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Torino. Gioielli e fantasia a Palazzo Madama

di 
Renato Scialpi
1 Dicembre 2010

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è nota al grande pubblico come una collezionista d’arte contemporanea. Chi l’ha conosciuta da vicino, però, ha potuto notare la sua passione di indossare – in genere sotto forma di spille – gioielli fantasia. Una passione che si è trasformata dapprima in una collezione personale e oggi in una mostra, aperta fino al 23 gennaio nella sala del Senato di Palazzo Madama a Torino, sotto la cui volta sono esposti con un originale allestimento curvilineo circa 500 esemplari realizzati negli Stati Uniti tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento.


Nati come complemento alle creazioni d’alta moda parigina negli anni Venti del Novecento, i gioielli fantasia – più noti col termine anglosassone di Costume Jewelry – ebbero grande fortuna negli Stati Uniti della Grande Depressione. In quei momenti creatività e uso di materiali innovativi non preziosi, gomma vulcanizzata, celluloide, bachelite, plexiglas permisero ai gioiellieri di sopravvivere. Anzi di dar vita a una fiorente attività, con centinaia di manifatture, che aprì nuovi spazi al concetto di ornamento, in termini di forme, materiali e messaggi.


Una storia di successo che, partita da dive del cinema come Greta Garbo e Marlene Dietrich è proseguita fino agli anni Settanta e sta trovando nuovi spazi di creatività dopo aver girato la boa del millennnio. “Mi sono appassionata agli smalti di Marcel Boucher, alle spille eccentriche di Eisenberg, ai bellissimi Trifari (indossati anche da Mamie Eisenhower), alle forme glamour delle collane di Miriam Haskell, alle creazioni di Kenneth Jay Lane (il celebre bijoutier ricercato dalla duchessa di Windsor e Jackie Kennedy), alle folli composizioni della giovane Wendy Gell, all'immaginazione sfrenata del contemporaneo Iradj Moini" sottolinea nella presentazione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Ed è difficile darle torto.


Gioielli fantasia da una collezione torinese, Palazzo Madama - Sala del Senato, piazza Castello, Torino, fino al 23 gennaio 2011.

Orario: 10-18 (domenica fino alle 20); chiuso lunedì. Info: qui.