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La Sardegna e il senso dell'arte

Tre mostre per celebrare Maria Lai a Nuoro, Cagliari e Ulassai

di 
Barbara Gallucci
28 Luglio 2014
A poco più di un anno dalla scomparsa, la Sardegna è pronta a celebrare la sua artista contemporanea più importante, Maria Lai con la tripla mostra Ricucire il mondo a Cagliari, a Nuoro e nel suo paese natale Ulassai. La storia di questa piccola grande donna che, con serietà, umiltà e determinazione si è imposta nel mondo dell'arte in un'epoca storica dominata da artisti e curatori uomini lasciando al mondo i suoi poetici giochi, libri, telai, sculture, è unica e straordinaria. La sua intensità ha lasciato un segno e un'eredità che il progetto attualmente allestito in Sardegna tenta di ricucire, appunto, esponendo più di trecento opere provenienti da raccolte pubbliche e private, nonché dalla collezione di famiglia. Un percorso da scoprire per tutta l'estate e l'autunno.
 
A CAGLIARI: I PRIMI ANNI DELL'ARTISTA
La prima parte della mostra è allestita al Palazzo di Città di Cagliari fino al 2 novembre e si concentra sulla produzione artistica della Lai dagli anni Quaranta agli anni Ottanta. A sua volta divisa in più parti che identificano le varie tappe del suo percorso creativo: dai disegni che per primi mostrarono il suo talento raffiguranti spesso il lavoro femminile, ai fili cuciti, su libri, lavagne e geografie, una delle espressioni più note e straordinarie dell'artista sarda che riuscì a “cucire” l'intero paese di Ulassai per un operazione artistica definita di scultura sociale da un grande maestro come Joseph Beuys. Altra tappa in mostra quella legata ai paesaggi dipinti e alla terracotta. Nascono così i celebri Presepi di Maria Lai, nei quali mischia sacro e profano, senza particolari inibizioni. Proprio dal primo presepe realizzato dall'artista parte una teoria di fili rossi che collega il museo alla vie circostanti: una celebrazione ideata dallo stilista Antonio Marras e dall'artista Claudia Losi. Il percorso espositivo cagliaritano si chiude con i celebri Telai, coi quali emerge l'impronta antropoligicamente sarda della Lai.
 
A NUORO: DALLA MONTAGNA ALL'INFANZIA
Le opere realizzate tra gli anni Ottanta e la scomparsa di Maria Lai sono esposte al museo Man di Nuoro fino al 12 ottobre. Anche qui il percorso espositivo è un viaggio fatto di oggetti e immagini, video e messe in scena. Trait d'union è sempre il filo teso dall'artista al pubblico attraverso il suo racconto artistico; un dialogo che si intensifica in alcuni progetti e arriva fino all'universo infantile. La pedagogia diventa un elemento importante nella sua ricerca ed è per questo che crea fiabe cucite e libri, giochi e laboratori, creando un legame, una connessione, tra la sua arte, la sua infanzia e quella delle nuove generazioni.
 
ULASSAI: UNA STAZIONE PER L'ARTE
È in questo piccolo comune montano sardo che Maria Lai è nata e ha vissuto ed è qui che, nel 2006, è stato inaugurato il museo Stazione per l'arte, oggi terza tappa ideale di questo importante progetto (fino al 2 novembre). Le sale per l'occasione sono riallestite secondo il progetto originale, proprio come voleva l'artista, mentre nel territorio circostante è possibile andare alla ricerca degli interventi ambientali dell'artista in una sorta di museo a cielo aperto che poi era casa sua, la sua terra, la sua Sardegna. Lontana dalle luccicanti e affollate spiagge, ma illuminata dalla bellezza e dalla creatività di questa piccola, grande artista che ha regalato al mondo la sua poetica indimenticabile.
 
Info:
Palazzo di Città, Cagliari, www.museicivicicagliari.it
Museo Man, Nuoro, www.museoman.it
Stazione dell'arte, Ulassai (Og), www.stazionedellarte.it