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Fervono i preparativi per la sfida di land art dell'artista bulgaro, che ha scelto il Bresciano per un'enorme passerella sull'acqua

The Floating Piers, la nuova opera di Christo sul lago d'Iseo

di 
Silvestro Serra
29 Gennaio 2016
Il paragone era inevitabile e tutti lo hanno ripreso. Complice l'assonanza con il nome Christo Vladimorov Yavachev, in arte Christo, noto land artist, soprannominato “l'impacchettatore” (di monumenti come il Reichstag di Berlino, Porta Pinciana a Roma, la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano, ma anche di isole, ponti e parchi), questa volta ha scelto il lago di Iseo, tesoro lacustre incastonato tra Brescia, le vigne della Franciacorte e il massiccio dell'Adamello per la sua nuova opera: The Floating Piers, il pontile galleggiante.



THE FLOATING PIERS: TRE CHILOMETRI DI TAPPETO GIALLO
E non sarà un pontile qualunque quello che accoglierà per 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, gli oltre 50mila visitatori previsti. La passerella fatta di 200 mila cubi di polietilene ricoperta di un tappeto color giallo dalia, larga 16 metri e lunga oltre 3 chilometri, permetterà a chiunque di camminare appunto sulle acque del lago.


La performance-installazione, aperta senza inaugurazioni né fanfare, e accessibile gratuitamente 24 ore al giorno (grazie a sapienti lampioni a scomparsa posti a 30 metri l'uno dall'altro sarà visitabile anche in piena notte), per tutta la durata dell'esperimento artistico unirà il paese di Sulzano con l'isola di Montisola (la più alta isola lacustre d'Europa e la più grande dell'Europa centromeridionale) e questa con l'isoletta privata di San Paolo, un'ex convento di Cluny ora di proprietà di una storica famiglia della val Trompia. Proprio quella famiglia che, appassionata di arte contemporanea, ha fatto conoscere e apprezzare all'artista bulgaro naturalizzato americano la bellezza della natura circostante.



L'ENTUSIASMO DEL LAGO DI ISEO
Cinquecento persone locali, tra volontari e stipendiati, aiuteranno lo staff di Christo sia nella costruzione della passerella di The Floating Piers, saldamente ancorata al fondale, sia per garantire la sicurezza durante l'evento.
 
La mega operazione, rifiutata in passato dalle autorità del porto giapponese di Tokyo e da quelle argentine di Rio della Plata, ha invece trovato immediatamente l'entusiastico supporto dei sindaci dei comuni rivieraschi coinvolti e dell'autorità di bacino che presiede il controllo del lago. Evidente per loro la possibile ricaduta turistica di alto livello (attesi i critici e galleristi di tutto il mondo di ritorno da Art Basel, la più importante fiera dell'arte contemporanea che si tiene in a Basilea in Svizzera subito prima della manifestazione bresciana) e l'inaspettato ritorno di immagine di una operazione di così vasta scala su un territorio come quello bresciano che solo relativamente da poco ha scoperto (Mille Miglia a parte) la sua vocazione dell'accoglienza turistica.



I TESORI DEL BRESCIANO
In questi ultimi anni si sono aperti numerosi spazi ai visitatori non d'affari: in città le grandi scoperte archeologiche del Capitolium e del teatro romano, i retaggi longobardi, i restauri della centro città in stile razionalistico, la metropolitana automatizzata, le grandi mostre d'arte a Santa Giulia. E fuori città le rapide fortune vinicole e gastronomiche della Franciacorta, la Champagne italiana, il richiamo del comprensorio sciistico e naturalistico dell'Adamello-Tonale, e il grande attrattore del lago di Garda che da solo coinvolte oltre il 50 per cento dell'intero flusso turistico dell'area. Tutti elementi che hanno fatto immediatamente pendere la bilancia verso il sì.
 
La disponibilità locale ha sorpreso Christo che ha voluto incontrare più volte di persona le comunità locali per spiegare il senso dell'operazione, le finalità artistiche del progetto The Floating Piers e il costo, 10-12 milioni di dollari, completamente finanziato dall'artista. “Zero soldi pubblici, zero sponsorizzazioni”, ha confermato l'artista che innamorato del lago ha voluto persino festeggiare i suoi 80 anni proprio a Sulzano.


Restano da affrontare i problemi della viabilità e dei parcheggi e si sta studiando un piano di rafforzamento della linea ferroviaria Brescia Edolo con fermata a Sulzano e di imbarcazioni e navette che impediscano l'assalto delle auto private. Ma da qui a giugno c'è tempo. Bar, locali, ristoranti e trattorie sono invece già pronti a esibire le delizie gastronomiche locali, dai formaggi Bagoss e Rosa Camuna ai salumi e le sardine essiccate di Montisola (presidio Slow Food), dal manzo all'olio ai casoncelli, ai malfatti agli spinaci...