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Sette anni di (non) guai

di 
Renato Scialpi
18 Gennaio 2010

Acquistare oggi un’auto e sapere di essere al riparo da costi imprevisti fino al 2017. Al netto, ma è ovvio, della spesa per carburante e lubrificanti e la manutenzione d’uso (leggasi tagliandi, pneumatici, pastiglie dei freni ecc.). Basta che nei sette anni la percorrenza sia inferiore a 150mila chilometri. In alternativa, per i grandi viaggiatori, c’è il chilometraggio illimitato per i primi tre anni. È la supergaranzia che, battendo in volata i concorrenti, il marchio coreano Kia ha annunciato di fornire, in tutta Europa e per tutto il 2010, sull’intera gamma dei propri veicoli con motore a benzina o diesel. Dalla city-car Picanto alla media Cee’d, fino al crossover Sorento.


La scelta di Kia, marchio “nobile” del gruppo coreano Hyundai, tra i maggiori costruttori automobilistici al mondo, è degna di nota perché indotta dal successo dell’iniziativa 2009 di fornire sette anni di garanzia sul modello Cee’d. È quindi indice di un cambio di mentalità nella clientela europea ma soprattutto italiana. La notizia, infatti, potrebbe far pensare a quei “non-eventi” che valgono ai giornalisti l’accusa di fare da megafono agli uffici marketing dei produttori di auto.


Se non ci fosse il precedente dei marchi giapponesi, Toyota, Honda e Nissan, sbarcati 15 anni fa sul mercato europeo con l‘obiettivo di “sbancare” proprio grazie alle supergaranzie, come era già avvenuto negli Usa. Senza successo, perché il pragmatismo dei consumatori statunitensi ha poco a condividere con il gusto per l'estetica e la cura del dettaglio del cliente europeo.

Più recente, c’è da registrare la disavventura di Alfa Romeo con la sua 159. Che al momento del lancio, nel 2005, vantava tre anni di garanzia (allora la legge ne prevedeva uno) a testimoniarne, come sottolineavano orgogliosi i tecnici, l’elevata qualità e affidabilità dei componenti. Copertura che già dodici mesi dopo, al momento di presentare la versione SportWagon era sparita.


Bersagliato dalle domande-contestazioni dei giornalisti, Harald Wester, responsabile della qualità per l’intero gruppo Fiat, a un certo punto scoppiò “non è una questione di bontà del prodotto che, volendo, potremmo garantire anche di più. È che il cliente italiano, al momento di trattare sul prezzo, irrimediabilmente dice ‘ma se rinuncio alla garanzia che sconto mi fate?’ e la nostra rete di vendita non riesce a far accettare che la copertura è standard, non negoziabile…”


Cinque anni di diffusione di vetture sempre più evolute, ma anche sempre più complicate – e ahimé costose da riparare in caso di malfunzionamenti – hanno forse finalmente convinto una parte significativa degli acquirenti italiani di automobili che mettersi al riparo da brutte sorprese per sette anni non sia poi così una cattiva idea… C’è solo quindi da sperare che altri costruttori, magari europei, seguano il buon esempio!


Per i pignoli, è opportuno precisare che la garanzia di sette anni offerta da Kia ha alcuni limiti: per la verniciatura è ridotta a cinque anni, per impianto audio e navigatore a tre, due per accessori e batteria. Ulteriore eccezione, le versioni dotate di doppia alimentazione benzina-gpl: in questo caso la garanzia è superiore a quella biennale “di legge” ma si ferma a tre anni.