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Salone di Parma: camper dal successo alle proposte

di 
Renato Scialpi
15 Settembre 2010

Il successo, si sa, è un ottimo tonico per l’umore. E non solo. Come dimostra il Salone del Camper di Parma, letteralmente sommerso da un’ondata oceanica di pubblico fin dall’inaugurazione sabato scorso. Un’affluenza quale da anni non se ne registravano alle manifestazioni dedicate al turismo en plein air e che di certo si ripeterà fino a domenica prossima, ultimo giorno di questa prima edizione. I motivi? Molteplici, primi tra tutti l’aver attrezzato ad hoc proprio per la sosta dei camper i parcheggi esterni e un ricco calendario di eventi sul territorio parmense – tra gli altri il Festival del prosciutto – che consente di trasformare la visita del salone nell’occasione per un finesettimana dall’orizzonte ben più ampio.


Il buonumore ha coinvolto anche Apc, l’associazione dei produttori di caravan e camper promotore con la Fiera di Parma del Salone, che sull’onda del successo della manifestazione ha colto l’occasione dell’attenzione per il mondo dei veicoli ricreazionali per annunciare che intende farsi promotore di una Legge Quadro sul turismo itinerante e all’aria aperta. Una nuova normativa con funzioni di indirizzo nei confronti dei modelli di ricettività e di ospitalità regionali, che garantisca un’accoglienza equa ai camperisti su tutto il territorio italiano e introduca una regolamentazione univoca in materia di aree di sosta per i mezzi abitabili.


Altro argomento “caldo” per il mercato italiano del camper, il problema dei limiti di peso dei veicoli, a oggi vincolati dai 3500 chili di tetto previsto per i possessori di patente B. Un limite che di fatto negli altri Paesi europei, Francia e Germania in prima linea, risulta allineato oltre i 4mila chili. Il che fino a oggi ha costretto i costruttori italiani ad acrobazie realizzative, ma compromette per motivi di tara la possibilità di sviluppare veicoli a ridotto impatto ambientale dotati di propulsioni alternative: che si tratti di pacchi di accumulatori o di bombole per il metano oppure di moduli per la trazione ibrida, i conti comunque non tornano.


Ecco quindi arrivare da Apc la richiesta, in linea con ciò che prevede il nuovo Codice della Strada (i cui decreti attuativi dovrebbero arrivare entro novembre), di rivedere i criteri di calcolo della massa tecnica dei mezzi, come sta avvenendo per il traino delle caravan (da 3.500 a 4.250 chili per la combinazione auto+rimorchio). In attesa di una norma comunitaria che riveda i limiti di peso imposti a chi guida con la patente B un veicolo ricreazionale, l’obiettivo dei costruttori è di garantire che il mondo del camper made in Italy possa mantenere uno sviluppo equilibrato, senza svantaggi competitivi nei confronti dei costruttori d’Oltralpe.