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Meta low cost, la si raggiunge con un volo diretto da Bergamo Orio al Serio

Una città a sorpresa: perché andare a Oradea, in Romania

di 
Roberto Copello
19 Luglio 2017
 
Siete sensibili al fascino della vecchia Mitteleuropa? Appena potete vi concedete un weekend a Vienna, Praga, Budapest, Cracovia? Vi piace l'Art Nouveau, ovvero lo stile che gli austriaci chiamano Sezession, i tedeschi Jugendstil, i catalani modernismo e gli italiani, chissà perché, Liberty? Bene: se avete risposto tre volte sì, c'è da chiedersi perché non siete mai stati in Romania, a Oradea, in quell'angolo così estremo della Transilvania che neppure Dracula deve mai aver visitato.
 
Forse non ci siete mai stati, ma è solo un'ipotesi, perché di Oradea non avete mai sentito parlare. Oppure perché non vi è mai stata consigliata come meta ideale per un weekend lungo. O ancora, perché non sapevate che da pochi mesi esiste un volo low cost Ryanair che da Bergamo-Orio al Serio consente, in un'ora e 50', di atterrare nella più misteriosa città della Romania. Eppure Oradea è un autentico, godibilissimo gioiello che vale la pena di scoprire. Secondo un sondaggio online, la città più bella della Romania. Di sicuro, una delle più affascinanti, tranquille, gioiose, sicure e verdi.
 
 
L'ARRIVO A ORADEA
Se la premessa vi ha incuriosito, vale la pena imbarcarsi, ogni mercoledì e ogni sabato, nel grande aeroporto bergamasco e sbarcare nel minuscolo scalo rumeno, dove ai bordi della pista circolano trattori e carretti di fieno, e dove, una volta scesa la scaletta del volo Ryanair, ci si avvia a piedi verso un “finger” assai originale. Trattasi di un tunnel modello “quello-che-negli-stadi-imboccano-i-calciatori-a-fine-partita-per-andare-negli-spogliatoi”, con la differenza che è lungo come mezzo campo di calcio e che internamente è diviso in due sezioni e due sensi di marcia, uno per chi è sbarcato dall'aereo in arrivo, l'altro per chi se ne sta diligentemente in fila prima di ricevere il via libera all'imbarco.
 
Dopo di che, usciti dall'aeroporto, ci si ritrova in una città dove gli italiani, vinte in tempi rapidi le iniziali diffidenze, scoprono di sentirsi quasi a casa. Perché qui chiunque ha un parente in Italia. Perché gli italiani qui presenti per lavoro sono tantissimi (alla caduta di Ceausescu furono i primi ad arrivare in massa: allora a fare le scarpe, oggi attratti da una free zone industriale che in poco tempo ha visto insediarsi 30 multinazionali). E perché, una volta che ci hai fatto l'orecchio, il rumeno non è più difficile di un dialetto lucano o friulano parlato stretto. Tanto che non sarà un problema far capire agli altri il vostro stato d'animo: basterà dire per esempio sunt furios, sunt încântat, sunt trist...
 
Capoluogo della contea di Bihor, Oradea è situata strategicamente nel “passaggio a nord ovest” dalla Romania verso l'Europa centrale e occidentale. Non ci azzardiamo a spiegarvi che si trova fra la pianura Crisana e le montagne Apuseni, o che è divisa a metà da un fiume che si chiama Crisul Repede: potreste pensare che stiamo parlando di una geografia immaginaria, uscita dalla fantasia di Tolkien. No, qui non siamo nella Terra di mezzo del Signore degli anelli, bensì ai margini dei Carpazi e, soprattutto, a soli 10 chilometri dal confine con l'Ungheria. E infatti nella bilingue Oradea un cittadino su quattro (ovvero il 23,7% dei 183mila abitanti) appartiene alla minoranza magiara e utilizza comunemente la lingua parlata a Budapest, riferendosi a Oradea con un nome tutto diverso: l'ungherese Nagyváradi, che rispecchia l'antico latino Magnovaradinum, in italiano Gran Varadino e in tedesco Grosswardein. Nomi che tradiscono una lunga e importante storia, quella che mille anni fa come ai giorni nostri ne ha fatto un centro economico, sociale e culturale di primo piano. E a proposito di nomi, facciamo subito piazza pulita di un equivoco linguistico: si dice Oràdea, con l'accento sulla “a”.
 
