L'isola di Santo Stefano, a poco più di due chilometri da quella di Ventotene, è da molto tempo un'isola deserta. Sui suoi 27 ettari c'è solo una struttura: ma una struttura di quelle grandi, possenti, affascinanti nella loro storia e nella loro architettura. Perché l'ex carcere che troneggia sulle acque del mar Tirreno, al largo di Lazio e Campania, è bellissimo: un edificio circolare con 99 celle, somigliante più a un anfiteatro che a una prigione, fatto costruire nel periodo borbonico (circa 1794–95) da Ferdinando IV e in uso fino al 1965.

Dal 1965 il carcere è disabitato e lasciato a intemperie e a ricordi: tra le sue celle, confinati in un'isola ancor più isolata di Pianosa o dell'Asinara, furono prigionieri personaggi cui è stata dedicata più di una via, di un libro, di una canzone: lo scrittore Luigi Settembrini, il brigante Carmine Crocco, gli anarchici Gaetano Bresci e Giuseppe Mariani; il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini; i banditi Sante Pollastri (la ricordate, la canzone di De Gregori, Il bandito e il campione?), Ezio Barbieri e Benito Lucidi, l'unico a riuscire ad evadere, nel 1960. 

LA VISITA DI STATO E L'INAUGURAZIONE
Oggi, 2 agosto, Santo Stefano è tornata agli onori delle cronache. E forse qualcosa a inizia a muoversi, per la difficile opera di riqualificazione del carcere e di tutta l'isola. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo, Dario Franceschini, e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi hanno inaugurato vicino al carcere un’elisuperficie, prima tappa del percorso di recupero, restauro e di restituzione alla pubblica fruizione dell'ex carcere, già finanziato con 70 milioni nella delibera Cipe del maggio 2016.
“Grazie alla elisuperficie inaugurata oggi a Santo Stefano e realizzata in poco più di 3 mesi dal genio ingegneristico e militare dell’Agenzia del Demanio e del Ministero della Difesa, sarà possibile raggiungere l’isola per realizzare gli interventi di restauro e valorizzazione dell’ex carcere" ha spiegato Maria Elena Boschi. "Un nuovo inizio per questo luogo meraviglioso e ricco di storia, reso possibile grazie ai 70 milioni stanziati per il progetto di riqualificazione. Il MiBACT, assieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Regione Lazio e al Comune di Ventotene riporterà alla vita un luogo che è un simbolo di futuro per intere generazioni di europei: da questo carcere, infatti, Altiero Spinelli immaginò il progetto di un’Europa libera e unita. Non c’è modo migliore per portare avanti e onorare quegli stessi ideali che trasformare un luogo di prigionia e desolazione in un centro di studio, formazione e confronto per i giovani di tutta Europa”.

“L’incontro di oggi nell’ex carcere di Santo Stefano"  ha dichiarato il ministro Franceschini "segna la prima tappa del percorso di recupero di un luogo di grande bellezza e ricco di valori simbolici. Il progetto era stato annunciato dal governo a gennaio 2016, nella visita a Ventotene, del presidente Renzi,  e ribadito alla presenza di Hollande e Merkel lo scorso anno. Il recupero dell’ex carcere borbonico sito sull’isola di Santo Stefano rappresenta una sfida difficile e complessa per il Paese che vinceremo in un tempo quanto più breve si possa pensare”.

Speriamo che davvero questo sia il primo passo perché Santo Stefano torni a una nuova vita.