedi?
Dalle eriche alle sequoie
Una volta in alto si rimane un po’ sorpresi dalla foresta di antenne e di ripetitori che affollano la parte sommitale, tanto che sembra quasi di stare in cima allo Stelvio quando passa il giro d’Italia. Ma se si arriva in una giornata tersa il panorama ammalia e alle antenne non si fa quasi più caso. Guardando verso nord si vede tutta la Gallura, fino al mare e ancora oltre, con la Maddalena e, dietro, il profilo della Corsica. A ovest si scorge addirittura il fumo delle navi che lente entrano in porto, a Olbia. Mentre verso sud si apre il paesaggio del Logudoro, chiuso verso ponente dal profilo del monte Acuto. E se si guarda in alto, oltre le bizzarre forme dei graniti erosi dal vento, può anche capitare di vedere qualche aquila reale che svolazza, ma bisogna davvero essere fortunati. Tutto intorno le foreste demaniali del monte Limbara: due aree protette di interesse comunitario, oltre seimila ettari di boschi gestiti dall’Ente foreste della Sardegna. Qui ci si può sbizzarrire a percorrere sentieri ben segnalati in mezzo alle foreste di lecci che popolano le quote alte, o nei sughereti che si trovano più in basso. Una natura esuberante, quella che si attraversa: una densa macchia mediterranea, caratterizzata da erica e corbezzolo, copre gli strati di roccia con meno terra, tra un fiore di lavandula, un’orchidea, delicati ciclamini, fiori di ginestra e rose peonie. A scelta si può decidere di farla a piedi o in mountain bike. Per esempio chi ama la bici può seguire uno degli itinerari suggeriti dalla Regione, come quello che parte dalla stazione forestale di Curadoreddu (che si raggiunge facilmente da Tempio percorrendo la statale 392 per Oschiri) e sale fino in cima al Limbara, facendo tappa alla stazione forestale di Vallicciola e al santuario della Madonna delle Nevi. A Vallicciola, dove ci sono due alberghi e alcune case vacanze, oltre ad aree attrezzate per picnic e grigliate, spicca il bosco delle sequoie, con alberi giganti: sembra di stare nei grandi parchi dell’Ovest americano. Altrimenti si può passeggiare e andare a cercare tra cavità e grotte dove i pastori trovavano ricovero per sé e per gli animali. Quando non ritornavano negli “stazzi”, le tipiche abitazioni galluresi costruite in blocchi di granito dove una volta abitavano i pastori con la famiglia e dove c’erano i recinti per riunire gli animali. Per vederne qualcuno basta imboccare il sentiero che conduce allo stazzo Tiu Daniele, all’interno degli oltre tremila ettari della foresta demaniale del Limbara Sud, già nel territorio comunale di Berchidda.
Arte alta
Qui si può visitare anche il progetto dell’ecomuseo di arte e natura Semida. In sardo “semida” significa percorso: un percorso d’arte con opere integrate nel contesto ambientale e inserite negli itinerari della foresta. Opere originali che si materializzano mentre si cammina lungo un sentiero di corbezzoli secolari, attratti dagli odori della macchia mediterranea. E sempre nella zona demaniale sud del Limbara si può visitare il giardino delle farfalle, inaugurato nell’estate del 2009. Primo del suo genere in Sardegna, ha anche un centro didattico. Qui da marzo a ottobre si possono ammirare specie di farfalle rare ed endemiche dell’isola, mentre si nutrono del nettare dei fiori o mentre impollinano le piante. Grazie alla specificità botanica della zona, delle 54 specie diurne della Sardegna qui se ne trovano alcune uniche come l’esperide sardo-corsa, il macaone, la pieride, la vanessa sarda e la ninfalide.