 
LA CITTADELLA E LA PIAZZA
Vista dal cielo, o su una mappa, la pianta a stella della Cetatea stelara, la Cittadella con i suoi cinque bastioni a punta, ricorda quella di Palmanova in Friuli. L'aspetto attuale le fu dato dagli austriaci nel XVIII secolo, ma da qui sono passati mille anni di storia cittadina. Fu il grande e illuminato re d'Ungheria Ladislao I il Santo, nell'XI secolo, a far costruire un monastero fortificato, su consiglio di un angelo apparsogli in sogno; il Quattrocento fu un'epoca d'oro, in cui la Cittadella era un centro di studi umanistici di prim'ordine, letterari e astronomici; poi i protestanti spazzarono via i cattolici, i turchi spazzarono via i protestanti, gli asburgici spazzarono via i turchi. A lungo degradata e inaccessibile, la Cittadella è stata riaperta al pubblico nel 2015, dopo 17 anni di lavori di ristrutturazione (con fondi europei). Si può passeggiarvi, dentro e fuori, visitare il ricco Museo della città, assistere a spettacolari festival medievali, persino alloggiare nel nuovo Hotel Cetate (Hotel Cittadella) ricavato in un bastione.
 
 
La più bella piazza della Romania: che Piaţa Unirii lo sia lo dicono in molti. Di sicuro è anche una delle più animate. Fra chiese e caffè, uffici pubblici e concerti serali, tutti hanno sempre una ragione per passare di qui, e fermarsi, anche se turisti non sono. Dicono che sulla piazza si affaccino edifici di sette stili architettonici: barocco, classico, eclettico, storico, Art Nouveau, romantico e neo-rumeno. Ogni punto di vista insomma ha un suo perché: per abbracciarli tutti, occorre faticare per 250 gradini sino alla cima della torre del Municipio. Da lassù, a 50 metri di altezza, lo sguardo domina verticalmente il fiume e tutta la piazza, arrivando fino al belvedere concorrente, quello della periferica Dealul Ciuperca, ovvero la collina del fungo, che ha più successo solo per una ragione: si raggiunge comodamente in macchina. Tra le chiese della piazza, la barocca cattedrale ortodossa, popolarmente detta “chiesa con la luna”, che esibisce nella smilza facciata un'originale sfera (la “luna”) alta tre metri: un meccanismo realizzato nel 1793 dal monaco George Rupper fa sì che la sfera indichi a chi transita sulla piazza le fasi lunari, ruotando del tutto su se stessa in 28 giorni.
 
Foto Roberto Copello
 
ORADEA, CAPITALE DEL LIBERTY
Oradea, insieme a Vienna, Budapest, Barcellona, Bruxelles e Nancy, fa parte della rete europea dell'Art Nouveau, quello che in Italia chiamiamo Liberty. Le vie del centro, in effetti, spesso appaiono un museo architettonico all'aperto. Il complesso Art Nouveau più emblematico, formato da due corpi distinti collegati da una galleria che qui, con molta fantasia, dicono ispirata alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano, si trova però in Plaţa Unirii: è il Palatul Vulturul Negru, il multifunzionale palazzo dell'Aquila Nera (teatro, sale da ballo, casinò, uffici...) che domina un angolo della piazza come l'improbabile fondale per una zuccherosa storia di principesse, si tratti di un cartone animato disneyano o di un'operetta ambientata in un immaginario reame mitteleuropeo. Facciata, finestre, tetti, portali, torre: ogni elemento architettonico Art Nouveau di questo complesso è aggraziato, arrotondato, colorato, fatto per stupire.
 
Foto Roberto Copello
 
Così, esagerando, nel 1907 i due architetti ungheresi Marcell Komor e Jakob Dezső avevano voluto inserire Oradea nell'atlante delle capitali dell'Art Nouveau. L'anno dopo, l'atelier Neumann K realizzò per la galleria commerciale la vetrata che raffigura un'aquila nera. Per tutti, fotografarla pare un obbligo almeno quanto poi sedersi a un tavolino e ordinare una delle buonissime birre rumene, Ursus e Timișoreana, Stejar e Ciuc, Bergenbier e Silva, fingendo di non sapere che appartengono tutte alle grandi multinazionali.
 
UNA CITTA' VIVA, VITALE, VIVACE
I taxi sono rossi con il tetto giallo. I tram sono rosa, azzurri, gialli... Le unghie delle ragazze sono sempre coloratissime (e lunghissime). Più tenui, stile viennese, i colori pastello dei palazzi d'epoca, spesso ristrutturati grazie a contributi europei. E' questo un ritornello che ci si sente ripetere a ogni angolo: questa chiesa l'abbiamo restaurata con i contributi europei, quest'azienda è partita grazie ai contributi europei, questo piano di sviluppo territoriale è finanziato dall'Unione europea... Oradea, insomma, sembra l'ultimo angolo d'Europa dove all'Unione europea, e ai suoi supposti ideali, si crede ancora e senz'ombra di dubbi. La bandiera blu con le stelle è orgogliosamente esposta un po' ovunque, su scuole, alberghi, edifici pubblici.
 
