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Segni e disegni

di 
Barbara Gallucci
15 Settembre 2009

Un affare per bambini e adolescenti. Per anni, cartoni animati e fumetti sono stati la baby sitter perfetta per intere generazioni. Gli adulti ringraziavano, ma non si curavano un granché di quello che i loro figli stavano leggendo o guardando. Poi, quasi all’improvviso, qualcuno si è accorto della straordinaria qualità, delle immagini raffinate e di storie appassionanti che facevano compagnia quotidianamente ai più giovani. Tra le realtà più affascinanti i manga giapponesi e anime, il film d’animazione cui è dedicata la mostra Manga Impact (dal 16 settembre al 10 gennaio) al museo del Cinema di Torino.


Un tributo a una rivoluzione culturale ed estetica iniziata negli anni Settanta e mai interrotta. La più ampia retrospettiva realizzata in Europa con incontri, proiezioni straordinarie e una grande mostra allestita alla Mole Antonelliana del capoluogo piemontese che comprende una quarantina di manifesti di film, una ricca selezione di action figures (pupazzi che riproducono i protagonisti delle serie più popolari), storyboards, figurine e oggetti di merchandising. Il 17 settembre, inoltre, sarà proposta al pubblico l’anteprima nazionale di Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, vero genio dell’animazione. Il suo nome non vi dice nulla? Pensate a Lupin III (sua regia sceneggiatura e storyboard), a Heidi e ad Anna dai capelli rossi (progetto e scenografie), oppure al film premio Oscar nel 2003 La città incantata, e il suo nome non lo scorderete più. 


 

Ma i cartoni animati e i fumetti non sono solo giapponesi. In Belgio, per esempio, la tradizione della bande dessinée, la striscia a fumetti, è lunghissima. Per questo, per tutto il 2009, Bruxelles è la capitale mondiale di questa colorata e divertente arte con una serie di eventi che caratterizzano la rassegna Bd Comics Strip 2009. Anche Milano rende omaggio al fumetto d’autore con una mostra dedicata al premio Pulitzer Art Spiegelman alla Galleria Nuages, una bella occasione per vedere dal vivo le tavole del celebre Maus, le copertine del New Yorker, compresa quella dedicata all’11 settembre, nonché la rivista Arcade, pubblicata in soli sette numeri e diventata un oggetto di culto. Pensate ancora si tratti di cose per bambini?