Piacevoli fatiche a Bolsena in bicicletta
La soddisfazione maggiore sarebbe farlo tutto. Circumnavigare l’intero lago, da Bolsena a Bolsena: 53 chilometri di pedalate non troppo ardue. Anche se, invero, a non essere ben allenati diventa un po’ lungo. E va bene che l’unica asperità sono i duecento metri di dislivello per salire a Montefiascone. Però sono sempre 53 chilometri. Per convincere i meno grintosi tocca trovare qualche motivazione ulteriore che la semplice soddisfazione sportiva. Per esempio si può raccontare che il lago di Bolsena con i suoi 114 chilometri quadrati è più grande lago vulcanico d’Europa. E spiegare che è rimasto miracolosamente libero da insediamenti industriali e poco abitato, il che rende le sue acque pescose e balneabili, e la passeggiata particolarmente verde, visto che tutta la sponda occidentale è rimasta praticamente sgombra da insediamenti e dunque da Capodimonte a Bolsena si procede su sterrati che si snodano tra oliveti, boschetti e salici che crescono tra i canneti, a pelo d’acqua. Se la natura non attira, si può sempre aggiungere che, intorno al lago di Bolsena, la Tuscia è incredibilmente ricca di occasioni per coniugare bicicletta e buona tavola. Una prospettiva che di solito riesce a mettere in sella anche i più riottosi.
Così, una volta convinti gli ultimi indecisi che dopo la fatica ci sarà il meritato ristoro, il percorso può iniziare a Bolsena, comune Bandiera arancione Tci, con un bel nucleo medievale che merita una visita prima della partenza. Si inizia sfruttando la ciclabile cittadina e ci si immette sulla Cassia. Le prime salite, semplici e costanti, possono essere intermezzate da una piccola sosta della memoria al cimitero militare dei caduti del Commonwealth, dove sono seppelliti inglesi, australiani, neozelandesi e quant’altri tra gli Alleati contribuirono alla Liberazione. Poi inizia la salita, quella vera. Arrivare a Montefiascone è il tratto più duro del percorso, l’ascesa è abbastanza ripida e la si affronta sull’asfalto della Cassia, l’antica strada consolare che collegava Roma con Firenze. Ma la meta vale lo sforzo relativo. Una volta in alto si gode di una grandiosa vista su tutto il lago: con lo sguardo si percorre tutta la caldera di quello che un tempo era un vulcano attivo. E poi, in paese, oltre a visitare il Duomo e i resti della rocca dei Papi, si può fare tappa all’Enoteca provinciale della Tuscia viterbese, dove assaggiare le produzioni di 35 aziende vinicole della zona. Da qui si ridiscende verso il lago, pedalando tra campi e boschi di castagni fino ad arrivare alla spiaggia scura di Montefiascone. Oltre, il piccolo borgo di Marta con il suo porticciolo è davvero a un colpo di pedale.
Pedalate e altre feste
Qui si potrebbe provare a cambiare tutto e sperimentare un fuori programma piuttosto nteressante. Per esempio si potrebbe prendere una canoa e pagaiando fare rotta sulle due isole al centro del lago. Si chiamano Bisentina e Martana, formalmente sono private. Però si possono circumnavigare liberamente in canoa e visitare. Una, la Bisentina, è ricca di boschi e giardini, ma è più lontana dalla riva. Una volta che vi si approda, si può provare a visitare la chiesa rinascimentale dei Ss. Giacomo e Cristoforo, con l’annesso convento francescano. L’altra, la Martana, è più semplice da raggiungere. Oggi è disabitata, ma in epoca altomedievale fu teatro del misterioso assassinio di Amalasunta, la regina dei Goti uccisa nel 535. Oppure si potrebbe decidere che se ne ha abbastanza del lago e fare rotta decisa verso il mare. Così da Marta si imbocca l’itinerario ciclabile (ma volendo lo si può percorrere anche a cavallo, o a piedi) che costeggia il corso del fiume Marta – l’unico emissario del lago di Bolsena – fino a Tarquinia e al Tirreno. Per arrivare al litorale sono altri 32 chilometri, ma la meta promessa è un bagno ristoratore. Se invece la prospettiva di ulteriori chilometri non vi alletta, allora poteve fermarvi qui a Marta e cercare una delle tante feste che tra luglio e dicembre si svolgono nei comuni della zona. Feste dedicate al vino, alle castagne, all’olio e agli altri prodotti della Tuscia. Feste che si coniugano con gli itinerari enogastronomici e culturali della zona. Altrimenti non rimane che continuare nella pedalata, del resto si è solo a metà del lago. Dopo poco si raggiunge Capodimonte, con il suo porticciolo raccolto e il piacevole lungolago che la fanno sembrare quasi una località balneare. Di qui, oltre il promontorio di Bisenzio che rappresenta l’ultima piccola fatica quanto ad altimetria, inizia la parte più incontaminata del percorso, toccando la chiesetta di S. Magno e attraversando il bosco poco lontano, dove pare un tempo si rifugiassero i briganti. Oltre si ritrova la Cassia e in breve si ritorna a Bolsena. Stanchi, certo, ma soddisfatti.
