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È online la nuova piattaforma nata in Basilicata: semplicità e community i suoi punti di forza

Tu scegli l'evento, Waway ti organizza il viaggio

di 
Marco Lovisco
7 Febbraio 2014

Un'idea ha successo quando risolve in modo semplice un problema reale, con cui tutti hanno avuto a che fare almeno una volta. A chi non è mai capitato infatti di scoprire una mostra, un concerto o un  evento sportivo che però si tiene in una città troppo distante? A quel punto l'idea di dover cercare (e acquistare) i biglietti, capire come raggiungere la destinazione, trovare un posto dove dormire spegne ogni entusiasmo, e ci costringe a rinunciare a un'esperienza che avremmo desiderato vivere. A questo devono aver pensato Paolo Lanzalone, Barbara Pesce e Giovanni Setaro, tre giovani professionisti lucani che hanno creato Waway, piattaforma web di travel management, dal 5 febbraio online (www.waway.it) in versione beta. Nonostante la definizione un po' tecnica (la parola “management” potrebbe spaventare), Waway non è più difficile da usare di un semplice motore di ricerca. Basta andare sul sito, specificare l'evento desiderato (tra i 7.145 oggi registrati nel motore di ricerca interno) che Waway cerca la location, il biglietto disponibile, il modo e i mezzi con cui arrivare a destinazione oltre a una lista di alberghi in base alle tue esigenze (stelle, prezzo, distanza dall'evento). In pratica Waway agisce come un tour operator che però offre soluzioni mettendo al centro l'evento a cui vuoi assistere, e non la località in cui desideri andare, come è sempre stato. Abbiamo provato a capirne di più, grazie all'aiuto di Giovanni Setaro, Ceo di Waway.

 

COS'E' WAWAY. “Waway ti permette di pianificare la partecipazione a un evento in modo semplice e intuitivo” spiega Setaro. “In base a un algoritmo è infatti possibile incrociare con l'evento scelto i dati di alberghi, mezzi di trasporto a agenzie di vendita biglietti”. L'obiettivo è offrire un servizio completo. “Per ora è possibile prenotare per lo più grandi eventi, avendo come partner dell'iniziativa TicketOne e Viagogo" sottolinea "ma stiamo ampliando il numero delle opzioni, non dimentichiamo che online per ora c'è la versione beta, quindi c'è ancora da lavorare”. A questo proposito i visitatori possono partecipare al processo di crescita del progetto segnalando eventuali bug o inviando suggerimenti all'indirizzo: support@waway.it.

 

VIAGGI DI GRUPPO. “Il vero punto di forza di Waway " spiega" sarà la possibilità di organizzarsi in gruppo per condividere il viaggio e magari dividere le spese”. Sarà infatti possibile tra circa un mese (il team sta sistemando le ultime modifiche per eliminare eventuali bug) accedere ad una nuova funzione sul sito nel momento in cui si pianifica il viaggio. “È tutto molto semplice" aggiunge Setaro. "Dopo aver scelto l'evento a cui partecipare e aver definito la località di partenza, la piattaforma mostrerà tutti i membri di Waway che partiranno dallo stesso posto per raggiungere la stessa meta”. Un modo per unire passione e praticità. “Sì, perché questa funzione serve innanzitutto a promuovere il car sharing tra i membri di Waway ma permetterà anche ai tour operator di organizzarsi e proporre viaggi in pullman ad hoc per gli eventi più importanti”.

 

BI CUBE. L'idea di Waway è nata due anni fa per risolvere un problema concreto: organizzare un viaggio per un addio al celibato all'estero. Come pianificare il viaggio di amici sparsi in tutta Europa? Come ottimizzare gli spostamenti, i passaggi in auto e magari evitare di viaggiare da soli? Un problema reale che ora è possibile risolvere in un modo semplice, come scrivevamo all'inizio. L'idea è nata così ma è stato grazie al supporto di ''Bi Cube'', l'incubatore di start-up di ''Basilicata Innovazione'', che è diventata una realtà concreta. “In effetti" spiega Setaro "è stato difficile all'inizio avviare il progetto qui in Basilicata per via di alcuni problemi logistici. Gli investitori e i partner si trovano a Roma o Milano e questo ci ha costretto a spostarci con un ovvio dispendio di tempo e denaro. Però sono convinto che la Basilicata sia una terra fertile su cui bisogna credere, magari sudando il doppio ma il supporto da cui ti senti circondato e l'eco che ottiene il tuo lavoro ti ripagano di tutto”.