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Il progetto dell'Anas per la riqualificazione degli storici immobili. Obiettivo: il turismo sostenibile

Una nuova vita per le case cantoniere

di 
Clelia Arduini
16 Dicembre 2015
 
Una bella idea parte dall’Anas: riqualificare una parte delle case cantoniere di sua proprietà e predisporle al turismo sostenibile, quello che non corre e si ferma ad annusare i boschi, le strade secondarie, il territorio, i borghi nascosti dietro le colline.
Si, proprio quelle case color rosso pompeiano disseminate dal nord a sud del Paese, istituite 185 anni fa con Regio decreto del re di Sardegna Carlo Felice, insieme alla figura del Cantoniere il cui compito era quello di curare il “cantone”, cioè un tratto di strada di 3-4 km, che gli era stato assegnato.


Un patrimonio edilizio di grande valore storico, che conta oggi 1244 edifici (607 sono utilizzate a vario titolo), di cui almeno il 10 per cento ad alto potenziale turistico. Secondo Anas, Mibact, Mit e Agenzia del Demanio – che per mano dei rispettivi responsabili hanno firmato un accordo di collaborazione - oltre 150 case cantoniere potrebbero essere trasformate in strutture ricettive con una qualità e un costo standard e diventare un originale brand utile a promuovere sui mercati internazionali quelle parti di territorio italiano ricche di storia e natura, che però rimangono nel cono d’ombra dei flussi turistici.



LA RISTRUTTURAZIONE
Si parte con le prime 30 case, che Anas sta individuando tra quelle che si trovano in prossimità di circuiti culturali, turistici e di mobilità dolce quali l’Alta Lombardia, la Via Francigena e il tracciato dell’Appia antica e il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi). Sarà poi sua cura investire nella loro ristrutturazione.
Il futuro delle case rosso pompeiano potrebbe dunque avere la forma di un ostello, un rifugio, un agriturismo, ma anche di un info point turistico, un centro relax, un corner per promuovere le eccellenze gastronomiche e artigianali del territorio, una stazione per affittare bici, scooter e attrezzature da sci. E la gestione dei singoli edifici potrebbe essere occasione di lavoro per giovani imprenditori selezionati sulla base delle capacità e dei progetti.

 
I FARI E LE BICI
L’operazione dell’Anas fa coppia, pur se con diverse modalità, con quella del recupero dei fari costieri, che l’Agenzia del Demanio sta portando avanti da un anno attraverso la formula della concessione, e si sposa bene anche con i progetti di recupero delle ferrovie storiche e degli spazi cittadini, come a Roma il Grab, il Grande raccordo anulare delle bici, curato anche dal TCI. Progetti di cura e manutenzione del Paese, troppo a lungo soffocato da politiche poco lungimiranti, che hanno soffocato la vera vocazione dell’Italia, culla dell’arte e giardino d’Europa, che si deve esprimere con un turismo morbido e slow, attento all’accoglienza, all’ambiente e rispettoso delle comunità locali.
 
Abbiamo perso troppo tempo su questo terreno, ma come si dice, non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta.

Info: casecantoniere.it