Nel Sud del Lazio, fra abbazie e vestigia romane
Ad Anagni continuano a volare schiaffi. Ma di bellezza. La cittadina in provincia di Frosinone affacciata sulla valle del Sacco, passata alla storia per il presunto ceffone dato da Sciarra Colonna a Papa Bonifacio VIII il 7 settembre del 1303, custodisce infatti piccoli, ma autentici capolavori d’arte. Oltre al bel palazzo costruito da Gregorio IX dove avvenne l’oltraggio al Pontefice, ora trasformato in museo con reperti archeologici della zona, da non perdere piazza Bonifacio VIII. Un’occhiata in su alla statua del nemico di Dante, prigioniera della sua ieraticità dall’alto del fianco sinistro di S. Maria, e una visita in giù, nella cripta della cattedrale. Se la costruzione è già di per sé uno dei maggiori esempi di romanico dell’Italia centrale, la cripta, a tre navate e tre absidi, lascia senza fiato. Un tripudio di affreschi, un horror vacui che porta nel XIII secolo i tre autori a ricoprire fittamente pareti e volte, colonne e capitelli con fiori, uccelli, conchiglie e storie veterotestamentarie, come quella delle Traslazioni di S. Magno o il ciclo di S. Secondina.
Dopo le cripte i luoghi più suggestivi dell’architettura sacra sono sicuramente i chiostri dei monasteri. Se Montecassino, nonostante le distruzioni della seconda guerra mondiale, articolata intorno a tre grandiosi chiostri comunicanti aperti su una splendida vista, rappresenta la Chiesa trionfante, i due complessi intrisi di spiritualità di Valvisciolo e Fossanova suggeriscono un maggiore senso di intimità e raccoglimento. Fossanova, prima costruzione italiana di tipo cistercense, fu fondata dai benedettini nel IX secolo. Affidata oggi a una comunità di frati conventuali minori, ospita anche la cappella dove nel 1274 morì Tommaso d’Aquino. Un grande rosone domina la facciata della chiesa a tre navate. L’abbazia vanta un chiostro rettangolare su cui si aprono più ambienti come il refettorio e la sala capitolare. Un’altra abbazia, Valvisciolo, un altro chiostro. Eretta nell’VIII secolo da monaci greci lungo la Via Appia, ricostruita in forme gotico-cistercensi, dedicata ai Ss. Pietro e Paolo, è a tre navate e vanta nella facciata un rosone con croce che rimanda ai Templari. Duecentesco il chiostro, ornato da esili colonnine binate con bei capitelli.
Un tour nel Lazio non può però non tener conto delle vestigia romane. Sempre nella provincia di Frosinone, passata Fiuggi, con le sue acque termali, su un’altura alle propaggini dei monti Erici, ecco Veroli. Le sue case medievali, il borgo di S. Leucio, le mura a secco e le chiese, fra cui la basilica di S. Salome con la Scala Santa. Nel cortile di casa Reali sono murati i celebri Fasti veruliani, esempio di calendario di età augustea scolpito in marmo. Ancora resti romani, ancora un borgo arroccato su un colle, che domina il fiume Sacco, chiuso in una poderosa cinta muraria: Ferentino. Sull’acropoli si ergono il Duomo romanico e il Palazzo vescovile duecentesco. Imperdibili S. Maria Maggiore, del 1150, e il mercato romano: un vasto ambiente con cinque arcate e volta a botte incuneato nelle sostruzioni dell’acropoli. Ultima tappa Palestrina (Rm) che, oltre alle grandiose rovine del santuario della Fortuna Primigenia, ospita il Museo archeologico di Palazzo Barberini, con il capolavoro dell’arte musiva romana, il sontuoso mosaico dell’inondazione del Nilo.
Gli indirizzi
Hotel ristorante Al boschetto, Cassino. A pochi chilometri dall’abbazia, ottima cucina e 82 camere in un’atmosfera molto cordiale. Tel. 0776.39131.
Hotel Grotta di Tiberio, Sperlonga. Moderna, lussuosa struttura, con 28 camere, arredata con opere d’arte contemporanea. Tel. 0771.548137.
Hotel Italia, Fiuggi Fonte. A pochi km dal centro, con ristorante. Camere moderne e confortevoli. Tel. 0775.515380; sconto 15% soci Tci.
Palazzo Filonardi, Veroli. Hotel d’atmosfera in un monastero del Seicento. Ristorante. Dispone anche di due stanze per portatori di handicap. Tel. 0775.237135.
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Informazioni
- Pubblicato il: 01 giugno 2010
- Autore: Isabella Brega
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