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Contrassegno sul parabrezza, ecco che cosa cambia da domenica 18 ottobre

Serve ancora il tagliando dell'assicurazione?

di 
Renato Scialpi
16 Ottobre 2015
Addio contrassegno dell'assicurazione, addio carta. Domenica 18 ottobre entra in vigore il decreto ministeriale 110/2013 che avvia il “processo di dematerializzazione“ (espressione un po' inquietante) dei documenti riguardanti le polizze di responsabilità civile per i veicoli (la cosiddetta RC Auto). Comincia quindi il lungo addio al tagliandino giallo che da decenni orna – o dovrebbe ornare, visto che dati ufficiosi parlano di quasi quattro milioni di auto circolanti non assicurate – il parabrezza dei nostri veicoli.
 
ADDIO ATTESTATO DI RISCHIO
In effetti la scelta della dematerializzazione nasce proprio dalla piaga dei mezzi non assicurati, che spesso inalberano magnifici contrassegni clonati al computer e venduti sottobanco a 20 euro l'uno. Nel giugno scorso il primo documento a sparire è stato l'attestato di rischio, la tabella inviata annualmente dalle compagnie a tutti gli assicurati per comunicare la classe di rischio di appartenenza e il numero degli incidenti fatti negli ultimi anni.
 
 
DEMATERIALIZZARE PER CONTROLLARE
Da domenica 18 ottobre cominciano a sparire i tagliandi di assicurazione veri e propri. Tutti i controlli da parte delle autorità (polizia, vigili ecc) avverranno quindi per via elettronica, consultando un database generale che servirà da riferimento per i check automatici. Perché gradualmente tutte le telecamere attive lungo le strade italiane si trasformeranno gradualmente in altrettante “sentinelle” che leggeranno le targhe dei veicoli circolanti, inviando in automatico alla polizia per la verbalizzazione la segnalazione dei veicoli sprovvisti di assicurazione.
 
GLI OCCHI ELETTRONICI VIGILANO
In pratica: dal casello dell'autostrada alla telecamera della Ztl, gli occhi elettronici provvederanno a multare i trasgressori in automatico. Già perché chi non è assicurato non è solo privo di copertura assicurativa, ma è passibile del sequestro del mezzo e di una sanzione fino a 3400 euro. Un passo avanti per la sicurezza della comunità con qualche risvolto pratico che può preoccupare: non tutti hanno dimestichezza con i computer. Per loro, comunque, esisterà sempre (almeno per l'attestato di rischio) la disponibilità del documento cartaceo, ma a fare fede saranno sempre e solo i dati digitali, depositati in appositi caselle nel database centrale e nei siti delle compagnie.
 
 
LA APP PER TUTELARSI
E in caso di incidente? Come sapere che le parti coinvolte sono a loro volta in regola con la RC auto, a prescindere dall'attribuzione delle responsabilità? Semplice: le compagnie si stanno attrezzando per fornire ai clienti app per smartphone e tablet tramite le quali consultare il database. Per i soci Tci che hanno scelto Vittoria Assicurazioni è già disponibile il servizio all'interno della app MyVittoria. In ogni caso, sul cosiddetto Portale dell'automobilista del ministero dei trasporti (www.ilportaledellautomobilista.it), all'indirizzo https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-copertura-rc è già oggi possibile effettuare la verifica.
 
IL DUBBIO DA CHIARIRE
Il punto di domanda, legittimo, sulla dematerializzazione resta un altro: ok, il database ministeriale o la app della mia compagnia mi possono confermare che io sono “coperto” e chi mi è venuto addosso pure. Ma solo se il sinistro avviene in un luogo con copertura di rete telefonica. E, in ogni caso, non posso sapere il nome della compagnia della controparte né il numero di polizza. Devo fare riferimento alla mia assicurazione per poter avanzare richieste danni o attivare azioni legali. Visti i comportamenti di alcune compagnie nei confronti dei clienti, non è sempre la prospettiva ideale.