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La seconda tappa del Vento Bici Tour 2014. In diretta dai protagonisti

Vento. Giorno 2. Da Trino a Pavia

di 
Paolo Pileri
9 Giugno 2014

Giornata movimentata per VENTO Bici Tour 2014. Ben tre tappe in un sol giorno. Iniziamo dalla mattina: Trino-Casale Monferrato. Dopo aver imboccato alle 8 del mattino il margine del Po a Trino - ovviamente sterrato - comincia il valzer delle lepri. Da ogni dove sbucano e rallegrano la pedalata. Ma l'allegria svanisce presto, quando il margine improvvisamente si riduce ad una strisciolina. Accidenti, la via di Vento è segnata e da un anno all'altro il paesaggio del Po cambia. Vuoi il fiume, vuoi l'agricoltura, vuoi l'uomo con la mania di mettere sbarre invalicabili per le bici: ci si perde in quattro e quattr'otto. In qualche modo arriviamo a Casale.

L'associazione ciclistica Fabrizi ci accoglie a Casale Monferrato per un rapido giro che percorre il Lungo Po, appena riconquistato e risistemato grazie anche al lavoro del parco del Po e dell'Orba, come ci spiega Dario Zocco, il direttore amico di Vento. I cittadini di Casale hanno ripreso a passeggiare lungo il Po, felici. Speriamo possano andare presto anche in bici.

Raggiungiamo Valenza dopo aver pedalato di nuovo sull'argine del nostro Po. Di nuovo paesaggi agrari splendidi. Di nuovo castelli, ville, cascine. Di nuovo i segreti del paesaggio più bello. Valenza è città dell'oro ma oggi crediamo che il suo oro più grande sia il paesaggio che la contiene e il fatto di trovarsi nel bel mezzo di Vento. Ci viene incontro la Fiab Monferrato e lo storico Club del pedale di Valenza (40 anni!!!). Oltre ad un mitico hand-biker. Tutti convinti che Vento puo portare del nuovo nel futuro di Valenza.

La sera siamo a Pavia, allo storico orto botanico che il direttore Francesco Sartori, uomo di immensa cultura botanica e simpatia, ha messo disposizione di Vento. In pochi minuti arrivano i rappresentanti del parco del Ticino, della provincia di Pavia, del corpo forestale, Albano Marcarini (autore di itinerari slow nel paesaggio) e Giuseppe Bogliani, zoologo esperto di Po da sempre. Tutti si lasciano andare ad una medesima speranza: vedere rinascere il Po grazie al ritorno della gente in bici o a piedi o a cavallo, strappandolo dall'isolamento in cui oggi si trova a causa della miopia comuni fino ad oggi é stato governato e inserito nell'agenda politica.

La lezione di oggi è semplice e la domanda a questo punto è: "che cosa aspetta il governo a realizzare quest'opera grande?" Una domanda che sabato, a Ferrara, Vento girerà al ministro Dario Franceschini che, ne siamo certi, avrà una risposta. A domani per una lunga tappa, la Pavia-Somaglia-Piacenza.