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Tutti in bici per rilanciare l’Appennino

di 
Tino Mantarro
28 Luglio 2017
Tutto l’Appennino dalla A alla A. Si potrebbe riassumere così la lunga pedalata dalla Liguria alla Sicilia del progetto AppenninoBiketour. Quarantadue giorni in bicicletta per 2.611 chilometri di fatica da Altare, in provincia di Savona, ad Alia, in provincia di Palermo. In totale 14 regioni e 298 Comuni, molti dei quali Bandiera Arancione Tci unite metaforicamente e fisicamente da uno scopo: il rilancio dell’Appennino. Perché dell’Italia interna ultimamente si parla soltanto ogni volta che è colpita dai terremoti, ma dopo qualche mese torna nel dimenticatoio.
 
 
LA COLONNA DORSALE D'ITALIA
E invece l’Italia ha una lunghissima colonna dorsale «fatta di montagne e altipiani, colline e schiene di terra che si abbassano verso il mare, in cui ogni paese è una vertebra isolata. «È un’Italia alta e tortuosa, ogni paese ti sembra vicino ma per arrivarci devi fare ancora cento curve» come scrive Franco Arminio, scrittore e poeta, cantore dell’Italia interna.
 
Questa colonna si sta piano piano sfaldando, la gente sceglie di abitare nelle città e qualunque luogo che sia comodo e pianeggiante. Eppure «l’Appennino è l’Italia che avevamo e che rischiamo di perdere per sempre. Perché le aree interne, le terre alte dell’Italia non sono luoghi minori, sono luoghi enormi. E solo una clamorosa miopia geografica porta a renderle invisibili pur essendo il cuore della nazione».
 
 
IL VIAGGIO DI VIVIAPPENNINO
È per questo che il l’Associazione ViviAppennino ha promosso questo lungo tour di sensibilizzazione partito il 15 luglio. Un viaggio patrocinato dal Touring Club Italiano e sostenuto dal ministero dell’Ambiente «per promuovere le bellezze e le eccellenze dell’Appennino, permettendo un rilancio delle prospettive turistiche di luoghi di grandissima ricchezza culturale, paesaggistica e naturale, promuovendo uno sviluppo sostenibile di queste aree anche attraverso un turismo eco-sostenibile».
 
Il gruppo di ciclisti è guidato in sella all’e-bike dai membri dell’associazione bolognese Vivi Appennino affiancato da un rappresentante di ogni Comune sede di tappa. Al seguito associazioni, Pro loco, gruppi sportivi e semplici amatori. Si pedala la mattina e al pomeriggio, dopo un incontro pubblico, tempo per scoprire bellezze e sapori dei luoghi attraversati. Ogni tappa una simbolica staffetta: il passaggio di mano del drappo tricolore tra i rappresentanti dei 296 comuni attraversati, uno modo per rinsaldare l’unione di tutto il territorio appenninico.