Scopri il mondo Touring

A Cingoli (Macerata), il misco è il fiore all'occhiello di una cantina giovane e raffinata

Un vino un weekend / Marche, il verdicchio chic di Tavignano

di 
Luca Bonora
14 Marzo 2016
Fiore all'occhiello dell'enologia marchigiana, il verdicchio si sta affinando sempre più per qualità. Oggi scopriamo una cantina del Maceratese, in posizione panoramica e che nelle prossime settimane aprirà un b&b, dove un tocco di Francia ha reso tutto più chic e... pestifero.
 
LA CANTINA
La storia della Tenuta di Tavignano come azienda vitivinicola inizia nel 1990 quando i coniugi Stefano Aymerich di Laconi e Beatrice Lucangeli decidono di realizzare il loro sogno e diventare produttori con vigneti propri. «Il nostro obiettivo – racconta Stefano – sin da allora è stato di produrre un verdicchio di alto livello.» Si scelse così d’impiantare vitigni autoctoni in controtendenza con la moda in voga a quei tempi che privilegiava le varietà internazionali.
 
Una scelta vincente, tanto che nella guida ViniBuoni Tci, Mario Busso e i suoi esperti scrivono che «Tavignano meriterebbe l’appellativo di cru, vista la forte territorialità e l’unicità del suo verdicchio.» Un elogio che suona come una consacrazione, per la cantina che con il Castelli di Jesi verdicchio riserva docg Classico Misco 2012 ha ottenuto dalal stessa guida la corona di vino top, e anche nelle altre categorie di verdicchio ha ottenuto punteggi e voti molto alti. Insomma, la qualità c’è e si vede.
 
 
I VINI
Il verdicchio viene vinificato in acciaio a temperatura controllata per il Vigna Verde e il Villa Torre (versione classica superiore) con tempi differenti di affinamento in bottiglia. Il Misco e il Misco Riserva, dopo una macerazione pellicolare in pressa, fermentano a temperatura controllata prima di riposare in bottiglia. Vinificazioni che rispettano il carattere dei vini portandoli a essere eleganti e raffinati.  
La linea superiore comprende anche un Rosso Piceno DOC Libenter composto per la maggior parte da Montepulciano, seguito da Sangiovese e nel 2012 da un 5% di Cabernet Sauvignon. Non manca la lacrima di Morro d’Alba, che esce con l’etichetta Babarossa; e poi pecorino, passerina e anche olio extravergine d’oliva.

La mentalità internazionale aumenta con l’arrivo in azienda della nipote Ondine de la Feld, che da Parigi porta un pizzico di provocazione nelle etichette e nei nomi, e sicuramente molto stile. Nasce così il Pestifero, Marche Igp bianco frizzante che si propone come alternativa al classico prosecco, nell’aperitivo.
 
 
LA TENUTA
La Tenuta è a sud di Jesi, in località Tavignano, in una zona panoramica definita il balcone delle Marche. a 300 metri sul livello del mare; il Comune è Cingoli (Mc). Ancona dista un’ora di auto, Macerata 40 minuti.
Nei dintorni, anche diverse località Bandiera arancione Tci: Staffolo, Montecassiano, Genga, che ospita le celebri grotte di Frasassi.

Ma torniamo a Tavignano e alle sue uve: sedici ettari sono dedicati al verdicchio, vitigno principe. Gli altri sono dedicati soprattutto ai rossi: sangiovese in primis, poi gli autoctoni montepulciano e lacrima di Morro d’Alba, con minori quantità di cabernet sauvignon.
La veduta che si scorge dalla dimora agricola dell’Ottocento è assolutamente magnifica. I 30 ettari vitati sviluppati intorno all’edificio centrale hanno creato, sin dall’inizio, una sorta di brolo e al tempo stesso hanno conferito un’identità ben precisa a tutti i vini della Tenuta.
Per Pasqua apriranno le prime camere, realizzate all’interno dello storico casale dell’Ottocento. Sono 4 stanze realizzate ristrutturando gli spazi interni, con attenzione all’originale ma anche al comfort.
 
 
Tenuta di Tavignano
località Tavignano, Cingoli (Macerata)
tel. 0733.617303; www.tenutaditavignano.it