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In una chiesa dell’hinterland di Milano, il restauro di un’opera del XVI secolo

San Pietro all’Olmo, storia (a lieto fine) di un affresco ritrovato

di 
Fabrizio Milanesi
25 Novembre 2016
“Gesa végia” la chiamano affettuosamente quelli del posto, e in effetti per cercarne il periodo di fondazione bisogna risalire al 1149, anno della prima testimonianza in una bolla papale dell'esistenza dell'edificio consacrato. La chiesa si trova nella diocesi milanese di San Pietro all’Olmo, frazione di Cornaredo, paesino tagliato dalla principale arteria che collega Lombardia e Piemonte, la via Novara, e almeno per oggi ruba la scena al ristorante stellato di Davide Oldani, che la guarda dall'altro lato della piazza.
 
 
È del 2004 la decisione di riscaldarne gli ambienti sacri con un impianto moderno, ma durante gli scavi ecco la scoperta: migliaia di frammenti di un affresco, che ornavano le pareti nel XVI secolo.
Impressiona la vista delle 250 casse che contengono questo patrimonio in briciole, messo in sicurezza dalla Sovrintendenza, ed ora sotto la tutela del progetto “Restituzioni”, il programma di restauri promosso da Intesa Sanpaolo.
 
 
Ecco un puzzle ante-litteram complicatissimo da risolvere. Ma per sapere come andrà a finire il restauro e cosa raffigura l’affresco vi rimandiamo al servizio di MAMe, il sito di “estetica metropolitana” che sta seguendo da vicino l’appassionante ritrovamento e che ci ha segnalato la notizia.