Ma la foresta del Limbara Sud offre molte altre possibilità di escursioni. Come gli 80 ettari dell’arboreto mediterraneo, un’oasi di vegetazione che raccoglie e colleziona specie arboree provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo. Una zona da attraversare seguendo percorsi scientifici e didattici che permettono di passare in pochi ettari dalla macchia tipica della Corsica a quella anatolica e dell’Africa settentrionale. Non distante, in località Seritti, si può andare a visitare il centro di ripopolamento di daini e mufloni gestito dall’Ente foreste della Sardegna, il cui centro aziendale dista solo tre chilometri dal centro storico di Berchidda.
Un ottimo momento per andare da queste parti è in agosto, quanto si tiene Time in jazz, il festival organizzato dal trombettista Paolo Fresu, che a Berchidda è nato e ha iniziato a suonare. Una settimana di concerti che debordano dalla piazza del Popolo fino a invadere tutto il territorio, dalle foreste alle chiese romaniche, fino al suggestivo concerto mattutino che si tiene sul Limbara, mentre il sole sale timido dal mare. A due passi da Berchidda si trova anche il lago di Coghinas, un bacino artificiale creato durante il fascismo nel 1927 incanalando le acque del rio Mannu di Berchidda e del rio Mannu di Ozieri. Oramai il lago ha creato un suo ecosistema che ha una certa importanza naturalistica e anche turistica. Sulle sue acque, che una volta uscite dalla diga contribuiscono a formare il fiume Coghinas che un centinaio di chilometri dopo sfocia nel golfo dell’Asinara, si pratica canottaggio e pesca sportiva. Ma c’è anche un centro velico, dove mettersi alla prova. E non lontano merita una visita la chiesa di Nostra Signora di Castro, una costruzione romanica in trachite rosa con un bel campanile a vela. Rappresenta il luogo ideale per guardare il lago, le colline mosse dai vigneti, il profilo del Limbara: e pensare che dopotutto questa Sardegna senza mare non è per nulla male. No, no.
Info pratiche
DORMIRE E MANGIARE
Per godere al massimo della natura meglio fermarsi in un agriturismo. Tra i tanti della zona provate Li Licci a Calangianus (tel. 079.665114; web), un’azienda gestita da una signora inglese oramai divenuta sarda; doppia da 60 €. Più lontano il b&b Lu Pastruccialeddu, ad Arzachena (tel. 0789.81777; web), stazzo immerso in 57 ettari di campagna. Se volete rimanere più vicini alle pendici del Limbara a Berchidda si può provare al Sos Chelvos (tel. 079.704935), tre stelle con doppia da 70 €; oppure al due stelle Nuovo Limbara (tel. 079.704165). Sul lago Coghinas ci si può fermare alla Villa del lago Coghinas, a Oschiri, da 40 € a testa (web). Sul Limbara, a quota 1086 metri, si trova l’albergo Vallicciola (tel. 079.631736; web); doppia da 60 € .
ALTRE INFO
Per raggiungere la foresta demaniale del Limbara Sud si percorre la statale 597 Sassari-Olbia oppure la provinciale 62. L’ingresso alla foresta demaniale dista circa tre chilometri dal centro abitato di Berchidda, basta seguire le indicazioni per l’ufficio forestale. Informazioni sulle visite e le attività si possono chiedere qui (tel. 079.704917) oppure consultando il sito. Per escursioni accompagnate sul Limbara si può chiedere a Camminalimbara, un centro di educazione ambientale con sede a Tempio (tel. 079.670704; web). New kayak organizza escursioni in canoa sul lago Coghinas e discese del fiume omonimo, con servizio di trasporto e noleggio (tel. 338.1258403; web). Per il festival jazz di Berchidda, che si tiene in agosto, si può visitare il sito dell’associazione culturale Time in jazz, che tra l’altro gestisce anche il progetto Semida: web. Sempre a Berchidda vale la pena fare un salto alla bella cantina sociale del Giogantinu (via Milano 30, tel. 079.704163; web) per comprare vermentino di Gallura e Colli del Limbara igt. Per informazioni generali sulla provincia di Olbia- Tempio, web.
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Informazioni
- Pubblicato il: 02 luglio 2010
- Autore: Tino Mantarro
- Sezione: Qui Touring Speciale
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