Itinerari/Mugello
Il nome antico era più bello: regia strada postale bolognese. Quello moderno è un semplice ex strada statale 65 del passo della Futa, che è sempre meglio dell’attuale, declassato, strada regionale 65. Ma il compito alla fine è sempre quello: unire il capoluogo dell’Emilia con Firenze attaversando il Mugello lungo una strada affascinante e ricca di sorprese. Fino agli anni Sessanta la Futa era un trafficato passo appenninico, poi hanno aperto l’autostrada, il tratto Sasso Marconi-Barberino del Mugello, incubo dei radiogiornalisti di Onda Verde, e tutto è cambiato. Oggi la ex statale 65 diventa il piacevole filo conduttore di un fine settimana nel Mugello. Per amore della geografia, ma soprattutto della storia, la partenza di questo itinerario è alla dogana di Filigare, fatta costruire a metà Settecento dal granduca Pietro Leopoldo per riscuotere i dazi sulle merci. Qualche chilometro in salita e si arriva sul passo della Raticosa, 968 metri d’altitudine. Qui non c’è altro che un trivio ventoso e neanche troppo panoramico dove i motociclisti si fermano per una foto e per un cordiale al bar del passo. Poco oltre, giusto una decina di chilometri, è d’obbligo fermarsi all’ultima trattoria di Traversa, una piccola frazione lungo la strada, per immergersi da subito nella cucina e nell’enologia toscana. È uno di quei posti che da soli valgono la gita: l’oste disponibile alla chiacchiera, il menu scritto sulla parete esterna, il rosso servito a calici e, se la cucina è chiusa, panini imbottiti generosi e saporiti. Dopo una ragionevole mezz’ora di siesta, si scende e si risale fino alla Futa vera e propria, a quota 903 metri. E la vista da sola merita il viaggio. Oltre al consueto albergo da passo alpino, non distante dal valico c’è il cimitero di guerra tedesco: 32mila lapidi che si affacciano sul Mugello, il più grande camposanto italiano di soldati della Wehrmacht. Così, con qualche faccia impressa nella memoria e la testa tra i pensieri, si ridiscende verso Barberino.
Affrontando i tornanti che declinano e guardando in basso, il paesaggio si apre e si addolcisce, come i pensieri. Si percorre il corso del Sieve e il panorama si appiattisce. Giusto a qualche chilometro dallo svincolo autostradale di Barberino, dove la sr 65 incrocia l’A1, c’è il moderno centro di attrazione di queste zone: l’Outlet con i negozi di vestiti di marca e le distese di parcheggi immancabilmente pieni. Qui si fermano i bus dei turisti in gita da Firenze e spesso non vanno oltre. Peccato. Perché a un passo il lago artificiale del Bilancino ha sì cambiato un po’ il paesaggio, ma in primavera diviene un posto piacevole per passeggiare e provare tutti i tipi di sport acquatici. Qualche chilometro a valle da non perdere la villa di Cafaggiolo, abitazione castello edificata nel 1451 per volere di Cosimo il Vecchio dei Medici, che non per nulla erano originari di queste parti. Sul lago, invece, l’oasi naturalistica di Gabbianello, gestita dal Wwf, rappresenta un rifugio sicuro. Perché oltre, andando verso Firenze, il paesaggio si fa più antropizzato e il bello del Mugello forse un po’ scompare. Allora conviene fermarsi a San Piero a Sieve prima di andare troppo oltre. Campi arati, colline dolci, boschetti di castagni ne fanno un Chianti meno da cartolina e più verace. Vista la pieve romanica di S. Piero conviene cambiare direzione e risalire verso Scarperia, il paese dei coltelli. Prima, lungo la ss 503 ci sta una tappa meditativa al convento di Bosco ai frati, fondato dai monaci greci nel VII secolo ed ereditato dai francescani nell’XI. Qui dal Quattrocento i maestri coltellinai producono i migliori coltelli della Toscana, come testimonia il Museo dei ferri taglienti. Non distante dal centro, dove spicca il sontuoso palazzo dei Vicari, l’autodromo del Mugello. Ma quello è davvero un altro andare.
Info pratiche
Dormire e mangiare
Per pernottare, hotel Il cavallo (viale della Repubblica 7, Barberino del Mugello, tel. 055.8418144) oppure hotel Ebe (via Le Mozzette 1A, San Piero a Sieve, tel. 055.84819); ci si può rivolgere anche a Rifugi del Mugello e a Terre di Mugello, associazione al femminile di b&b e agriturismo nel Mugello. Pranzi alla trattoria Bibo (via Traversa 472, località Traversa, Firenzuola, tel. 055.815231).
Altre info
L’Ufficio promozione turistica Mugello si trova in via Togliatti 45 a Borgo San Lorenzo (tel. 055.84527186). Per prenotare la visita al convento Bosco ai frati (ss 503, quattro chilometri oltre il bivio) si deve chiamare il tel. 055.848111. L’oasi naturalistica Wwf di Gabbianello (tel. 055.5535003) è aperta sabato e domenica tranne nei mesi estivi.
Lascia un tuo contributo a questo articolo. In questa sezione i commenti saranno moderati prima della pubblicazione. Grazie.
Informazioni
- Pubblicato il: 21 maggio 2010
- Autore: Tino Mantarro
- Sezione: Qui Touring Speciale
Commenti
Nessun commento è stato ancora inserito per questo articolo.