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Che si chiami Italobus o FrecciaLink, l'accoppiata alta velocità e autobus piace ai viaggiatori

Treno+bus: un successo inatteso

di 
Renato Scialpi
2 Febbraio 2017

Sembrava un divorzio: si sta dimostrando un matrimonio di successo. È vero, il trionfo europeo degli autobus verde fluo di FlixBus (2,5 milioni di passeggeri nel 2016 solo in Italia) non ha facilitato i rapporti tra il mondo delle ferrovie e quello degli autobus a medio-lungo raggio. Prezzi in concorrenza – in genere più bassi per i bus –, collegamenti su gomma più confortevoli e pratici verso destinazioni ignorate dalle ferrovie parevano aver alzato un muro tra i due protagonisti del trasporto passeggeri. Un po’ come la cancellata che ha separato per molto tempo i clienti di Italo dal resto dei passeggeri alla stazione di Roma Ostiense…
 
Bus gran turismo del servizio Italobus.

IL COLPO DI FULMINE
Un anno fa qualcuno, chez Italo, ha lanciato l’idea: data la rapidità dei collegamenti ferroviari alta velocità, perché non offrire ai passeggeri in arrivo e partenza dei bus navetta per le città vicine? Il test dalla fermata Reggio Emilia AV Mediopadana, dalla quale gli Italobus servono le destinazioni di Modena, Mantova, Parma, Cremona e Carpi ha avuto un ottimo riscontro. E dopo poco tempo Trenitalia ha “risposto” coi FrecciaLink, minibus a 16 posti per Siena e Perugia da Firenze, per L'Aquila da Roma Tiburtina, Matera e Potenza da Salerno.
 
Autobus 50 posti del servizio FrecciaLink.
 
LA MOSSA VINCENTE
Due le chiavi del successo. Il biglietto integrato, che evita al viaggiatore (spesso straniero) la caccia al ticket di servizi consortili locali dai nomi improbabili, e gli orari in stretta coincidenza con arrivi e partenze dei treni ad alta velocità. Servizi banali nell’era dell’alta tecnologia: già negli anni Settanta del Novecento le ferrovie elvetiche vendevano ticket che sommavano tratte in treno con corse sui bus postali. Ma erano evaporati nel tempo. Senza trascurare la certezza, per i viaggiatori, di trovare con facilità le fermate dei bus, al posto di andare a cercare i mezzi in giro per i ridenti dintorni della stazione ferroviaria.
 
Gran turismo a piano alto di Italobus.

LE NOVITÀ
Il risultato è che, nel giro di un anno dall'avvio, il flusso di viaggiatori in coincidenza coi treni ad alta velocità è cresciuto all’ordine delle decine di migliaia di passeggeri, tanto che i minibus a 16 posti di FrecciaLink sono stati sostituiti da bus da turismo per 50 passeggeri. E la rete affiliata ai FrecciaRossa prevede oggi pure navette per Cortina d’Ampezzo da Venezia, Courmayeur da Torino e Madonna di Campiglio da Verona.

Sul versante Italobus, dove i mezzi da 50 posti c’erano dal primo giorno, il servizio si è esteso a Potenza, Matera, Taranto, Picerno e Ferrandina da Salerno e, verso Capriate e Bergamo – città e aeroporto di Orio al Serio – da Milano Rogoredo. Per gli appassionati degli sport invernali, e non solo loro, è attivo da Verona un collegamento Italobus verso il Trentino con tappe a Rovereto, Trento, Cavalese, Predazzo, Moena, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa e Canazei. E le novità della bella stagione devono ancora arrivare...

Ne abbiamo già parlato in questa notizia.