Anche noi sosteniamo la manifestazione indetta da #salvaciclisti e sosteniamo il comitato nato sul web. Che chiede più sicurezza sulle strade, ma non solo

Veni, vidi, bici: anche con il Tci

di 
Luca Bonora
23 Aprile 2012

Anche il Touring aderisce alla manifestazione organizzata il 28 aprile a Roma da #salvaiciclisti, movimento popolare spontaneo nato in rete per chiedere alla politica maggior sicurezza per i ciclisti sulle strade. I dati sono infatti impressionanti: negli ultimi 10 anni, i morti sono stati 2.556.


#salvaiciclisti chiede tra l’altro l’istituzione di “Zone 30” (ovvero con velocità limitata a 30 chilometri orari) in ambito urbano, la costruzione di strutture atte a favorire la ciclabilità nelle città, il monitoraggio e ripensamento delle strade e degli incroci più pericolosi e, a livello locale, maggiore impegno per contrastare il fenomeno della sosta selvaggia. A oggi hanno risposto favorevolmente all’appello, tra gli altri, i sindaci di Torino, Milano, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Roma, Ferrara, Napoli.


 


Punto di partenza del movimento è stata l’iniziativa Cities fit for cyclists del Times (la manifestazione italiana sarà contemporanea a una londinese) e un manifesto in 8 punti ripreso da numerosi blogger italiani, soprattutto su Twitter, sotto il nome di #salvaiciclisti. Oltre 15.000 persone hanno già aderito alla campagna attraverso il gruppo su Facebook, tra cui anche Lorenzo Jovanotti, Margherita Hack, Marc Augé, Susanna Tamaro.


Voglio liberarmi dal traffico, smettere di essere ostaggio del prezzo della benzina, più spazio per vivere, città a misura di bicicletta. Gli slogan della campagna e della manifestazione riassumono alcuni temi che il Tci, nato come associazione cicloturistica, ha più volte ripreso e riaffermato negli ultimi mesi, in particolare con il decalogo del cicloturista.



La manifestazione romana del 28 aprile,
con partenza alle 15 dai Fori Imperiali,
vuole essere proprio un modo per ribadire queste esigenze e per rendere visibile un movimento finora confrontatosi solo sul web. Per il Tci è quindi naturale e doveroso aderire: anche noi diciamo, con #salvaciclisti, che è ora di cambiare strada.