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Nel settembre del 1913 sorgeva la capanna Marco e Rosa

Una mostra fotografica per i 100 anni del rifugio sul Bernina

di 
Piero Carlesi
24 Settembre 2013

Il Pizzo Bernina (4049 m) è una delle montagne simbolo delle Alpi Centrali: chiude la Valmalenco, sul filo del confine con la Svizzera. Per agevolare la salita degli alpinisti già cento anni fa si costruì un rifugio, quello che ancor oggi è più noto come Capanna Marco e Rosa a 3596 m di quota, alla Forcola di Cresta Güzza. Il rifugio fu dedicato a due benefattori, Marco e Rosa De Marchi, notissimi per i lasciti che fecero a tante istituzioni. Marco De Marchi, studioso naturalista e mecenate promosse svariati studi scientifici e alla sua morte donò allo Stato fra l'altro l'istituto di idrobiologia di Pallanza,(Vb),  la villa Monastero a Bellano (Lc), il Museo del Risorgimento di Milano, ecc. Tra i vari lasciti e donazioni anche i fondi per costruire il rifugio sul Bernina che poi prese il nome suo e di sua moglie Rosa.



Per celebrare il centenario, oltre agli eventi già realizzati questa estate dalla Sezione di Sondrio del Club Alpino, che detiene la proprietà del rifugio, è stata allestita a Milano una mostra fotografica, aperta dal 25 settembre, ma che sarà presentata il 28 settembre alle ore 18, al Palazzo delle Stelline, in corso Magenta 59. Nel corso dell'evento del 28 settembre sarà illustrato anche il corrispondente volume storico-commemorativo firmato da Giuseppe Miotti.



La mostra è interamente basata sulle immagini scattate da Alfredo Corti (Tresivio, 1880 – Roma, 1973), grande naturalista, appassionato alpinista e infaticabile fotografo, promotore della costruzione della Capanna Marco e Rosa. Corti documentò i lavori della sua ardita costruzione, la sua inaugurazione il 13 Settembre 1913 e le successive vicende della capanna, le attività alpinistiche che interessavano le cime del Gruppo del Bernina.

Le immagini scelte tra quelle che compongono l’amplissimo “Archivio Corti”, di cui la Sezione Valtellinese sta curando il riordino, la conservazione e la fruizione, si concentrano proprio sulla capanna e sulle cime circostanti, e si concludono con una immagine moderna, l’unica a colori, che documenta la sopravvivenza centenaria dell’originaria capanna accanto al nuovissimo Rifugio, inaugurato il 13 Luglio 2003 con l’intitolazione aggiuntiva alla memoria di Agostino Rocca.


La mostra resterà aperta fino al 25 ottobre con i seguenti orari: da lunedì a venerdì ore 9-19; sabato ore 9-12. Domenica chiuso