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Due chioschi di strada nel firmamento della gastronomia mondiale

Singapore, ristoranti stellati Michelin al prezzo di un panino

di 
Tino Mantarro
7 Novembre 2016

Il menu è stringato, per non dire obbligato, e ha una voce sola: riso o spaghetti conditi con pollo, verdure e salsa di soia. Il servizio è sbrigativo: prendi la tua ciotola e ti siedi a un tavolo di plastica, afferrando le bacchette usa e getta da un contenitore di plastica e mangiando senza troppa attenzione all’etichetta. Anzi, se mettendo in bocca gli spaghetti fai il risucchio nessuno guarderà storto: vuol dire che hai gradito. Ed è difficile non uscire soddisfatti dal Hong Kong Soya Sauce Chicken Rice and Noodle, un chiosco senza pretese che si trova all’interno del Chinatown Complex di Singapore.
 
È il miglior chiosco di spaghetti della città stato a cavallo dell’Equatore. Parola della guida Michelin, che qualche mese fa ha assegnato una stella allo stupito Chan Hon Meng, 51enne chef. Da 35 anni Chan Hon Meng prepara sempre lo stesso piatto: lo ha imparato quando da ragazzino lavorava a Hong Kong e da allora non fa altro. Ma lo fa tanto bene che spesso chiude prima perché le sue 150 porzioni di spaghetti – che costano meno di due euro – finiscono nel giro di poche ore.
 
 
MANGIAR PER STRADA
Del resto a Singapore si usa così: ogni chiosco si specializza in un piatto con qualche variazione. 
Se poi uno vuol mangiare qualcosa di diverso fa la fila al chiosco accanto e il pranzo giornaliero è completo, anche se le porzioni sono generose e a livello nutrizionale sono sempre piatti equilibrati: carboidrati, proteine, fibre.
 
È il bello degli hawker center della città: zone coperte, solitamente all’interno dei grandi centri commerciali, dove sono stati radunati tutti i venditori di cibo di strada. Una lunga serie di vetrine dove prendere il proprio piatto che poi si consuma assai informalmente seduti ai tavolini che si trovano al centro della sala.
 
Un modo veloce, buono ed economico per mangiare che rappresenta una delle esperienze migliori quando si viaggia nel sudest asiatico. Tanto buone da aver convinto i recensori della Michelin ad assegnare le stelle a questi bugigattoli frequentassimi e spesso con decenni di storia alla spalle.

 
 
LA SECONDA STELLA

È il caso dell’Hill Street Tai Hwa Pork Noodles, un chiosco aperto dal 1932 che si è aggiudicato una stella Michelin. Qui i piatti celebri sono spaghetti con maiale, polpette, fegato, sogliola grigliata e ravioli. Un’indigestione di sapori che si sovrappongono, ma che devono essere devierò sensazionali, stella o non stella.
 
Perché per mangiare all’Hill Street Tai Hwa Pork Noodles la coda è di oltre mezz’ora, e adesso che gli han dato una stella Michelin supera le due ore. Il menù è un poco più corposo. Oltre agli spaghetti con maiale offrono i Bak chor mee, ovvero sottili spaghetti di grano originari della Cina meridionale conditi con maiale marinato nella salsa d’aceto, costano tre euro e valgono la coda. In una città costosa come Singapore sono un’ancora di salvezza.