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Vicino a Lugano, in Svizzera

Una mostra apre le porte di una villa abbandonata

di 
Barbara Gallucci
25 Ottobre 2013

L'arte della memoria. Questo il titolo del progetto culturale ideato da Carlotta Zarattini, e curato in collaborazione con Giacomo Grandini, che apre le porte di una grande villa anni Sessanta situata a Gentilino, nei pressi di Lugano. Abbandonato da anni e in via di demolizione nel gennaio del prossimo anno, l'edificio ospiterà 23 artisti contemporanei locali e internazionali che lo riporteranno in vita, seppur temporaneamente. Il 26 e 27 ottobre l'inaugurazione con una serie di performance, dj set, brunch e feste.

“Conosco questa villa da sempre perché ci abito vicino” racconta Carlotta Zarattini “e l'ho sempre vista spenta. Sapendo che l'avrebbero abbattuta ho pensato di ridarle vita per un ultima volta. È stata abbandonata per dieci anni, l'hanno occupata, devastata, e mi sembrava giusto ridarle valore”. L'arte della memoria, appunto. “Abbiamo recuperato un bar anni Trenta dove serviranno cocktail in tema. Sarà imbandita una tavola per la cena e accenderemo i camini. Abbiamo persino coinvolto due monaci buddhisti per creeranno un mandala che sarà poi bruciato domenica. E gli artisti sanno che le loro opere se ne andranno insieme alla casa”. Un progetto originale che coinvolge anche un piccolo raduno di case editrici indipendenti. La mostra sarà aperta al pubblico, oltre che il weekend del 26 e 27, anche nei fine settimana successivi, fino alla demolizione. Basta prenotare (tel. 0041.798692812).