Anche la cultura non se la passa male. Il Teatrul de Stat “Regina Maria” è un'istituzione, con il suo colonnato neoclassico progettato a inizio '900 dagli architetti viennesi Fellner e Helmer: in cartellone ci sono Cechov e Pirandello, ma anche Neil Simon e Dario Fo. Subito dietro il teatro inizia la Calea Republicii, 600 metri di via “pietonala” dove passeggiare sotto palazzi importanti, prendere un aperitivo, entrare in una libreria. Sulla Calea Republicii ci si può anche fermare al ristorante Cyrano a mangiare una zuppa nel pane, la tradizionale ciorba de viţel (minestra di vitello) servita dentro una pagnotta scavata. Molti locali sono tradizionali, il che significa che non ci si può sottrarre a ciorba e papricas, alle zuppe e alla carne con paprica, piatti tipici della Transilvania ungherese.
 
Foto Roberto Copello
 
Chi invece vuole una cucina più innovativa e un ambiente più moderno deve spostarsi lungo il Crisul Repede, dove sono sorti locali modaioli e trendy come lo Spoon Bar & Grill, dove lo chef Szabó Dénes, che ha avuto esperienze in Danimarca, propone piatti molto creativi: li si gusta su terrazze di legno affacciate sul fiume, sotto maxi schermi che rimandano senza tregua i videoclip molto osé di un canale tv tutto dedito alla moda (e in particolare alla lingerie). Facile distrarsi, anche se spesso le ragazze al bancone del bar sono meglio di quelle in tv. In ogni caso, non c'è posto migliore a Oradea dove bersi un bicchiere di Eclipse, un potente vino rosso ottimo ambasciatore di una Romania che si sta affacciando rapidamente sulla scena enologica (il vitigno è l'autoctono Feteasca Neagra, il produttore Crama Basilescu).
 
Foto Roberto Copello
 
LE CENTO CHIESE DI ORADEA
Ortodosse, cattoliche, protestanti... Ma quante chiese ci sono a Oradea? Difficile contarle, anche perché quelle ortodosse aumentano di mese in mese. Spesso in giro per la città si vedono cupole e cupolette avvolte da un reticolo di impalcature di legno: non si tratta di un restauro, o di un sostegno a una chiesa pericolante, ma di una costruzione ortodossa tutta nuova. La Chiesa ortodossa sta erigendo moltissimi nuovi templi in città. Anche i protestanti, del resto, si danno da fare: lo dimostra la più grande chiesa battista dell'Est europeo, una bastionata bianca progettata forse da un architetto con masochistiche vocazioni al linciaggio.
 
E i cattolici? Passati i tempi d'oro del re santo Ladislao o degli Asburgo, sono maggioritari solo nella minoranza magiara. Infatti è tutta in ungherese la scritta sul cippo della statua bronzea di “Szent László király”, ovvero san Ladislao re (per i rumeni sarebbe Ladislau), che sorveglia l'ingresso della cattedrale romano-cattolica, la più grande chiesa barocca della Romania, con due campanili gemelli alti 61 metri. Con l'adiacente, enorme, Palazzo episcopale (Palatul baroc), il complesso fu voluto nella seconda metà del 700 dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Chiese a parte, però, a Oradea ci sono anche tre sinagoghe, di cui una (ottocentesca, in stile moresco, lungo il fiume) davvero grandiosa. Sono poche, se si conta che prima della seconda guerra mondiale la città contava 90mila abitanti e uno su tre era ebreo. Proprio le più ricche famiglie ebraiche avevano eretto i palazzi più importanti del centro, dandole il suo nobile aspetto. Quasi nessuno, di quei 30mila ebrei, è scampato ai lager e allo sterminio. Ora però da Tel Aviv hanno iniziato ad arrivare charter pieni di barbuti ebrei ultraortodossi, che sbarcano come in pellegrinaggio, alla ricerca di quartieri e villaggi che non esistono più. Anche per questo da anni si parla di realizzare a Oradea quello che sarebbe il primo Museo ebraico di Romania.
 
Foto Roberto Copello
 
TERME E ACQUE 
Sarà perché tanti sono di origine ungherese, ma quanto a cultura dell'acqua gli abitanti di Oradea non hanno da imparare da nessuno. Eppure la passione planetaria per le Spa più coccolose e per i parchi acquatici più divertenti è arrivata anche qui. Come mostra il Nymphaea Aquapark, il più grande waterpark dell'Europa orientale, impostosi in breve come un'attrazione talmente irresistibile che spesso nei weekend estivi i suoi sette ettari sono talmente gremiti (1850 è il numero massimo di presenze consentite) che occorre chiudere i tornelli e l'accesso. Cultori del wellness, ragazzi in cerca di emozioni forti e sportivi veri trovano tutti quel che fa per loro, fra saune, hammam e idromassaggi, dieci vertiginosi scivoli acquatici, 15 piscine coperte e scoperte.
 
