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Resoconto in diretta della tavola rotonda organizzata nel capoluogo veneto

Turismo in bicicletta: se ne parla a Padova, durante Detour

di 
Renato Scialpi
17 Ottobre 2014
Sala gremita stamattina, e di cicloturisti, a Padova nell'ambito di Detour, il festival del cinema di viaggio che si svolge fino al 19 ottobre e giunto alla terza edizione, quest'anno con un occhio di riguardo per il tema del turismo in bicicletta. La proiezione del documentario Vento, l'Italia in bicicletta lungo il fiume Po dedicato al viaggio su due ruote da Torino a Venezia lungo la dorsale cicloturistica ideata dallo staff del Politecnico di Milano guidato da Paolo Pileri è l'occasione per confrontarsi su questa innovativa dimensione del turismo, immersa nel paesaggio, con una tavola rotonda coordinata da Vittorio Anastasia di Ediciclo.  E per lanciare l'iniziativa Only Bike Padova destinata a promuovere il turismo in bicicletta. Partecipano Pino Pace, Jacopo Zurlo, Diego Gallo.
 
Pino Pace, regista del documentario, sottolinea come "le immagini d'archivio che abbiamo usato ci raccontano un territorio che una volta era importante per il Paese e che è stato a mano a mano dimenticato. Oggi l'area intorno al fiume Po, che dovrebbe essere centrale per l'Italia, è invece totalmente abbandonata a se stessa".
 
"Quanti sono i cicloturisti? Chi lo sa?" Si chiede Jacopo Zurlo, del Centro studi del Touring Club Italiano. "In Austria e Germania i numeri sono imponenti. Anche in Italia, Pianura padana o Tavoliere delle Puglie avrebbero potenzialità enormi. Ma ancora manca una cabina di regia che abbia un respiro progettuale più ampio rispetto al consueto circuito cicloturistico di svago domenicale, magari in un'oasi naturale".
 
Diego Gallo, responsabile della progettazione di reti ciclabili in Veneto e del Progetto interbike, dice: "Pochi territori del nostro Paese hanno le potenzialità del padovano. In Italia la bici è sport, troppo poco per turismo. Il che condiziona il decollo del cicloturismo. È vero che si vendono sempre più bici che auto. Quindi non possiamo perdere l'occasione di gestire questo turismo di qualità: stiamo arrivando a una massa critica tale da dare spazio al turismo slow, superando la cultura attuale legata in prevalenza ad appassionati di ciclismo su strada e di mountain bike."
"E non dimentichiamo che il turista richiede una progettazione seria, basata su sicurezza e facilità di uso", ribadisce Gallo. "Non siamo più all'anno zero, come dimostra Padova Only Bike. E ciò ci permette di sapere che è turismo sostenibile, destagionalizzato e localizzato al di fuori dei centri maggiori". 
 
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