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Fino a oggi sull’isola atlantica dove morì Napoleone si arrivava solo via nave

Sant’Elena, fine dell’esilio: apre il primo aeroporto

di 
Tino Mantarro
6 Giugno 2016
Chi c’è stato, e sono davvero pochi, dice che l’isola sembra emergere dalle acque all’improvviso. Uno scoglio di basalto nero e verde in mezzo al blu intenso dell’Atlantico. Chi c’è arrivato l’ha fatto in nave, perché sull’isola di Sant’Elena non si può arrivare altrimenti. Ancora per poco, in realtà. Già: perché per metà maggio era prevista la fine dell’isolamento per questo territorio d’oltremare britannico che si trova in mezzo all’Atlantico, a 1.900 chilometri dalle coste dell’Angola.

Era, imperfetto: qualcosa è andato storto e l’apertura del primo scalo aeroportuale è stata rinviata a data da destinarsi. Forse agosto, forse settembre, chissà. Pare sia causa dei venti eccessivi, che rendevano pericoloso l’atterraggio e hanno richiesto un supplemento di studi per migliorare le rotte di approccio all’aeroporto.
 
DUE MESI DI ATTESA, FORSE
Amen, vuol dire che ai 250 milioni di sterline che Londra ha investito per rendere “autonoma” l’isola isolata e aprirla, forse, al turismo, bisognerà ancora aggiungere qualcosa ma tutto sommato ci siamo. Del resto che cosa sono due, tre mesi di attesa per un’isola che ha atteso decenni di essere un po’ più connessa al mondo?

Che poi questa connessione rappresenti davvero un cambiamento positivo chi può dirlo? Il fascino assoluto dell’isola era proprio nell’essere isolata. Forse la zona abitata più lontana e remota del pianeta. Anche la terra emersa più vicina, l’isola di Ascensione – 730 miglia nautiche più a Nord anch’esso protettorato di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra – è più connessa con il resto del mondo perché sede di una base aerea dell’aviazione britannica usata anche dagli Stati Uniti.
 
 
IN NAVE SI ARRIVA UNA VOLTA AL MESE
Oggi i 4.255 abitanti di Sant’Elena per muoversi devono aspettare che attracchi la motonave postale Ms Sant’Helena, metà nave passeggeri e metà cargo. Una volta al mese impiega 5 giorni di navigazione per coprire il percorso tra Cape Town e il porto di Jamestown, o meglio: la baia. La nave non attracca, ma si viene scaricati con dei gommoni. Nel suo giro tocca Ascension e Tristan da Cunha, ma per loro la nave non rappresenta l’unica via di uscita. Mentre per Sant’Elena non c’è altro che questa imbarcazione costruita nel 1963 e arruolata per servire come nave postale nel 1980.

Prima non esisteva nessun servizio regolare, ma il collegamento era affidato alle navi miste cargo e passeggeri della Union-Castle Line, in servizio tra la Gran Bretagna e il Sudafrica. Un servizio occasionale cessato nel 1977. Da allora il governo di Londra ha dovuto assicurare una specie di continuità territoriale a questo avamposto sperduto nell’Atlantico. Il prezzo? 25 milioni di sterline l’anno per un’isola che non produce nulla. L’unica fonte di reddito è la burocrazia britannica. Il resto sole, vento e salsedine.
 
L'ESILIO DI NAPOLEONE
Così se qualcuno conosce Sant’Elena la conosce perché è qui che 201 anni fa venne esiliato Napoleone Bonaparte. I nemici inglesi decisero di confinarlo su queste rocce sperdute nel mare per “non disturbare più l’Europa”. E oggi la sua tomba, o meglio, la sua lapide, visto che il corpo venne traslato a Parigi nel 1840, rappresenta una delle poche vere attrazioni dell’isola. Il resto è l’isola in sé, il poter dire di essere arrivato fino a qui.

Del resto non ci sono spiagge di sabbia dove prendere il sole e fare il bagno (le acque sono mediamente agitate e gelide), non ci sono ristoranti stellati e neanche hotel a 5 stelle. Sull’isola non ci sono neanche bancomat, non prendono le carte di credito e tutto costa assai caro perché deve arrivare dal Sud Africa, come la birra. Il centro di aggregazione è rappresentato dal Consulate hotel, uno dei tre dell’isola. Qui tutti vengono a scambiar due chiacchiere, sfruttare una delle rare connessioni internet e vedere le facce degli estranei (rari) che una volta al mese approdano qui. Chi c’è stato, e son davvero pochi, dice che è un posto da romanzo.