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Primo bilancio per il Salone veronese, fra cifre in crescita e novità bio

Vino, orgoglio made in Italy

9 Aprile 2014

Chiude oggi i battenti a VeronaFiere Vinitaly 2014, il più importante Salone internazionale dedicato a vini e distillati, un comparto che in Italia vale oltre 12 miliardi di euro e impiega 1,2 milioni di addetti.
I dati sono confortanti: il vino italiano non conosce crisi. Nel 2013 per la prima volta le vendite oltre confine hanno superato il tetto dei 5 miliardi di euro, con un +7,3% sull'anno precedente che vale il primato per l'export di produzioni alimentari. Due i mercati principali: Usa e Germania. Crescita a due cifre per il Regno Unito, la Svezia e la Russia, cala invece la Cina.
Anche il primo trimestre 2014 è positivo: prendendo in esame un campione di trenta realtà enologiche più importanti d’Italia (il 15% del fatturato complessivo), le vendite sono in crescita per l’88% delle cantine.

«Il vino è stato e sarà anche in futuro un grande ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione» ha dichiarato Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, intervenendo all’inaugurazione del salone. Vinitaly è stata inoltre incaricata della realizzazione e gestione del Padiglione del Vino per Expo Milano 2015. Il Padiglione si svilupperà su 2.000 metri quadrati nella piazza centrale dell’intera area Expo, dove godrà della massima visibilità.

In questo scenario stupisce la scelta "commerciale" di dare spazio e visibilità mediatica (soprattutto la seconda) ai vini internazionali, per una rassegna che fin dal nome celebra il made in Italy. Salutiamo invece in modo molto positivo altri due spazi "collaterali" come la Rassegna internazionale dell'agroalimentare di qualità, nel padiglione Sol & Agrifood, che all'insegna di "nonsolovino" ha visto presenti olio, birra e food; e il padiglione Vinitalybio, Uno spazio espositivo importante dedicato al vino biologico certificato in un momento in cui questa nicchia produttiva sta crescendo esponenzialmente in Italia, occupando il 7% dei vigneti nazionali (57 mila ettari).
Anche molti produttori tradizionali hanno incrementato la produzione in questa direzione: tra gli altri, la marchigiana Moncaro ha presentato infatti Atavico, in bianco (verdicchio dei Castelli di Jesi doc superiore) e in rosso (rosso piceno doc superiore) completamente senza solfiti; e una interessante novità, la birra artigianale al verdicchio. E sempre parlando di birra, fra le novità del Vinitaly abbiamo registrato quella a base di riso presentata da gliAironi, azienda del Vercellese.

Fra i tanti bicchieri degustati, una segnalazione di merito per tre bianchi: il Grechetto dei Colli Martani 2013 biologico della cantina Antonelli di Montefalco, il Taersia igt Salento, interessante esperimento di negramaro vinificato in bianco da Duca Carlo Guarini, il Terre bianche di Sella&Mosca, un torbato (antico vitigno autoctono recuperato) Alghero doc. Profumati, equilibrati, estremamente piacevoli al naso e al palato.

Sul fronte di rossi, pollice su per Prova d'autore, blend di sagrantino, montepulciano e sangiovese della giovane cantina umbra Roccafiore, per Dattilo, galoppo in purezza - igt Val di Neto dell'azienda agricola calabrese Ceraudo, e per il Botticino 2009, doc bresciana, invecchiato 18 mesi a mille metri di profondità, in miniera.