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Dal 1 maggio nuovi prezzi per chi è in viaggio in Europa. E da giugno 2017 costi azzerati

Telefonare quando si è all'estero: calano le tariffe del roaming

di 
Tino Mantarro
4 Maggio 2016

«Mi costi, ma quanto mi costi?». Negli anni Ottanta girava una pubblicità della Sip in cui il padre rimprovera alla figlia il troppo tempo passato al telefono e l’aumento, direttamente proporzionale, della bolletta. Se i tempi della teleselezione sono finiti, quelli del caro telefono sono ancora tra noi. Soprattutto quando si tratta di telefonate dall’estero. Anche se fortunatamente per chi viaggi qualcosa sta cambiando.

LA NUOVA NORMATIVA
Da qualche giorno infatti è entrata in vigore la nuova normativa europea che regola, al ribasso, i costi del roaming internazionale all’interno dei Paesi dell’Unione. Addio dunque a quelle tariffe salasso per cui bastava inviare un sms o rispondere per dieci secondi al telefono per pagare euro ed euro. Per 13 mesi e mezzo si pagherà molto meno (fino a al 75% in meno) per il roaming dati.

Il dispositivo predisposto dai burocrati europeo prevede infatti che si paghi sempre la tariffa prevista dal proprio piano tariffario nazionale con un sovrapprezzo di 5 centesimi al minuto per le chiamate in uscita; sovrapprezzo che scende a 1 centesimo al minuto per le chiamate in entrata. Mentre inviare sms costerà 2 centesimi in più del costo che vi addebita il vostro operatore, e per il traffico internet si pagheranno 5 centesimi a MB. Tutto, sempre, Iva esclusa. Per cui fatevi due conti per capire se alla fine convegna o meno attivare le varie promozioni "Passport" e simili delle varie compagnie.
 
 
E DAL 15 GIUGNO 2017 NESSUN SOVRAPPREZZO
Ma questo non è che l’inizio delle belle notizie. Dal 15 giugno del prossimo anno tutti questi costi verranno azzerati e in tutti i Paesi dell’Unione si potrà telefonare senza pagare nessun costo aggiuntivo. Certo, adesso (anzi, dal 15 giugno 2017) a qualcuno potrebbe venire in mente di cercare il Paese dell’Unione dove le tariffe sono più basse comprarsi una scheda e poi utilizzarla in patria. Un comportamento furbesco che però è vietato: si tratta di abuso di quello che Bruxelles ha definito come «uso equo» e si rischia un (salato) recupero dei costi. Quando si dice una bella notizia.