Scopri il mondo Touring

Una guida per scoprire tutto quel che c'è da sapere sulle bandiere

Un mondo di bandiere raccontate in un libro

di 
Tino Mantarro
3 Aprile 2013

Chi era bambino negli anni Ottanta se le ricorderà: per diversi anni in commercio c'erano delle bottigliette di succo di frutta monodose che sul tappo avevano impresse le bandiere di tutti i Paesi del mondo: dal Kiribati al Pakistan, dall'Italia all'Angola. Bandiere di tutti i colori, bandiere che spesso non esistono più. Perché sono scomparsi gli Stati che rappresentavano, disintegrati dal flusso della storia e dall'evoluzione del mondo, o perché il cambiamento dei regimi politici ha portato anche a un cambiamento della bandiera, che ha perso alcuni simboli (molte falci, molti martelli, tantissime stelle) per acquisirne altri. Bandiere che si scambiavano come figurine, nella speranza di concludere una collezione che all'epoca contava circa 160 Stati ed oggi è arrivata a quota 193 (quelli membri della Nazioni Unite).



Un libretto in inglese, New Wave facts about flags (pubblicato da black dog publishing, ma si trova anche in Italia, costa 10 euro) diventa allora una piccola Bibbia per chi ha passato l'infanzia a fantasticare sulle bandiere come chiave di accesso al mondo che avrebbe in parte visto da grande. Un libro che racconta la storia delle bandiere, dai vessilli stilizzati del periodo egizio alle insegne delle legioni romane passando per i gonfaloni dei Comuni medievali e le moderne bandiere colorate degli stati nazione come le conosciamo oggi. Un libro che spiega l'origine e il significato dei colori adottati (per esempio che il verde della Jamaica simbolizza la terra e l'agricoltura, mentre per i Paesi a maggioranza musulmana rappresenta l'Islam), racconta l'evoluzione dei vessilli di alcune nazioni e fondamentalmente sazia la curiosità di tutto coloro che da bambini bevevano succhi di frutta controvoglia per di finire la collezione.

Luigi Vittorio Bertarelli, padre fondatore del Touring Club Italiano e secondo presidente dell'associazione, diede un notevole contributo alla scoperta, alla conoscenza e alla diffusione della pratica speleologica in Italia. Tanto che l'ultima opera di Bertarelli, colto ispiratore e realizzatore di importanti iniziative editoriali del Touring, stampata 4 -5 mesi dopo la sua morte, fu 2000 grotte dedicata alle aree del Carso. Dimostra infatti che fin dagli anni Venti del secolo scorso, la più importante organizzazione italiana (il Touring), nata per introdurre e sviluppare a 360° nel nostro Paese la pratica e la cultura turistica, dedicava alla speleologia lo stesso tipo di attenzione e lo stesso impegno di valorizzazione che riservava al paesaggio di superficie, alla montagna, alla costa, ai beni storico-artistici.