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Assegnati i riconoscimenti del concorso “Progetto Art Bonus dell’anno”. L'eccellenza della struttura toscana

Un museo open air sull'alto medioevo: premiato l'Archeodromo di Poggibonsi

di 
Stefano Brambilla
27 Febbraio 2017

Di musei storici "open air", cioè all'aria aperta, ce ne sono ormai molti, in Italia e nel mondo. Quello di Poggibonsi, in provincia di Siena, tuttavia è stato il pioniere di una formula di successo. E oggi il lavoro delle tante persone che hanno contribuito alla crescita di un progetto straordinario è stato premiato con un riconoscimento concreto: il premio per il Progetto Art Bonus dell’anno.


IL PROGETTO ART BONUS
Qualche parola sul concorso, promosso dal Ministero per i Beni Culturali attraverso la società Ales S.p.A e in collaborazione con LuBec - Lucca Beni Culturali. VI ricordate la legge Art Bonus? Entrata in vigore nel 2014, consente un credito di imposta, pari al 65% dell'importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico. Tutti possono usufruirne: imprese, enti, comuni cittadini. In oltre due anni, sono stati raccolti oltre 150 milioni di euro grazie a più di 4000 donazioni. 

Il concorso Progetto Art Bonus dell'anno vuole premiare proprio quest'impegno: i 77 progetti che a fine agosto 2016 avevano già chiuso la propria racconta fondi sono stati votati per tre mesi attraverso un sito ad hoc (www.concorsoartbonus.it). Un'opportunità - sia il progetto sia il concorso - a portata di tutti per esprimere riconoscenza e condivisione di valori con le istituzioni del proprio territorio. 
 

L'ARCHEODROMO DI POGGIBONSI 
E vincitore di questa prima edizione del premio è risultato l’Archeodromo di Poggibonsi (Si), che come dicevamo è il primo museo open air italiano sull’alto medioevo. Di che cosa si tratta? Si tratta di un vero e proprio parco archeologico, inaugurato nell'ottobre del 2014 sulla collina di Poggio Imperiale e ampliato nel gennaio del 2016, nato con l'idea di riprodurre in scala reale un villaggio di fase carolingia (IX-metà X secolo) emerso dallo scavo effettuato nell'adiacente area archeologica. Una forma innovativa per comunicare la storia e l'archeologia: là dove ci sono gli scavi e le rovine è stato ricostruito un villaggio che riproduce esattamente quello del passato. E il villaggio è popolato da archeologi che impersonificano i nostri antenati del medioevo. 

Lo scavo della collina è iniziato a partire dai primi anni Novanta sotto la direzione scientifica di Riccardo Francovich e Marco Valenti (Università di Siena). Si tratta di una delle molte fasi di frequentazione del luogo, occupato dall'epoca tardoantica a quella rinascimentale, passando attraverso una serie di villaggi di capanne e poi di castelli-città fino all'edificazione di un'imponente fortezza voluta da Lorenzo il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo. 

foto Graziano Signorini

CHE COSA SI VISITA A POGGIBONSI
Il villaggio realizzato nell'Archeodromo rappresenta la ricostruzione dell'"azienda curtense" secondo le ipotesi dagli archeologi elaborate in oltre quindici anni di indagini. La curtis, al centro di un work in progress che ne prevede il completamento entro pochi anni, contempla al momento la residenza padronale costituita da una grande capanna (longhouse) di 17 x 8,5 metri, una capanna contadina, un pollaio, una forgia, due forni in terra (uno per la cottura della ceramica, l'altro per uso alimentare), un orto, uno spazio per la coltivazione del luppolo (progetto sperimentale legato alla produzione della birra), due pagliai e varie tettoie che ospitano momentaneamente le varie postazioni artigianali, nell'attesa che ciascun abitante possa occupare una propria abitazione. Nel corso dei prossimi anni, infatti, l'archeodromo sarà ampliato con la costruzione di altre capanne (abitative o funzionali) per un totale di 17 strutture complessive.


La realtà forse più interessante è che a popolare il villaggio sono gli stessi archeologi che hanno condotto gli scavi. Una bella forma di comunicazione diretta tra scienza e grande pubblico, in cui gli archeologi non hanno paura di mettersi in gioco e anzi decidono di “vivere” in prima persona il medioevo, attraverso l'uso di abiti, strumenti e tecniche del periodo carolingio. Ogni mese vengono organizzati eventi nel corso dei quali si racconta l'alto medioevo nei suoi risvolti sociali, culturali, religiosi, militari ed economico-produttivi: per il pubblico è garantito un contatto diretto con la storia. Inutile dire che i bambini - ma non solo - ne escono entusiasti. 
 

PERCHÉ IL SUCCESSO
Avete già intuito la formula vincente dell'Archeodromo. "Questo museo Open Air mantiene il rigore scientifico tradotto però in comunicazione e narrazione" ci ha raccontato Marco Valenti, docente di archeologia medievale e dell'alto medioevo, nonché direttore scientifico del parco archeologico. "Sa parlare alle persone e inserirle nella materialità della storia attraverso esperienze coinvolgenti ed educative. In altre parole abbiamo capito che la cultura è un valore relazionale e questo piace molto al pubblico". 
 
L'esperienza del parco archeologico è significativa anche per il coinvolgimento della popolazione locale. "Si sta sviluppando da parte di tutti i cittadini poggibonsesi" continua Valenti "un sano senso di identità e di appartenenza, un orgoglio che li unisce tutti. In questi termini, senza saperlo, si stanno inserendo in pieno nei valori che la Convenzione di Faro mette al centro: chiama infatti le popolazioni a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori dell’eredità culturale e invita a promuovere un processo di valorizzazione partecipativo, fondato sulla sinergia fra pubbliche istituzioni, cittadini privati, associazioni. Sono definite comunità di eredità, costituite da «insiemi di persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici dell’eredità culturale, che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future»”.
 

INFORMAZIONI
Tutte le informazioni per visitare l'Archeodromo sono sul sito www.archeodromopoggibonsi.it; pagina facebook: Archeodromo live.
Orari di apertura. Da settembre a marzo: domenica 14-17; da aprile a agosto: domenica 16-20. Tutti gli altri giorni su prenotazione.

L'Archeodromo di Poggibonsi è un progetto, finanziato su fondi Arcus SpA, della Fondazione Musei Senesi in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Poggibonsi, il Parco della Fortezza Medicea di Poggio Imperiale e l'insegnamento di Archeologia medievale e dell'altomedioevo dell'Università degli Studi di Siena, sotto la gestione di Archeòtipo srl, con la partecipazione dell'Associazione Culturale Started. Art Bonus ha reso possibile un intervento straordinario indispensabile per la corretta conservazione di una delle strutture principali del villaggio danneggiata dalle intemperie, oltre ad aver consentito al Comune di Poggibonsi un intervento di recupero della cinta muraria della Fortezza sita nello stesso Parco Archeologico. Hanno ricevuto un riconoscimento simbolico per questa vittoria Archeòtipo Srl, il beneficiario che ha realizzato la raccolta delle donazioni e l’intervento per conto del Comune di Poggibonsi, e l’impresa Edil Co. s.r.l. che in qualità di mecenate ha effettuato l’erogazione liberale a favore di questo progetto.