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Un progetto a "chilometro 0" richiama nell'entroterra pugliese migliaia di stranieri

"Salento I Slow You": perché andare in bicicletta a Lecce e dintorni

di 
Fabrizio Milanesi
24 Marzo 2017

Giovani, pugliesi e occupatissimi. Carlo, Francesco, Giulia, Mattia e Aleandra sono gli attori protagonisti di una storia a lieto fine che parla di territorio, bicicletta, determinazione e ideali. Una storia nata in Salento e cresciuta in Salento. Un viaggio lungo quasi dieci anni, evitando le strade battute dai luoghi comuni.
 
Giulia, Francesco, Carlo, Mattia e Aleandra, protagonisti di "Salento Bici Tour" e "Salento I Slow You"
 
SALENTO, 2008-2011
Carlo e Francesco (Ciccio per gli amici) sono giovani brillanti e preparati, con la testa che gira veloce, decidono che inseguire sogni esterofili in salsa londinese non è cosa loro. Il sogno e la fuga non valgono quanto l’ambizione di costruire attorno alla bicicletta un progetto che valorizzi il patrimonio dell'entroterra salentino.
 
Un fondo regionale perduto di 25mila euro e le ali lowcost della RyanAir con base a Brindisi spingono i due a inventarsi promoter anche oltreconfine di un’associazione con vocazione sociale, idealista, tutta volta a fare del Salento un laboratorio di turismo leggero, consapevole, preferibilmente attivo e con al centro proprio le due ruote di una bicicletta.
 
Nasce “Salento Bici Tour”. Le connessioni al progetto sono istituzionali, ma agli enti, alle scuole e alle amministrazioni pubbliche si somma il tesoretto di “reputation” che i nostri si sono costruiti oltreconfine. Così iniziano ad atterrare e pedalare inglesi, francesi, ma soprattutto svedesi, che con i ragazzi hanno trovato una condivisione di intenti. 
 
Si strutturano itinerari in bicicletta alla portata di tutti, in autonomia o in presenza di una guida del posto. Si può vivere una settimana in sella nel "Salento classico", tra piccoli borghi, masserie e i più suggestivi angoli di costa; oppure scoprire i dintorni di Gallipoli, il suo museo della Radio e il Parco naturale di Porto Selvaggio; pedalare da Matera a Lecce tra trulli, vino e olivi o perfino divertirsi con un Ciclo Game a tema, coordinato dalle guide dell'associazione.
 
In bicicletta tra i Trulli
 
SALENTO, 2015
La proposta organizzata di viaggi al di fuori dello schema tradizionale “estate-spiaggia-evento” funziona, e le stagioni dell’accoglienza si allargano alla primavera, all’autunno e addirittura ai mesi invernali. Soprattutto si saldano gli obiettivi di “Salento Bici Tour” con quelli dell’associazione leccese Veloservice. Il 1 agosto del 2015 zaini, pc e biciclette trovano finalmente casa in via Palmieri, a Lecce: nasce "Salento I Slow You", il primo tour operator dedicato al turismo attivo made in Puglia.
 
La sede di Salento Bici Tour, a Lecce

SALENTO, 2016
"Look Mum, No Hands", Londra, Old Street: un locale da cui i ciclisti non vorrebbero mai uscire, un riferimento per chi vuole costruire accoglienza e associarla al concetto di mobilità. Sicuramente Carlo e Giulia lo conoscevano quando, sulla strada che tra Sannicola e Gallipoli porta al Lido delle Conchiglie, guardano con occhi da imprenditori il rudere abbandonato di una vecchia colonia vacanze. Spazi per il bar, terrazzini, un refettorio, i bagni e un dormitorio. La vecchia colonia Stajano è perfetta per il next step del progetto. Viene pubblicato un bando regionale per allestirvi un centro per la mobilità lenta, e i nostri sono velocissimi. Lo vincono: nasce il primo bike café salentino, centro per la mobilità lenta del progetto "Sac - Salento dimare e di pietre".
 
Il bancone home made del Salento Bike Café /foto Mariateresa Montaruli

MILANO-LECCE, 2017
Stiamo parlando da una decina di minuti con “il” Carlo, che ha un appuntamento e sta preparando una riunione con la sua socia Giulia. Carlo era giornalista concentrato su politica, ambiente e migrazioni, fa sintesi e fornisce dati incoraggianti sul genere di turismo (in bicicletta e non solo) che muove il Touring Club Italiano da decine di primavere: "Salento I Slow You" ha all’attivo quattro dipendenti assunti a tempo indeterminato; 4000 pernottamenti nel 2016; 500 persone che hanno seguito un intero tour di una settimana; 95% di presenze straniere, tra cui studenti europei che si dedicano all'analisi del modello proposto dall'associazione salentina.

Oggi il punto di riferimento dell'hub cicloturistico salentino è proprio il Bike café e Carlo racconta come è andata: “Il Bike café è una realtà viva e partecipata, gestita in collaborazione con Laboratorio Linfa e punto di riferimento per 14 Comuni uniti dall'intento di valorizzare i loro beni ambientali e culturali. Certo non lo abbiamo arredato con mobili Ikea, non è nel nostro stile. Ma con un workshop di eco-design siamo riusciti a recuperare materiali della colonia (e non solo) e stimolare giovani creativi nell'allestimento".
 
"Nella parte food" continua Carlo "abbiamo dalla nostra un terreno di proprietà, da cui nascono piatti a “chilometri 6”, quelli che uniscono  Bike café e orto. C’è una ciclofficina e ovviamente si noleggiano city bike, trek bike, mountain bike e bici elettriche. Una volta entrati, al turista non resta che consultare le nostre mappe e scegliere tema e destinazione del viaggio, tra chiese rupestri, ecomusei, location di arte contemporanea, e godersi paesaggi e tramonti. Le strade sono interpoderali, poco trafficate e accessibili a tutti". 
 
In bicicletta alle origini dei vini salentini

INFORMAZIONI
Le proposte non riguardano solo la bicicletta, che rimane il mezzo d'elezione di "Salento I Slow You". Ce n'è davvero per tutti i gusti e tutte le "gambe": dalla Grecia Salentina a Otranto; le masserie di Lecce e la natura leccese; e poi climbing nel Parco Otranto-Leuca, il corso di cucina salentina direttamente in orto, vela, canoa, diving e corsi itineranti di italiano per stranieri. Attenzione, per i soci Touring sono previsti sconti sulle tariffe.

A noi è venuta una gran voglia di andare in Salento, a voi lasciamo la possibilità di consultare le proposte di Salento I SlowYou sul sito www.salentobicitour.org.
 
In bicicletta verso Santa Maria di Leuca
 
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