Foto Roberto Copello
 
Troppo moderno per i vostri gusti? Allora meglio che usciate da Oradea e vi dirigiate a Băile Felix, a 8 km di distanza. È la più famosa destinazione termale della Romania, forse da un po' troppo tempo, ma oggi cerca di applicare a se stessa una cura anti age. Le proprietà curative delle sue calde acque termali e del suo microclima mediterraneo erano note già mille anni fa, ma la località divenne meta di villeggiatura solo dal 1763, con Maria Teresa d'Austria regnante. Poi, regnante invece il comunista Ceausescu, il regime fece di Băile Felix una meta di turismo per il popolo, costruendovi albergoni popolari, in stile condominio di cemento, dove si soggiornava per pochi lei. Casermone per casermone, dovevano dirsi a Bucarest, meglio passare le ferie qui che a casa nostra. Strutture che esistono tuttora, per la gioia dei nostalgici di “quando c'era lui” (Nicolae con sua moglie Elena, ovviamente).
 
Oggi però i riti del benessere sono cambiati, e così sono sorti hotel a 4 stelle, Spa con massaggi e trattamenti, parchi acquatici con grandi scivoli, onde artificiali e 15mila mq di piscine. Difficile dunque supporre che si venga qui per via della rara Nymphaea lotus thermalis (un giglio d'acqua sub tropicale che costituisce un relitto del Terziario) che sboccia nel fiume Peta, le cui acque termali hanno una temperatura costante di 30-31°. Quello che non cambia, rispetto a mezzo secolo fa, è l'entusiasmo per il Gerovital H3, il leggendario e chiacchierato elisir della giovinezza inventato dalla dottoressa Ana Aslan, l'unica cosa che metteva d'accordo John Kennedy e Nikita Krusciov. Da tempo negli Usa la Food and Drug Administration l'ha messo fuorilegge, e oggi che tutti i big della cosmesi farmaceutica producono creme e farmaci anti aging il Gerovital sembra un relitto del passato. Eppure in Romania continua a essere richiesto: nel lussuoso Hotel President di Băile Felix c'è l'unico centro autorizzato dall'Ana Aslan Institute di Bucarest, dove ci si può sottoporre a trattamenti ringiovanenti a base di Gerovital H3 per una durata che va da una a due settimane.
 
Foto Roberto Copello

INFO PRATICHE
Come arrivare
Ryanair
dal 29 marzo 2017 vola due volte alla settimana, il mercoledì e il sabato, da Milano Orio al Serio a Oradea, con partenza alle 6.40 e arrivo alle 9.30 locali (un'ora di fuso orario in più). I voli di ritorno sono negli stessi giorni con partenza da Oradea alle 22.10 e arrivo a Milano Orio al Serio alle 23. Info: www.ryanair.it

Dove dormire
- DoubleTree by Hilton Hotel Oradea, 4 stelle, Aleea Ștrandului 9 (accanto all'aquapark Nymphaea); prenotalo su Booking.com
- Ramada Oradea, 4 stelle, Calea Aradului 9; prenotalo su Booking.com!
- Hotel Cetate, 3 stelle, Piața Emanuil Gojdu 39-41 (nella Cittadella di Oradea); prenotalo su Booking.com! 
- Hotel President Spa, 4 stelle, Băile Felix; prenotalo su Booking.com! 
 
Dove mangiare
- Spoon Bar & Grill (cucina innovativa), Aleea Emanuil Gojdu, www.facebook.com/spoonbarandgrill.
- Cyrano (cucina tradizionale), Republicii 8, tel. +40 728 284 722.
- Ristretto Café, 11 Calea Republici, www.ristrettocaffe.ro.
 
Info utili
L'Associazione per la promozione e sviluppo del turismo a Oradea e nella regione ha uffici aperti al pubblico nella torre del Municipio, in Plata Unirii, e nella Cittadella, oltre che un sito Internet (in cinque lingue) molto ricco di informazioni culturali e pratiche: oradea.travel/it; www.facebook.com/visitoradea.
Con l'Oradea City Card si ottengono sconti nei negozi e luoghi di divertimento, riduzioni anche del 50% nei siti turistici e viaggi illimitati per 48 ore sui mezzi pubblici cittadini e sulla linea 513 diretta alle località termali di Baile Felix e Baile 1° Maggio; www.oradeacitycard.ro.