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Esce il report biennale del World economic forum

Turismo in Italia: siamo ancora competitivi?

di 
Tino Mantarro
20 Maggio 2015
Qualcuno dirà che sono solo statistiche. Che il turismo non si può racchiudere in un numero e in una classifica ma è esperienza, odori, sapori, incontri. Inconvenienti anche. E dunque che la Spagna sia il miglior posto al mondo per fare turismo, come attesta la nuova edizione del Travel & tourism competitiveness Report elaborata dal World economic forum poco importa. L’Italia, ottava in questa complessa classifica, secondo molti è comunque sempre meglio.
 
Eppure il denso rapporto che per due anni ha confrontato 141 Paesi su una griglia che comprende 4 sotto indici, 14 pilastri e 90 indicatori è quanto di più approfondito e serio ci sia nel settore per capire come funzionano le economie turistiche dei vari Paesi. Un rapporto che mette in fila i Paesi secondo quanto «sono in grado di offrire vantaggi economici, sociali e lavorativi attraverso il loro settore turistico». Un report che chiunque voglia investire nel settore turistico guarda per capire dove andare a mettere il proprio denaro. E per cui che l’Italia sia ottava, dietro all’Australia e davanti a Giappone e Canada un suo peso ce l’ha.

Soprattutto perché il turismo, che pesa per il 9% dell’economia globale, è l’unica industria mondiale in crescita costante (4% l’anno). E in più ha dimostrato in questi decenni di essere il settore che più velocemente si riprende dagli shock di qualunque nature, siano essi torri gemelle che crollami, crisi economiche o tsunami. Per cui chi si occupa di turismo per mestiere dovrebbe prendere questi numeri e analizzarli per capire come mai se è vero che l’Italia è in testa per quel che riguarda “le ragioni per viaggiare” (siamo primi per siti Unesco, secondi per bellezze naturali e sesti per offerta di cultura e intrattenimento), si trova invece drammaticamente indietro per quanto riguarda la competitività in termini di prezzi (siamo 133esimi al mondo!) e di infrastrutture. Ma anche come ambiente favorevole agli investimenti (solo 127esimi) e come importanza data al settore turistico.
 
LA CLASSIFICA DEL WORLD ECONOMIC FORUM
Così, tenendo conto di tutta questa mole di dati in testa alla classifica ecco la Spagna che risulta essere il Paese migliore dove investire nel settore turistico. Seguita poi da Francia e Germania. Poi Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Australia e appunto Italia. Ultimi, nell'ordine: Ciad, Guinea e Angola. Certo, sono solo classifiche, numeri e statistiche. L’Italia è il Paese più bello del mondo e anche quello dove si mangia meglio, d’accordo. Ma se tutto questo è vero, perché non siamo in testa a questa classifica?

Forse perché nonostante tutto questo, e nonostante siamo il quinto Paese più visitato al mondo, non siamo ancora in grado di attuare una serie politica di sviluppo in campo turistico. E non siamo stati capaci di capire che il turismo è un’industria complessa, altamente remunerativa e ad alta intensità di lavoro, che dunque va trattata seriamente. Invece troppo spesso ci affidiamo a stregoni e improvvisatori di ogni sorta che continuano a ripetere il mantra del “Paese più bello del mondo” dove tutti vogliono venire perché… ma perché è il Paese più bello del mondo.