Info pratiche
DORMIRE
A Marta, confortevole l’agriturismo La Cannara (tel. 0761.872121; web) con un idilliaco giardino botanico; doppia da 80 €. A Bolsena, l’elegante agriturismo Riserva Montebello (tel. 0761.798965; web), antico casale con stanze da cui si gode un’ottima vista del lago. Doppia 95 €. Molti agriturismi in zona noleggiano biciclette.
MANGIARE
A Bolsena da provare la trattoria da Picchietto (via Porta Fiorentina 17, tel. 0761.799158), che serve ottimo pesce di lago, tra cui coregone grigliato. Pesce anche da Otello, a Marta, sul lago (via Laertina 5, tel. 0761.871627). A Montefiascone, per cucina tipica a buon prezzo, Dante (via Nazionale 2, tel. 0761.826012).
ALTRE INFO
L’Apt Tuscia copre tutta la provincia di Viterbo e ha sede al palazzo Doria Pamphilj in piazza dell’Oratorio a San Martino al Cimino; tel. 0761.291000; web. L’Enoteca provinciale della Tuscia è nella rocca dei Papi di Montefiascone (tel. 328.0119293).
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Informazioni
- Pubblicato il: 02 luglio 2010
- Autore: Tino Mantarro
- Sezione: Qui Touring Speciale
Commenti
Non mi posso considerare un buon pedalatore, però mi appassiona sempre sentire parlare del lago di Bolsena e del suo territorio circostante, visto che da oltre 20 anni, causa una scarsa disponibilità di posti nei campeggi dell'Argentario ho deciso di far rotta verso questi luoghi dove ritorno ogni anno per brevi vacanze. Il percorso citato nell'articolo è stato da me eseguito più volte in auto, assieme alla moglie (a volte anche con i figli ed amici a cui ho voluto far partecipe della conoscenza di quei posti). A Bolsena ho finito per diventare gradito ospite (ed anche amico) di un hotel a conduzione familiare (hotel Nazionale) e trovare chi offre l'acquisto di olio extra vergine di oliva molto buono e leggero da far invidia ai migliori olii italiani. Ho notato che questo territorio è molto visitato da turisti stranieri (olandesi, tedeschi ed austriaci) e poco dai turisti italiani (se si eccettua il mese di agosto con l'arrivo di romani). Dopo tutto mi posso considerare anch'io un turista un pò anomalo per aver preferito questi luoghi alle famose spiagge romagnole, visto che abito a Forli. Ma tutto questo, per chi ama andare alla richerca di un ambiente abbastaza tutelato e non oneroso, con dei contatti umani non artefatti ma arricchenti in ogni aspetto, finisce per essere una scelta ben fatta. Peccato solo per l'aspetto che considero negativo cioè per la scadente viabilità, che mi costringe ad utilizzare la E45 una superstrada da sempre martoriata da lavori infiniti.
09/09/2010 19:02gabrici02