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Nel Sulcis l’Ente forestale sardo vuole abbattere 540 ettari di foresta millenaria. La protesta ambientalista

Sardegna, la disfida della foresta del Marganai

di 
Tino Mantarro
8 Settembre 2015
La questione è vecchia come la storia. Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Dove l’uovo è un progetto di taglio di un quarto della foresta del Marganai, che si trova nel territorio dei comuni di Domusnovas, Fluminimaggiore e Iglesias, nel Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna. Mentre la gallina sarebbero i fondi europei che presentando studi e progetti si potrebbero avere per preservare quella stessa foresta millenaria che si estende su 3.650 ettari. Un’antica foresta spontanea di proprietà dello Stato, di cui cinque anni fa l’allora assessore all’ambiente della Regione Sardegna, Giorgio Oppi, l’Ente regionale foreste e il sindaco di Domunusnovas decisero il parziale abbattimento giustificando come un progetto di «ripristino del governo a ceduo».
 
Una strana idea di sviluppo sostenibile, che portò al taglio completo (non selettivo, come si fa quando si taglia un bosco) di 35 ettari di selva. Oggi si parla di altri 540 ettari, un quarto della foresta che vengono tagliati per ricavarne legna da ardere. Un pericolo nefasto dal punto di vista ambientale, come denunciano in una lettera pubblica i tre docenti universitari autori del piano di gestione del Sic, ovvero del sito di importanza comunitaria rappresentato appunto dalla foreste del Marganai.
 
 
Meglio l’uovo oggi secondo il sindaco di Domusnovas, Angelo Deidda. Che più che del bosco secolare si preoccupa - dice lui - dei tanti disoccupati del paese, e tira dritto per la sua strada. Il taglio della lecceta infatti darebbe lavoro a una sessantina di disoccupati del paese per circa otto mesi. Dopo gli stessi avranno diritto a sei mesi di disoccupazione. Poi, verosimilmente, verrebbero ripresi a tagliare boschi fino a quando tutti i 350 ettari non saranno diventati un deserto. E allora non ci saranno più né boschi né lavoro. Ma forse per allora il sindaco non sarà più sindaco, e non sarà un problema suo, ma di chi dovrà gestire l’erosione del territorio e porre rimedio al danno ambientale.
 
FONDI EUROPEI NON SFRUTTATI
E dire che, come nota Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di lunedì, che in questi casi l’Unione Europea sarebbe disposta a intervenire finanziando la conservazione di aree boschive di particolare interesse come la foresta del Marganai. Basterebbe sfruttare meglio i fondi che già esistono (ma la provincia di Carbonia-Iglesias non riesce a spendere il 63% dei soldi stanziati che tornano così a Bruxelles) e presentare un progetto di tutela e valorizzazione della foresta. Ma forse è chiedere troppo: allevare una gallina è più difficile di far cuocere un uovo.